martedì 16 giugno 2026

VINI D'ABBAZIA 2026: TRE GIORNI TRA VINO, STORIA E CULTURA NELL'INCANTO DELL'ABBAZIA DI FOSSANOVA


Oltre cinquemila presenze, masterclass sold out e tanti giovani tra i banchi d'assaggio: Vini d'Abbazia, quinta edizione è un evento capace di raccontare il vino come esperienza culturale, identitaria e umana.

C'è qualcosa di speciale che accade quando il vino incontra la storia. E questo qualcosa si è percepito chiaramente durante la quinta edizione di Vini d'Abbazia, andata in scena dal 12 al 14 giugno nella splendida cornice dell'Abbazia di Fossanova, a Priverno.

Per tre giorni uno dei complessi monastici più affascinanti del Lazio si è trasformato in un luogo di incontro tra produttori, esperti, appassionati e semplici curiosi. Non una semplice manifestazione enologica, ma un vero percorso tra cultura, spiritualità, territorio e tradizioni millenarie custodite in ogni bottiglia.

L'atmosfera che si respirava passeggiando tra il chiostro medievale e gli spazi dell'abbazia era quella delle grandi occasioni. I numeri lo confermano: oltre 5.000 visitatori hanno partecipato all'edizione 2026, consolidando ulteriormente il successo di una manifestazione che negli anni ha saputo costruire una propria identità originale nel panorama degli eventi dedicati al vino.



TRA I BANCHI D'ASSAGGIO ALLA SCOPERTA DELLE ABBAZIE DEL VINO

Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito è stata la possibilità di confrontarsi direttamente con produttori provenienti da realtà molto diverse tra loro ma unite da una stessa filosofia.

Tra i banchi d'assaggio erano presenti oltre trenta espositori tra abbazie italiane e internazionali, monasteri e cantine delle province di Latina e Frosinone. Ogni vino raccontava una storia fatta di tradizioni secolari, di lavoro in vigna e di un forte legame con il territorio.

Particolarmente evidente è stata la presenza di tanti giovani, curiosi e preparati, che si fermavano ad ascoltare i racconti dei produttori, chiedevano informazioni sui vitigni e si avvicinavano al vino con interesse e consapevolezza. Un segnale importante per un settore che guarda sempre più alle nuove generazioni.



LE MASTERCLASS: UN VIAGGIO TRA GRANDI VINI E TERRITORI

Le masterclass hanno registrato il tutto esaurito e rappresentato uno dei momenti più attesi della manifestazione.

Ho avuto modo di assistere agli incontri guidati da alcune delle personalità più autorevoli del panorama enologico italiano.

Ad aprire il programma è stato Roberto Cipresso con una coinvolgente masterclass dedicata ai grandi vini rossi. Un viaggio attraverso territori, stili e interpretazioni differenti che ha permesso di comprendere quanto il vino possa essere espressione autentica di un luogo e della sensibilità di chi lo produce.

Molto intensa anche la degustazione guidata da Vincenzo Mercurio, miglior enologo 2025 per Vinoway, dedicata al vino dei monasteri. Un incontro che è andato oltre l'aspetto tecnico per raccontare il patrimonio culturale custodito dalle comunità monastiche italiane. Particolarmente toccante l'intervento di Fratel Michele Badino della Comunità di Bose, che ha condiviso con il pubblico il lavoro quotidiano svolto tra vigneti e cantina.

Tra i vini degustati spiccavano etichette provenienti da realtà prestigiose come l'Abbazia di Novacella, l'Abbazia di Praglia, il Monastero di San Masseo di Assisi, l'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, il Monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano e il Convento Muri-Gries.

La domenica è stata invece illuminata dalla masterclass condotta da Chiara Giovoni, Ambasciatrice italiana dello Champagne, che ha guidato il pubblico in un percorso dedicato ai grandi bianchi e alle bollicine d'autore. Una degustazione elegante e raffinata che ha messo a confronto territori e produzioni molto diverse, dalle cantine laziali fino a importanti realtà internazionali.

QUANDO IL VINO INCONTRA LE EMOZIONI

Tra le esperienze più originali della manifestazione c'è stata senza dubbio la masterclass emozionale curata da Francesca Venturi e Giuseppe Ferroni dell'Università di Pisa.

Non una semplice degustazione, ma un vero esperimento che ha coinvolto direttamente il pubblico. Attraverso un questionario compilato in tempo reale, i partecipanti hanno associato a ogni vino emozioni e sensazioni come gioia, serenità, affidabilità, sorpresa o nostalgia.

Un modo innovativo per dimostrare come il vino non sia soltanto un insieme di caratteristiche organolettiche, ma anche memoria, percezione e vissuto personale. I risultati raccolti saranno utilizzati nell'ambito di una ricerca sulle neuroscienze applicate al settore vitivinicolo.

IL VINO VISTO AL MICROSCOPIO

Molto interessante anche la mostra "ViCro – Il vino al microscopio. Forme e colori del gusto", allestita nel Refettorio dell'Abbazia.

Le immagini realizzate da Silvia Iorio, coordinate da Maurizio Condoluci, trasformano elementi invisibili del vino in opere artistiche capaci di sorprendere il visitatore. Un'esperienza che amplia ulteriormente il concetto stesso di degustazione, invitando a osservare il vino da una prospettiva completamente diversa.

FOSSANOVA PROTAGONISTA

Durante il fine settimana non è stata soltanto l'Abbazia a vivere un momento di grande vitalità. Tutto il borgo di Fossanova è stato coinvolto da incontri, seminari e iniziative dedicate alla valorizzazione del territorio.

Particolarmente partecipato il seminario dedicato ai vitigni autoctoni del Lazio, organizzato con Arsial, che ha visto la presenza di numerosi produttori e rappresentanti delle istituzioni. Interessante anche il convegno sull'olio extravergine d'oliva e sulle sue proprietà benefiche, occasione di confronto tra ricerca scientifica e produzioni agroalimentari di qualità.

All'esterno dell'Abbazia il Villaggio Food & Wine ha completato l'esperienza con proposte gastronomiche e momenti musicali che hanno animato le serate.


Vini d'Abbazia riesce a raccontare il vino come patrimonio culturale, storico e umano. Un percorso che mette in dialogo spiritualità, agricoltura, ricerca scientifica, arte e territorio all'interno di una cornice di straordinaria bellezza.

La quinta edizione conferma la maturità di un format ormai consolidato e sempre più apprezzato dal pubblico. Un evento capace di attrarre appassionati, professionisti e giovani curiosi, dimostrando che il vino, quando viene raccontato con autenticità e competenza, continua a essere uno straordinario strumento di conoscenza e condivisione.

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