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giovedì 26 settembre 2024

TRE BICCHIERI 2025: I MIGLIORI VINI DEL LAZIO PREMIATI DAL GAMBERO ROSSO


TRE BICCHIERI 2025: 
I MIGLIORI VINI DEL LAZIO PREMIATI DAL GAMBERO ROSSO

Il Gambero Rosso ha annunciato i vincitori del Tre Bicchieri 2025 per la regione Lazio, evidenziando pregi e criticità del panorama vitivinicolo locale.

VANTAGGI E SFIDE DEL LAZIO VITIVINICOLO

Il Lazio si distingue per la sua grande varietà di vini di alta qualità, distribuiti in tutto il territorio, dai Castelli Romani alle Terre del Cesanese, dai Colli Etruschi Viterbesi fino ad Anzio e Cori. Tuttavia, manca ancora un forte "distretto vitivinicolo" che faccia emergere una produzione regionale unitaria di qualità.

I 10 vini premiati con il Tre Bicchieri rappresentano ben 14 vitigni diversi, tra cui la biancolella, la malvasia del Lazio, il cesanese, il grechetto, il merlot, la grenache, lo chardonnay e il viognier. Questa diversità, sebbene affascinante, evidenzia la difficoltà dei vitigni autoctoni di diventare punto di riferimento per il territorio.

NOVITÀ E RITORNI

Tra le novità di quest'anno spicca il ritorno di Casale Marchese con il Frascati Superiore, premiato dopo 13 anni. Per la prima volta, un Metodo Classico ha ottenuto i Tre Bicchieri: lo spumante Sergio Mottura, una storica etichetta per il Lazio.

Per maggiori informazioni sui premiati e sulle novità del Tre Bicchieri 2025, visita il sito del Gambero Rosso.


giovedì 9 novembre 2023

FISH AND CHIPS: A CASALATTICO SI CELEBRA L' "IRISH FEST"


FISH AND CHIPS

Perché mettere la ricetta del ”fish and chips”, nota specialità del Regno Unito, già pasto delle classi lavoratrici, avvolto in carta di giornale e poi street food d’eccezione. Perché la sua storia si intreccia  con quella dei migranti italiani che dalla Ciociaria si spostarono in Scozia, Galles e Irlanda. Furono loro a capire il potenziale di questo cibo a buon mercato e ad aprire negozietti per venderlo. Si racconta che fu Giuseppe Cervi di Picinisco, che aprì a fine Ottocento, il primo Fish and chips Shop a Dublino, al numero 22 di Great Brunswick Street, l’attuale Pearse Street. Sembra anche che il tipico ordine  “one and one” di Dublino, derivi da “uno di questo e uno di quello?” che la moglie di Cervi, indicando il pesce e le patate,chiedeva ai clienti. Un’altra versione vuole che il piatto sia stato portato in Irlanda dalla Scozia dai nostri migranti che anche qui avevano aperto le rivendite del famoso cibo. Furono soprattutto i migranti provenienti da Casalattico che si dedicarono a quest’attività in Irlanda. L'estate Casalattico si ripopola con i figli e i nipoti degli emigranti e il 14 agosto si celebra l'“Irish Fest” in cui viene distribuito il famoso piatto composto da merluzzo fritto in pastella e patate, “fish and chips”, preparato dai migranti che hanno questa attività in Irlanda e che tornano per l’occasisone. Durante i mesi estivi da 556 residenti si raggiungono anche 1800 presenze di italiani residenti all'estero.

Ingredienti: 700 g di filetti di merluzzo 500 g di farina 00 200 g di acqua frizzante 10 g di lievito di birra 2 cipollotti 1 l di olio di semi di arachide 4 patate 200 g di burro sale Per la salsa: 600 g di pomodori ramati 1 mazzetto di basilico 1 mazzetto di prezzemolo 2 spicchi di aglio olio evo

Ingredienti per 4 persone

800 g di patate

700 g  di merluzzo i filetti

olio per friggere

100 g di farina

Per la pastella

210 g di farina bianca

90 g di farina di riso

200 g di acqua frizzante o birra ghiacciata

1/2 cucchiaino di sale

Procedimento

Pelate le patate, tagliatele in grossi bastoncini e immergetele in acqua e ghiaccio fino al momento di friggerle.

Nel frattempo preparate la pastella: versate la farina in una ciotola, unite l’acqua mescolando con una frusta o un cucchiaio fino a ottenere un composto liscio, omogeneo e poco denso.

Lavate il pesce, asciugatelo, eliminate tutte le lische e ricavatene i filetti, (oppure acquistateli già pronti). Passate  i filetti nella farina e poi immergeteli nella pastella. Friggeteli in abbondante olio a 170°C , pochi per volta per non abbassare la temperatura di cottura, rivoltandoli spesso fino a quando saranno ben croccanti e dorati. Toglieteli dall’olio e fateli asciugare su carta paglia o da fritti; salate solo prima di servire.

Scolate le patate, asciugatele e friggetele in abbondante olio di arachidi. Cuocetene poche alla volta per mantenere l'olio caldo e ottenere delle patate ben croccanti fuori e morbide dentro. Toglietele dall’olio e mettetele su carta paglia o da fritti; salate solo prima di servire.

lunedì 25 marzo 2019

XXVI EDIZIONE DEL CONCORSO PER I MIGLIORI OLI EXTRAVERGINE DI OLIVA DEL LAZIO “ORII DEL LAZIO – CAPOLAVORI DEL GUSTO”


 “ORII DEL LAZIO – CAPOLAVORI DEL GUSTO
XXVI EDIZIONE DEL CONCORSO
PER I MIGLIORI OLI EXTRAVERGINE DI OLIVA DEL LAZIO

HANNO PARTECIPATO 38 AZIENDE PER UN TOTALE DI 45 ETICHETTE
 SARANNO 10 LE ETICHETTE DEL LAZIO CHE PARTECIPERANNO ALLA SELEZIONE FINALE DELL’ERCOLE OLIVARIO 

Si è  svolta  Sabato, 23 marzo  2019, a  Roma, nella Sala  del Tempio  di  Adriano della  Camera  di Commercio di Roma, la cerimonia ufficiale di premiazione dei vincitori di “Orii del Lazio–Capolavori del gusto”, XXVI Concorso regionale per i migliori oli extravergine di oliva. 
Il concorso  è  promosso  da Unioncamere  Lazio, l’Unione  delle  Camere  di  Commercio  del  Lazio  che,  nel quadro delle iniziative promozionali a sostegno del settore agricolo, rivolge la massima attenzione alla filiera olivicola attraverso una serie di iniziative a supporto delle imprese del settore. 

I lavori sono stati introdotti e moderati da Pietro Abate, Segretario generale di Unioncamere Lazio che ha sottolineato l’importanza del concorso  regionale, giunto  alla  sua  ventiseiesima edizione.
Il concorso si  conferma come alto momento di valorizzazione delle produzioni olivicole regionali.
Strategico il ruolo del concorso poi in un’annata,come  quella  attuale,in  cui si  registra una  flessione  produttiva che  tuttavia  non  ha  influenzato  il livello qualitativo; si confermano le ottime caratteristiche del prodotto regionale. 
“Ben 82milaettari  coltivati  a  olive e  quattro  DOP dai  diversi  territori sono elementi –spiega Lorenzo Tagliavanti, Presidente di Unioncamere  Lazio –che danno un’idea immediata della rilevanza degli oli extravergine nel panorama delle nostre eccellenze agro-alimentari”.
Quest’anno  saranno 10 le  etichette  del  Lazio  che  approderanno  alla  selezione  finale  dell’Ercole Olivario: un risultato straordinario che colloca la regione al secondo posto tra le 17 regioni italiane partecipanti. 


La presenza del Lazio nella storia del concorso nazionale, del resto, è sempre stata all’insegna del successo. In passato, su 26 edizioni dell’Ercole, gli oli extra vergine della regione Lazio sono saliti sul podio nazionale, con più olii nelle diverse categorie, in ben 24 edizioni. 
La selezione si conferma come una importante certezza per le imprese facendo registrare la partecipazione di 38 aziende  per  un  totale  di 45 etichette,  con  una  lieve  prevalenza  della provincia  di Viterbo, con 16 prodotti in concorso, seguita da Latina con 13 partecipanti, 7 da Frosinone, 5 da Roma e 4 da Rieti. 
Ben 24 aziende hanno manifestato interesse a partecipare al concorso nazionale “Ercole Olivario” con 28 oli. Oltre alla categoria extravergine di oliva dunque, sono in concorso le 4 denominazioni regionali: Sabina DOP, Canino DOP, Tuscia DOP e Colline Pontine DOP. I premi sono attribuiti ai primi due classificati per ognuna delle categorie in concorso (DOP ed extravergine) che si articolano, sulla base del fruttato, in leggero, medio e intenso.

In occasione della cerimonia di premiazione, sono stati inoltre attribuiti i seguenti premi:
• Ilmiglior olio biologico, ottenuto cioè da aziende che utilizzano tecniche produttive a basso impatto ambientale e senza l’uso di prodotti chimici di sintesi;

• Il miglior olio monovarietale(ottenuto da un’unica varietà di olive);

• Il miglior olio ad alto tenore di polifenoli e tocoferoli;

• Il Premio Tonino Zelinotti per la migliore confezione, con l’obiettivo di evidenziare le caratteristiche che una bottiglia, e soprattutto una etichetta, devono avere non solo sotto il profilo squisitamente estetico. Molta importanza, nello  schema  di  valutazione, viene  attribuita  alla  completezza  e  trasparenza  delle  informazioni riportate, sia per la parte obbligatoria, sia per le informazioni facoltative. 

• Il Premio Grandi Mercatiattribuito all’olio per il cui lotto in concorso viene dichiarata una disponibilità pari almeno a 80 hl ritenuto di particolare interesse per i mercati nazionali ed esteri. 

Infine, anche quest’anno, il Premio della Critica, assegnato da uno speciale gruppo di assaggio,  costituito da alcuni nomi del giornalismo di settore e di cui  ho fatto parte in qualità di foodblogger.  
Il gruppo si è riunito presso il Centro Servizi per i ProdottiTipici e Tradizionali di Agro Camera e ha degustato, alla cieca, gli oli ai vertici della classifica per ciascun territorio, decretando quello  ritenuto  migliore.  Una simpatica parentesi che si è aggiunta all’importante lavoro svolto dal panel ufficiale che, ovviamente sempre in degustazione cieca, ha svolto il difficile compito di valutare le etichette in gara.

Pur mantenendo l’originale connotazione di selezione regionale per il Premio nazionale, il Concorso “Orii del Lazio”, nel corso degli anni, ha assunto sempre maggior prestigio e visibilità. Rappresenta infatti un momento significativo sia per stimolare i produttori verso un percorso di costante crescita qualitativa, sia per indirizzare i consumatori verso l’acquisto di oli extravergine di oliva di qualità del territorio. 

David Granieri, componente di Giunta della Camera di Commercio di Roma, intervenuto in rappresentanza del settore  agricolo, ha  sottolineato l’importanza del Concorso Regionale, come vetrina per i prodotti di eccellenza e come momento di stimolo per la crescita del settore olivicolo di Roma e del Lazio. “L’ormai imminente  avvio  della  nuova  IGP  Roma  consentirà  di  potenziare  il  Concorso  e  di  puntare  decisamente  ai mercati internazionali.”
Hanno  preso  parte  ai  lavori i  rappresentanti  delle  Associazioni  di  categoria  di  settore (CIA, Coldiretti, Confagricoltura); Antonio Paolini giornalista enogastronomico, che ha fornito un  interessante contributo,  per  impostare  strategie  commerciali  di successo; il Vice Presidente Vicario di Unioncamere Lazio,Vincenzo Regnini; l’Assessore all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio, Enrica Onorati che ha  concluso i lavori della Cerimonia di premiazione sottolineando che“Orii del Lazio è alla sua XXVI edizione.
.I vincitori sono stati selezionati attraverso specifiche sessioni di assaggio da una Commissione esaminatrice composta da degustatori professionisti.
I lavori del panel si sono svolti nel Laboratorio Chimico Merceologico della Camera di Commercio di Roma, organismo  autorizzato  su  base  regionale,  a  effettuare  analisi  chimico–fisiche  ufficiali  sui  prodotti  che rivendicano una denominazione di origine controllata o protetta, registrata in ambito comunitario (come gli oli a DOP). 
Per  favorire  la  conoscenza  delle  eccellenze  regionali  da  parte  del  grande  pubblico,  successivamente  alla cerimonia di premiazione,  sono stati allestiti dei banchi di degustazione presso i quali esperti assaggiatori hanno guidato il pubblico in un percorso fatto di profumi e sapori. 
Un evento nell’evento che rientra perfettamente nelle linee guida tracciate da Unioncamere Lazio e volte alla promozione delle eccellenze agroalimentari del paniere enogastronomico laziale.
Come  sempre  Unioncamere  Lazio  con  il  supporto  tecnico  di  Agro  Camera  proseguirà  il  proprio  impegno  a supporto  del  prodotto  locale  in  occasione  di diverse  iniziative anche  successivamente  al  Concorso  conun occhio attento al mercato nazionale ed internazionale.L’organizzazione tecnica del concorso è  statacurata  da Agro  Camera,  Azienda  speciale  della  Camera  di Commercio di Roma per losviluppo del settore agroalimentare.

Di seguito i vincitori
Extra Vergine

Fruttato Intenso
    Mater Olea s.r.l. Agricola
Elegante    Prossedi (LT)
    Az. Agr. Iannotta Lucia
Olio Iannotta    Sonnino (LT)

Menzione speciale
Az. Agr. Biologica Quattrociocchi Americo    Alatri (FR)
Superbo
Fruttato Medio
    Az. Agr. Casino Re di Coletta Filomena
Casa Rossa    Sonnino (LT)
    Soc. Agr. Villa Caviciana s.s.
Villa Caviciana    Grotte di Castro (VT)

Fruttato Leggero
    Oleificio 3C s.a.s. di Cioccolini Lorenzo e Biagio
Frantoio Cioccolini    Vignanello (VT)
    Soc. Agr. Sciuga s.s.
Il Molino    Montefiascone (VT)


Sabina DOP
Fruttato Medio
    Az. Agr. Ceccarelli s.s. di Pierluigi Ceccarelli e C.
Colle San Lorenzo    Fara in Sabina (RI)
    Az. Agr. Marchesi di Salvi Annalisa
Marchesi Sabina DOP    Montelibretti (RM)

Fruttato Leggero
    Az. Agr. Vitali Mariangela
Olio Vitali    Montelibretti (RM)
    F.lli Rosati Ermanno e Francesco
Colle dei Frati    Fara in Sabina (RI)


Canino DOP
Fruttato Intenso
    Az. Agr. Laura De Parri
Cerrosughero Canino DOP    Canino (VT)
    Frantoio Gentili s.r.l.
Canino DOP    Farnese (VT)

Fruttato Medio
    Frantoio Archibusacci dal 1888 s.r.l.
Principe di Canino    Canino (VT)
    Frantoio Oleario di Gentilucci e Papacchini s.n.c.
Canino DOP    Cellere (VT)


Tuscia DOP
Fruttato Intenso
    Soc. Agr. Colli Etruschi Soc. Coop.    Blera (VT)
EVO

Fruttato Leggero
    Soc. Agr. Sciuga s.s.
Il Molino Tuscia DOP    Montefiascone (VT)
    APPO Società Cooperativa Agricola
Olio APPO Oleificio di Gradoli Tuscia DOP    Viterbo


Colline Pontine DOP
Fruttato Intenso
    Az. Agr. Cosmo Di Russo
Don Pasquale    Gaeta (LT)
    Impero Biol s.r.l.
Impero Biol Colline Pontine DOP    Sonnino (LT)

Menzione speciale
Az. Agr. Biologica Orsini    Priverno (LT)
Orsini Colline Pontine DOP


Sezione Olio Biologico
Az. Agr. Biologica Orsini    Priverno (LT)
Orsini Colline Pontine DOP

Sezione Olio Monovarietale
Az. Agr. Cosmo Di Russo    Gaeta (LT)
Don Pasquale

Sezione Olio ad Alto Tenore di Polifenoli e Tocoferoli
Impero Biol s.r.l.    Sonnino (LT)
Impero Biol Colline Pontine DOP

Migliore Confezione “Premio Tonino Zelinotti”
Frantoio Tuscus di Giampaolo Sodano e C. s.a.s.    Vetralla (VT)
Tuscus Tuscia DOP

Premio “Grandi Mercati”
Az. Agr. Biologica Quattrociocchi Americo    Alatri (FR)
Superbo

Premio della Critica
Az. Agr. Cosmo Di Russo    Gaeta (LT)
Don Pasquale

lunedì 21 dicembre 2015

LAZIO TERRE DELL'OLIO: COLLINE PONTINE



Il progetto "Lazio Terre dell'Olio", della Regione Lazio, fa parte di un più ampio progetto nazionale "Expo e Territori"  che vede coinvolti anche le CCIAA (Camere di Commercio) di Viterbo, Rieti e Latina, Arsial, Azienda Romana Mercati, oltre al MIUR il MATTM e il MIBACT con il supporto di Invitalia. Il progetto ha l'obiettivo di favorire la valorizzazione delle aree di produzione delle quattro DOP dell'olio extravergine di oliva del Lazio e le tradizioni alimentari connesse, al fine di tutelare la vocazione del territorio, incentivare il turismo e l'attività ricettiva, sostenere le imprese olivo-oleicole ed educare alla corretta alimentazione attraverso l'utilizzo di prodotti di qualità, in particolare l'olio extravergine di oliva. Il territorio del Lazio è ricco di storia e cultura nonché di tradizioni enogastronomiche e di prodotti di grande qualità. Tra i prodotti tipici più rinomati vi è l'olio extravergine d'oliva; la coltivazione di ulivi è molto diffusa in tutta la regione e consente di ottenere oli DOP diversi ma tutti particolarmente raffinati: l'olio extravergine Sabina, l'olio extravergine Canino, l'olio extravergine Tuscia e l'olio extravergine Colline Pontine, prodotto nel territorio che da Cisterna di Latina degrada verso il golfo di Gaeta.
Al fine di valorizzare le aree DOP caratterizzate dalla presenza di produzioni olivicole di qualità oltre a prodotti agroalimentari tipici e tradizionali, attraverso l'organizzazione la qualificazione di un'offerta turistica di tipo integrato, il progetto prevede che siano predisposti per ciascuna Dop, dei percorsi turistici tematici volti a far conoscere le località più interessanti sia da un punto di vista storico culturale e naturalistico sia enogastronomico.
Il tour a cui ho partecipato lo scorso 16 dicembre, fa parte di  questo progetto e si è sviluppato lungo uno dei quattro itinerari proposti, per conoscere le caratteristiche organolettiche del prodotto sia quelle storico-culturali ed enogastronomiche del territorio.
Abbiamo visitato l'Olivia Srlsemplificata - Oscar Soc Coop Agricola a Roccamassima, l’Oasi naturalistica del  Giardino diNinfa a Cisterna di Latina, pranzato al Ristorante Il Piccolo Ducato a Cisterna di Latina e abbiamo concluso con la visita al  Casale San Giorgio ad Aprilia. 
 

Prima tappa del Tour è il frantoio Oscar Soc. Coop. Agricola,  una giovane azienda olivicola a conduzione familiare. La tenuta sovrasta la vallata di Rocca Massima, piccolo centro storico nel cuore dei Monti Lepini in provincia di Latina, a 450 m slm, incastonata tra gli olivi in una delle zone più suggestive dell’entroterra laziale. Qui nasce l’itrana, l’oliva patrimonio di questo territorio. In questo contesto che la famiglia lavora da generazioni l’olio e le olive da tavola producendo l’ Olio extra vergine di oliva  “Carventum”, colore Verde con riflessi gialli, fruttato intenso con marcate note di pomodoro verde ed erbe aromatiche e l’Olio extra vergine di oliva “Priore”, colore dorato di elevata intensità con  leggere sfumature verdi, da medie note fruttate di oliva e di vegetale fresco (pomodoro verde). Al gusto è leggermente amaro, piccante ed astringente, e con bassa persistenza aromatica.
 Oscar Soc. Coop. Agricola

Via Rocca Massima, 2 Loc. Basso le Case – Rocca Massima (LT)
Tel./Ph. +39.06.9664883; +39.339.6627231
e-mail: info@agricolaoscar.com; oscarsrl@frantoiooscar.com
web: http://www.agricolaoscar.com



La tappa successiva è la visita al Giardinodi Ninfa, per l’occasione aperto solo per noi (Doganella di Ninfa, Via Provinciale Ninfina 68, 04012 Cisterna di Latina) .
l giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso
Il nome Ninfa deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino. 
La realizzazione del giardino fu guidata soprattutto da sensibilità e sentimento, seguendo un indirizzo libero, spontaneo, informale, senza una geometria stabilita. Marguerite Chapin, moglie di Roffredo Caetani, continuò la cura del giardino introducendo nuove specie di arbusti e rose e negli anni Trenta del Novecento aprì le sue porte all’importante circolo di letterati ed artisti legato alle riviste da lei fondate, “Commerce” e “Botteghe Oscure”, come luogo ideale in cui ispirarsi. 
L’ultima erede e giardiniera fu Lelia Caetani, figlia di Roffredo Caetani. Donna sensibile e delicata, curò il giardino come un grande quadro, accostando colori e assecondando il naturale sviluppo delle piante, senza forzature, ed evitando l’uso di sostanze inquinanti. Aggiunse numerose magnolie, prunus e rose rampicanti, e, insieme alla madre Marguerite, realizzò accanto alle mura sud della città di Ninfa un rock garden, chiamato anche ‘colletto’. Donna Lelia morì nel 1977, ma prima della sua morte decise di istituire la Fondazione Roffredo Caetani al fine di tutelare la memoria del Casato Caetani, di preservare il giardino di Ninfa e il castello di Sermoneta, e di valorizzare il territorio pontino e lepino
All’interno del giardino di Ninfa si incontrano varietà di magnolie decidue, betulle, iris palustri e una sensazionale varietà di aceri giapponesi, inoltre a primavera i ciliegi e meli ornamentali fioriscono in maniera spettacolare.
Fra le oltre 1300 piante diverse introdotte che è possibile ammirare negli otto ettari di giardino ricordiamo i viburni, i caprifogli, i ceanothus, gli agrifogli, le clematidi, i cornioli, le camelie.
Molte varietà di rose rampicanti sono sostenute dalle rovine ed estendono i lunghi rami vigorosi sugli alberi
Il clima particolarmente mite di Ninfa permette anche la coltivazione di piante tropicali come l’avocado, la gunnera manicata del Sud America e i banani.
Vi sono anche molti arbusti piantati non solo per la loro bellezza ma anche perché offrono ospitalità alle numerose forme di animali presenti fra cui si evidenzia il folto gruppo dell’avifauna rappresentato da oltre 100 specie censite.
Il Giardino di Ninfa è aperto nei seguenti orari:
 aprile - maggio - giugno        9 - 12   14.30 - 18
luglio - agosto - settembre      9 - 12   15 - 18.30
ottobre - novembre     9 - 12   14 – 16

Il nostro tour continua con il pranzo a base di pesce presso Il Piccolo Ducato dello  Chef Patron Emanuele Sibilia, dalla grande passione e professionalità.
Cisterna di Latina
Via Tivera angolo via Ninfina. 
Telefono : 06.96.01.284
Cellulare: 339.65.00.671

Ultima tappa del Tour è la visita a Casale San Giorgio.
Francesco Saverio de Leone e sua moglie Giorgina, nel 1950 diedero vita al Casale San Giorgio, azienda fertile e ricca di acqua indirizzata inizialmente all’allevamento del bestiame, alla coltivazione del grano e poi alla olivicoltura, il cui nome fu attribuito in onore della cavalleria Savoia, in cui il Signor Francesco aveva militato con il grado di maggiore.
Fin dal passato lo scopo dell’azienda è stato quello di produrre un olio extravergine di
oliva di qualità superiore, cercando i punti di forza nel concetto di filiera a km 0,
coltivazione, raccolta, frangitura, stoccaggio sotto azoto e imbottigliamento riducendo i
tempi di lavorazione. Il frantoio aziendale permette di ottenere un prodotto di altissima
qualità, in quanto questo tipo di coltura (11 ha)detta ad alta densità consente di
raccogliere meccanicamente 100/110 q di olive in 4 ore e molire in 5, questa velocità
impedisce i processi ossidativi.
Le coltivazioni dell’azienda permettono di produrre due tipi di olio extra vergine: il Pontentino sapore leggero e delicato e allo stesso tempo una notevole sensazione di freschezza accompagnata da profumi particolarmente intensi. Al gusto si presenta perfettamente equilibrato, con retrogusti di nocciola, mandorla, mela, carciofo, pomodoro verde e con piacevoli sentori erbacei., il Maestrale sapore “deciso e fragrante”. Nette le sensazioni verdi e pungenti ma con un’armoniosità comunque abbastanza elevata. Al gusto si presenta equilibrato, con retrogusti di carciofo, noce, nocciola, pomodoro verde, e con piacevoli sentori erbacei e floreali. dal gusto più intenso.
Casale San Giorgio s.r.l.
Via Casalazzara, 1 – Aprilia (LT)
Tel./Ph. +39.06.9256388; +39.346.0214349
e-mail: casalesangiorgio@alice.it
web: http://www.casalesangiorgio.it



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