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giovedì 18 giugno 2026

BEREROSA 2026 A ROMA: A VILLA APPIA ANTICA GIOVEDÌ 2 LUGLIO



IL GRANDE EVENTO DEDICATO AI ROSÉ ITALIANI TORNA NELLA CAPITALE

Il vino si fa rosa e guarda al futuro. Giovedì 2 luglio, dalle 17 alle 23, Villa Appia Antica ospita la quindicesima edizione di Bererosa, la manifestazione ideata da Cucina & Vini che da anni celebra una delle tipologie più dinamiche del panorama enologico contemporaneo. Oltre 120 etichette provenienti da undici regioni italiane animeranno gli spazi della storica dimora romana, trasformandola in un grande percorso di degustazione dedicato ai migliori vini rosati italiani, fermi e spumanti.

L'appuntamento si conferma uno degli eventi del vino più attesi dell'estate romana, capace di coniugare degustazione, cultura enologica e momenti di intrattenimento in una delle location più suggestive della Capitale.

IL SUCCESSO DEI VINI ROSATI: I NUMERI DEL MERCATO

Quello dei vini rosati è un fenomeno che continua a distinguersi in un mercato vinicolo complesso e in trasformazione. Secondo i dati dell'Observatoire Mondial du Rosé, tra il 2019 e il 2023 il consumo mondiale di rosé ha registrato una flessione contenuta dell'1,7%, contro il -3,8% dell'intero comparto vino. Un risultato che testimonia la capacità di questa categoria di mantenere un forte appeal presso i consumatori e di conquistare nuove quote di mercato.

In Italia, inoltre, il segmento dei rosati continua a beneficiare di un buon rapporto qualità-prezzo e di una crescente attenzione da parte delle aziende vitivinicole. Non a caso diverse denominazioni storicamente legate ai vini rossi stanno ampliando la propria offerta introducendo versioni rosé nei disciplinari di produzione.

PERCHÉ I ROSÉ PIACCIONO ALLA GENERAZIONE Z

Non è un caso che la Generazione Z rappresenti oggi uno dei principali motori della crescita dei vini rosati. Freschi, versatili e perfetti per occasioni informali, i rosé si adattano a un modello di consumo orientato alla convivialità e alla condivisione.

«Negli anni abbiamo visto aumentare in modo significativo la presenza degli under 30», osserva Francesco D'Agostino, direttore di Cucina & Vini. «I giovani si avvicinano al vino con curiosità e consapevolezza, privilegiando esperienze condivise. Il rosato, per caratteristiche organolettiche e stile di consumo, risponde perfettamente a queste esigenze».

Una tendenza confermata anche dalle più recenti analisi di mercato, che evidenziano come le nuove generazioni scelgano sempre più spesso vini leggeri, versatili e adatti alla socializzazione.

UN VIAGGIO TRA I MIGLIORI VINI ROSATI ITALIANI

Nella suggestiva cornice di Villa Appia Antica, il pubblico potrà intraprendere un viaggio ideale attraverso alcuni dei territori più vocati alla produzione di rosé. Dalla Lombardia al Veneto, passando per Lazio, Abruzzo e Puglia, undici regioni saranno rappresentate da oltre 120 etichette selezionate.

L'evento offrirà l'opportunità di conoscere stili produttivi differenti e di scoprire come il vino rosato italiano sia riuscito negli ultimi anni a conquistare una propria identità, superando il ruolo di semplice vino stagionale per affermarsi come categoria autonoma e sempre più apprezzata.

DEGUSTAZIONI FOOD: SALUMI, PIZZA BIANCA E SPECIALITÀ ITALIANE

Accanto ai calici, Bererosa 2026 proporrà una ricca offerta gastronomica. Salumi Sei Colli, sponsor ufficiale della manifestazione, porterà in degustazione alcune delle sue specialità, tra cui il prosciutto crudo stagionato.

A completare il percorso del gusto ci saranno la pizza bianca espressa di Sfornaio, i fritti della Bottega dell'Oliva Ascolana, i grissini Vitavigor e una selezione di oli extravergine proposta da Olives Road.

LE NOVITÀ DI BEREROSA 2026: MONGOLFIERA E AREA RELAX

Tra le principali novità dell'edizione 2026 spicca l'area esperienziale realizzata insieme a Cosmic Crisp®, che accompagnerà il pubblico alla scoperta della celebre mela attraverso degustazioni e originali proposte beverage.

A rendere ancora più coinvolgente l'esperienza saranno una mongolfiera panoramica, pensata per offrire una vista privilegiata sulla manifestazione, e una scenografica altalena a forma di nuvola dedicata ai momenti di relax tra una degustazione e l'altra.

BEREROSA SI CONFERMA TRA GLI EVENTI DEL VINO PIÙ ATTESI A ROMA

Dopo quindici anni di successi, Bererosa continua a rappresentare un punto di riferimento per gli appassionati di vino e per chi desidera avvicinarsi al mondo dei rosati italiani. Un evento che racconta l'evoluzione del gusto contemporaneo e che, attraverso il linguaggio della convivialità e della qualità, conferma il crescente interesse verso una tipologia sempre più centrale nel panorama enologico nazionale e internazionale.


INFO

Bererosa 2026

Giovedì 2 luglio dalle 17.00 alle 23.00

Parco dell’Appia Antica  Via Pompeo Licinio, 87 Roma

Costo ingresso: € 20 include calice e sacca porta calice

Ingresso ridotto sommelier: € 10 esibendo la tessera associativa

Biglietteria online attiva

Biglietteria disponibile anche in loco il giorno della manifestazione

Info: bererosa@cucinaevini.it


martedì 16 giugno 2026

VINI D'ABBAZIA 2026: TRE GIORNI TRA VINO, STORIA E CULTURA NELL'INCANTO DELL'ABBAZIA DI FOSSANOVA


Oltre cinquemila presenze, masterclass sold out e tanti giovani tra i banchi d'assaggio: Vini d'Abbazia, quinta edizione è un evento capace di raccontare il vino come esperienza culturale, identitaria e umana.

C'è qualcosa di speciale che accade quando il vino incontra la storia. E questo qualcosa si è percepito chiaramente durante la quinta edizione di Vini d'Abbazia, andata in scena dal 12 al 14 giugno nella splendida cornice dell'Abbazia di Fossanova, a Priverno.

Per tre giorni uno dei complessi monastici più affascinanti del Lazio si è trasformato in un luogo di incontro tra produttori, esperti, appassionati e semplici curiosi. Non una semplice manifestazione enologica, ma un vero percorso tra cultura, spiritualità, territorio e tradizioni millenarie custodite in ogni bottiglia.

L'atmosfera che si respirava passeggiando tra il chiostro medievale e gli spazi dell'abbazia era quella delle grandi occasioni. I numeri lo confermano: oltre 5.000 visitatori hanno partecipato all'edizione 2026, consolidando ulteriormente il successo di una manifestazione che negli anni ha saputo costruire una propria identità originale nel panorama degli eventi dedicati al vino.



TRA I BANCHI D'ASSAGGIO ALLA SCOPERTA DELLE ABBAZIE DEL VINO

Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito è stata la possibilità di confrontarsi direttamente con produttori provenienti da realtà molto diverse tra loro ma unite da una stessa filosofia.

Tra i banchi d'assaggio erano presenti oltre trenta espositori tra abbazie italiane e internazionali, monasteri e cantine delle province di Latina e Frosinone. Ogni vino raccontava una storia fatta di tradizioni secolari, di lavoro in vigna e di un forte legame con il territorio.

Particolarmente evidente è stata la presenza di tanti giovani, curiosi e preparati, che si fermavano ad ascoltare i racconti dei produttori, chiedevano informazioni sui vitigni e si avvicinavano al vino con interesse e consapevolezza. Un segnale importante per un settore che guarda sempre più alle nuove generazioni.



LE MASTERCLASS: UN VIAGGIO TRA GRANDI VINI E TERRITORI

Le masterclass hanno registrato il tutto esaurito e rappresentato uno dei momenti più attesi della manifestazione.

Ho avuto modo di assistere agli incontri guidati da alcune delle personalità più autorevoli del panorama enologico italiano.

Ad aprire il programma è stato Roberto Cipresso con una coinvolgente masterclass dedicata ai grandi vini rossi. Un viaggio attraverso territori, stili e interpretazioni differenti che ha permesso di comprendere quanto il vino possa essere espressione autentica di un luogo e della sensibilità di chi lo produce.

Molto intensa anche la degustazione guidata da Vincenzo Mercurio, miglior enologo 2025 per Vinoway, dedicata al vino dei monasteri. Un incontro che è andato oltre l'aspetto tecnico per raccontare il patrimonio culturale custodito dalle comunità monastiche italiane. Particolarmente toccante l'intervento di Fratel Michele Badino della Comunità di Bose, che ha condiviso con il pubblico il lavoro quotidiano svolto tra vigneti e cantina.

Tra i vini degustati spiccavano etichette provenienti da realtà prestigiose come l'Abbazia di Novacella, l'Abbazia di Praglia, il Monastero di San Masseo di Assisi, l'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, il Monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano e il Convento Muri-Gries.

La domenica è stata invece illuminata dalla masterclass condotta da Chiara Giovoni, Ambasciatrice italiana dello Champagne, che ha guidato il pubblico in un percorso dedicato ai grandi bianchi e alle bollicine d'autore. Una degustazione elegante e raffinata che ha messo a confronto territori e produzioni molto diverse, dalle cantine laziali fino a importanti realtà internazionali.

QUANDO IL VINO INCONTRA LE EMOZIONI

Tra le esperienze più originali della manifestazione c'è stata senza dubbio la masterclass emozionale curata da Francesca Venturi e Giuseppe Ferroni dell'Università di Pisa.

Non una semplice degustazione, ma un vero esperimento che ha coinvolto direttamente il pubblico. Attraverso un questionario compilato in tempo reale, i partecipanti hanno associato a ogni vino emozioni e sensazioni come gioia, serenità, affidabilità, sorpresa o nostalgia.

Un modo innovativo per dimostrare come il vino non sia soltanto un insieme di caratteristiche organolettiche, ma anche memoria, percezione e vissuto personale. I risultati raccolti saranno utilizzati nell'ambito di una ricerca sulle neuroscienze applicate al settore vitivinicolo.

IL VINO VISTO AL MICROSCOPIO

Molto interessante anche la mostra "ViCro – Il vino al microscopio. Forme e colori del gusto", allestita nel Refettorio dell'Abbazia.

Le immagini realizzate da Silvia Iorio, coordinate da Maurizio Condoluci, trasformano elementi invisibili del vino in opere artistiche capaci di sorprendere il visitatore. Un'esperienza che amplia ulteriormente il concetto stesso di degustazione, invitando a osservare il vino da una prospettiva completamente diversa.

FOSSANOVA PROTAGONISTA

Durante il fine settimana non è stata soltanto l'Abbazia a vivere un momento di grande vitalità. Tutto il borgo di Fossanova è stato coinvolto da incontri, seminari e iniziative dedicate alla valorizzazione del territorio.

Particolarmente partecipato il seminario dedicato ai vitigni autoctoni del Lazio, organizzato con Arsial, che ha visto la presenza di numerosi produttori e rappresentanti delle istituzioni. Interessante anche il convegno sull'olio extravergine d'oliva e sulle sue proprietà benefiche, occasione di confronto tra ricerca scientifica e produzioni agroalimentari di qualità.

All'esterno dell'Abbazia il Villaggio Food & Wine ha completato l'esperienza con proposte gastronomiche e momenti musicali che hanno animato le serate.


Vini d'Abbazia riesce a raccontare il vino come patrimonio culturale, storico e umano. Un percorso che mette in dialogo spiritualità, agricoltura, ricerca scientifica, arte e territorio all'interno di una cornice di straordinaria bellezza.

La quinta edizione conferma la maturità di un format ormai consolidato e sempre più apprezzato dal pubblico. Un evento capace di attrarre appassionati, professionisti e giovani curiosi, dimostrando che il vino, quando viene raccontato con autenticità e competenza, continua a essere uno straordinario strumento di conoscenza e condivisione.

sabato 6 giugno 2026

'A Montefalco” 2026: il Sagrantino guarda al futuro tra identità, eleganza e territorio

Stampa nazionale e internazionale, operatori e sommelier si sono dati appuntamento all’edizione 2026 di “A Montefalco”, la manifestazione dedicata alle nuove annate dei vini delle denominazioni Montefalco Sagrantino DOCG, Montefalco DOC e Spoleto DOC.

Montefalco è un luogo dove il vino racconta non solo un territorio, ma una storia fatta di memoria, cultura e identità. Tra le colline umbre, il Sagrantino continua a rappresentare una delle espressioni più profonde e riconoscibili dell’enologia italiana, oggi capace di evolversi verso una nuova idea di eleganza senza perdere il proprio carattere autentico.

Vitigno simbolo dell’Umbria, il Sagrantino è coltivato nel territorio di Montefalco fin dal Medioevo ed è storicamente legato alla tradizione religiosa locale. Nato inizialmente come vino passito, nel Novecento trova espressione anche nella versione secca, fino al riconoscimento della DOC nel 1979 e della DOCG nel 1992. 

Al suo nome è legata anche una suggestiva leggenda: nel 1240, nell’antico borgo di Coccorone — oggi Montefalco — alcuni falchi “sagri” appartenenti all’imperatore Federico II si ammalarono gravemente. Fu Teodoro di Antiochia, medico e consigliere dell’imperatore, a curarli utilizzando il vino dolce locale insieme a petali di violetta. I falchi guarirono e, secondo la tradizione, quel vino prese il nome di “Sagrantino”, in omaggio ai falchi sacri.

Il Consorzio e i numeri del territorio

Organizzata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, la manifestazione si conferma oggi uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama vitivinicolo italiano, capace di raccontare non solo il Montefalco Sagrantino DOCG, ma l’intero mosaico di denominazioni del territorio.

Il Consorzio Tutela Vini Montefalco, presieduto da Paolo Bartoloni, riunisce oggi 65 aziende vitivinicole. La produzione è orientata prevalentemente ai vini rossi, che rappresentano circa l’87% del totale: 380 ettari sono dedicati al Montefalco Sagrantino DOCG, per una produzione di circa 1,3 milioni di bottiglie, mentre il Montefalco DOC conta 510 ettari e oltre 3,2 milioni di bottiglie (prodotte nel 2025). In crescita anche lo Spoleto DOC, il bianco del territorio, con 50 ettari e circa 416 mila bottiglie prodotte nel 2025. Sempre più centrale anche il tema della sostenibilità: il 56% delle aziende è già certificato biologico o in conversione, mentre il restante 44% aderisce a protocolli di sostenibilità ambientale. Circa il 12,5% della produzione è destinato all’export.

La degustazione delle denominazioni del territorio

Cuore dell’evento è stata la sala degustazione riservata alla stampa italiana e internazionale, dove giornalisti e operatori hanno potuto approfondire tutte le principali espressioni enologiche dell’area: Montefalco Sagrantino DOCG secco e passito, Montefalco Rosso DOC e Riserva, Montefalco Bianco DOC, Montefalco Grechetto DOC e le diverse interpretazioni del Trebbiano Spoletino DOC.

La presentazione dell’annata 2022 del Montefalco Sagrantino DOCG

La nuova annata 2022 del Montefalco Sagrantino DOCG è stata presentata ufficialmente presso il Complesso Museale di San Francesco alla presenza delle istituzioni, dei produttori e della stampa specializzata. Presenti il Sindaco di Montefalco Alfredo Gentili, il presidente del Consorzio Paolo Bartoloni, il wine writer Ian D’Agata, l’assessore regionale Simona Meloni e il presidente AIS Umbria Paolo Marchi. A moderare l’incontro il giornalista Jacopo Cossater.

L’annata 2022 ha ottenuto 4 stelle con una valutazione di 92/100, confermando l’elevato livello qualitativo del territorio. I campioni degustati hanno mostrato vini già espressivi, equilibrati e profondi, caratterizzati da una struttura importante ma più armonica rispetto al passato.

Nel suo intervento, Paolo Bartoloni ha sottolineato la crescita della denominazione e la necessità di una visione territoriale condivisa. Centrale anche il tema dell’ampliamento della Spoleto DOC ad altri territori storicamente vocati, tra cui Bevagna, Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente il Trebbiano Spoletino.

Ian D’Agata ha invece analizzato l’andamento climatico dell’annata 2022: dopo un inverno mite e poco piovoso e un’estate calda e siccitosa, le piogge di settembre hanno permesso alle vigne di recuperare equilibrio vegetativo e completare al meglio la maturazione delle uve. Il risultato sono vini più freschi, eleganti e pronti rispetto alle aspettative, privi di eccessi di concentrazione.

Il ruolo sempre più centrale del Trebbiano Spoletino

Protagonista dell’edizione 2026, accanto al Sagrantino, è stato anche il Trebbiano Spoletino oggi considerato uno dei vitigni bianchi più interessanti del panorama italiano.

Diffuso tra le colline di Montefalco e la valle spoletina, il Trebbiano Spoletino è storicamente legato al paesaggio agricolo locale, dove ancora oggi sopravvivono vigne ultracentenarie, spesso a piede franco e maritate agli alberi secondo la tradizione contadina. Versatile e identitario, il vitigno si distingue per freschezza verticale, tensione acida ed energia aromatica, unite a struttura e sapidità. Le sue numerose interpretazioni, dal DOC allo Spumante fino al Passito, raccontano la straordinaria capacità di adattarsi ai diversi microclimi del territorio, confermandone il crescente successo qualitativo e commerciale.

Nel corso della manifestazione è stata inoltre presentata la nuova “Etichetta d’Autore”, opera celebrativa dedicata all’annata 2022 del Montefalco Sagrantino DOCG. A firmarla è Martina Ferrari, artista ligure vincitrice del concorso promosso dal Consorzio. L’opera accompagnerà simbolicamente questa vendemmia, interpretandone identità e carattere attraverso il linguaggio dell’arte.

La nuova eleganza dei vini di Montefalco: la masterclass con Cristina Mercuri MW

Tra gli appuntamenti più seguiti, la masterclass “The Shape of Elegance: Montefalco’s New Wine Grammar”, guidata dalla Master of Wine Cristina Mercuri, ha offerto una riflessione approfondita sull’evoluzione stilistica dei vini del territorio. Attraverso il confronto tra etichette di Montefalco e vini provenienti da territori come Bordeaux, Terre di Pisa ed Etna, Mercuri ha evidenziato come anche Montefalco stia vivendo una trasformazione: da vini identificati soprattutto per potenza e concentrazione a espressioni sempre più eleganti, precise e territoriali.

La prima parte della degustazione è stata dedicata allo Spoleto DOC Trebbiano Spoletino, nel confronto tra Campo de Pico di Valdangius e Trebium di Antonelli, entrambi dell’annata 2024, affiancati all’Etna Bianco DOC Contrada Monte Gorna di Nicosia. È emersa la grande versatilità del vitigno umbro, capace di coniugare tensione acida, energia aromatica e struttura sia nelle versioni vinificate in acciaio sia in quelle affinate in legno.

La degustazione è poi proseguita con il Montefalco Rosso DOC, Tenuta Alzatura e Montioni, accostati al Terre di Pisa DOC Rosso Veneroso 2021 di Tenuta di Ghizzano. Il dialogo tra Sangiovese, Sagrantino e Merlot ha mostrato come Montefalco Rosso possa esprimersi tanto in versioni più fresche e immediate quanto in interpretazioni più profonde e gastronomiche.

Conclusione affidata naturalmente al Montefalco Sagrantino DOCG, protagonista del confronto tra il Sagrantino di Tenute Lunelli “Carapace” e il “25 Anni” di Arnaldo Caprai, accostati al Saint-Estèphe AOC 2019 Château Haut Marbuzet. La degustazione ha evidenziato una gestione sempre più precisa di tannino e alcol, capace di rendere il Sagrantino potente ma al tempo stesso più armonico, elegante e contemporaneo.

Per Cristina Mercuri, Montefalco sta oggi scrivendo una nuova grammatica del vino: un linguaggio fatto di finezza, profondità e consapevolezza stilistica, capace di dialogare con il pubblico internazionale senza perdere il legame con la propria identità territoriale.

Gran Premio del Sagrantino

Grande attenzione anche per il Gran Premio del Sagrantino, concorso nazionale AIS dedicato ai sommelier italiani, con prove di degustazione, abbinamento e comunicazione dedicate al Sagrantino.  Presente la Confraternita del Sagrantino, simbolo del profondo legame tra il vino e la storia identitaria del territorio. A valutare i finalisti una giuria composta da Liù Pambuffetti, Massimo Iannaccone e Giulia Celeschi, vincitrice della precedente edizione. Sul podio Andrea Peruzzi (AIS Cesena), Marco Curzi (AIS Rimini) e Bruno Chiappani (AIS Trentino).

Cantine partecipanti

Accanto alle degustazioni e agli incontri istituzionali, le cantine di Montefalco hanno accolto giornalisti e operatori del settore per far conoscere da vicino i luoghi di produzione, le realtà vitivinicole e l’identità autentica del territorio. 31 le aziende partecipanti all’edizione 2026: Agricola Mevante, Antonelli, Arnaldo Caprai, Bocale, Cesarini-Sartori, Colle Ciocco, Colle Uncinano, Còlpetrone, Di Filippo, Dionigi, Fongoli, Goretti – Fattoria Le Mura Saracene, La Veneranda, Le Cimate, Lungarotti, Montioni, Moretti Omero, Ninni, Perticaia, Romanelli, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura, Tenuta Bellafonte, Tenuta di Saragano, Tenute Lunelli – Carapace, Terre de la Custodia, Terre de’ Trinci, Terre di San Felice, Tudernum e Valdangius.

Un territorio che guarda avanti

“A Montefalco” si conferma così un appuntamento capace di raccontare il territorio attraverso un linguaggio sempre più moderno e internazionale, mantenendo saldo il legame con la propria storia, i vitigni autoctoni e una cultura del vino profondamente radicata nell’identità umbra.

https://www.consorziomontefalco.it/amontefalco/

UFFICIO STAMPA

Consorzio Tutela Vini Montefalco

Miriade & Partners

e-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it

 

mercoledì 3 giugno 2026

ANTEPRIMA DE LE NOTTI DEL VINO A ROMA : "DIVINO SOTTO LE STELLE" PONTE DELLA MUSICA ARMANDO TROVAJOLI 5/6/7 GIUGNO


Presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati si è svolta la conferenza stampa di presentazione de “Le Notti del Vino”, promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino. Anteprima romana è “DiVino sotto le Stelle”, organizzata da Decanter Wine Academy, che si terrà sul suggestivo Ponte della Musica Armando Trovajoli dal 5 al 7 giugno. L’evento rappresenta l’apertura nazionale del calendario estivo de “Le Notti del Vino”, una rassegna che accompagnerà per tutta la bella stagione gli appassionati e gli enoturisti alla scoperta delle Città del Vino italiane attraverso degustazioni, incontri, convegni, spettacoli, musica, letture, mostre d’arte, passeggiate e numerose iniziative dedicate alla valorizzazione della cultura del vino e dei territori.

Nel corso della conferenza, il Presidente nazionale dell’Associazione Città del Vino, Angelo Radica, ha evidenziato come, nonostante la flessione dei consumi di vino e la contrazione dell’export registrate negli ultimi anni, il settore dell’enoturismo continui a mostrare una crescita costante, confermandosi un importante motore di sviluppo per i territori vitivinicoli italiani.



Serena Specchi, giornalista, sommelier e responsabile della comunicazione di Decanter Wine Academy, ha illustrato i dettagli della manifestazione, sottolineando come anche quest’anno il Ponte della Musica ospiterà i banchi d’assaggio delle aziende partecipanti. Particolarmente significativa sarà la presenza delle cantine del Lazio, a testimonianza della crescente qualità e affermazione dei vini della regione nel panorama enologico nazionale.

Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre ad Angelo Radica, i vicepresidenti nazionali di Città del Vino Tiziano Venturini e Alberto Bertucci, il presidente dell’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), partner dell’iniziativa, Antonino La Spina, la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e l’onorevole Claudio Mancini.



Dopo il successo delle precedenti edizioni, un nuovo grande appuntamento dedicato al vino, al gusto e alla convivialità si svolgerà a Roma  dal 5 al 7 giugno, dalle 19:00 alle 24:00,  “Le Notti del Vino – diVino sotto le Stelle”. Il tutto nella suggestiva cornice del Ponte della Musica – Armando Trovajoli, una delle location più scenografiche di Roma, sospesa tra il Tevere e la magia delle notti d’estate.

Tre serate speciali all’aperto, musica dal vivo, degustazioni e tante eccellenze enogastronomiche da scoprire.

Le Notti del Vino a Roma daranno il via alle oltre 150 manifestazioni che si terranno in tutta Italia.


giovedì 28 maggio 2026

VINI BAGNANTI 2026, III EDIZIONE: IL VINO INCONTRA IL MARE SULLA COSTA DEGLI ETRUSCHI DOMENICA 20 GIUGNO

Domenica 20 giugno 50 vignaioli sulla spiaggia del resort Riva degli Etruschi per una serata tra vino, mare, gastronomia e cultura del territorio 

Presentata a San Vincenzo la terza edizione di Vini Bagnanti, l'evento dedicato al vino artigianale

La spiaggia come luogo di incontro, il vino come strumento di dialogo e il territorio come protagonista. È questa l'anima di Vini Bagnanti, manifestazione che sabato 20 giugno 2026 tornerà ad animare la suggestiva cornice del Resort Riva degli Etruschi per la sua terza edizione.

L'evento è stato presentato venerdì 22 maggio nel corso della conferenza stampa ospitata proprio all'interno del resort di San Vincenzo, confermando una crescita che negli anni ha trasformato Vini Bagnanti in uno degli appuntamenti più originali e attesi dell'estate enogastronomica italiana.



Cinquanta cantine sulla spiaggia di Riva degli Etruschi

Dalle 18.30 alle 23.30, un chilometro di spiaggia affacciata sul mare della Costa degli Etruschi diventerà un grande percorso di degustazione all'aperto, dove il vino dialogherà con il paesaggio, la gastronomia e le persone.

Saranno 50 le aziende protagoniste dell'edizione 2026, provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi esteri, dalla Francia al Libano, dall'Ungheria alla Spagna, fino a Slovenia, Germania, Grecia, Sudafrica e Argentina.

Dopo aver superato nelle prime due edizioni i 1.200 partecipanti, Vini Bagnanti si presenta con una proposta ancora più ricca, mantenendo però intatta la sua identità: mettere al centro i vignaioli, le loro storie e il legame profondo tra vino e territorio.

Vini Bagnanti, un progetto tra vino, sostenibilità e cultura

Nato dalla collaborazione tra Riva degli Etruschi e Vini Migranti, il progetto ideato da Teseo Geri può contare anche quest'anno sul supporto di Slow Food Italia, Slow Wine, Banca del Vino e dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

«Sarà una rara occasione per incontrare direttamente i produttori, degustare vini provenienti da territori e culture differenti e vivere una serata all'insegna della condivisione e della bellezza», ha spiegato Teseo Geri, sottolineando l'importanza di una selezione che vede la partecipazione di aziende provenienti anche da realtà oggi segnate da difficoltà e conflitti, come il Libano.

Area Food


Laboratori, degustazioni e approfondimenti con Slow Food e Pollenzo

Il programma andrà ben oltre la semplice degustazione. Accanto ai banchi d'assaggio saranno proposti laboratori sensoriali curati dall'Università di Pollenzo, momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra vino, ambiente e cultura gastronomica e un Laboratorio del Gusto organizzato da Slow Wine e Banca del Vino, dedicato al tema dell'etica nella produzione vitivinicola.

Ampio spazio sarà riservato anche alla gastronomia, grazie ai punti ristoro selezionati dalla condotta Slow Food Costa degli Etruschi e all'offerta dei cinque ristoranti del resort, dal fine dining di Mariva Dune alla cucina toscana del Mistral, passando per il Nautico, All'Orto e Magù.

Riva degli Etruschi, un modello di ospitalità sostenibile

Non è un caso che Vini Bagnanti trovi casa proprio a Riva degli Etruschi. Con oltre sessant'anni di storia, il resort rappresenta oggi un modello di ospitalità integrata, dove turismo, agricoltura, sostenibilità e cultura gastronomica convivono in un unico ecosistema.

I suoi 35 ettari di parco, la tenuta agricola biologica, la produzione di olio extravergine e vino e la collaborazione con Slow Food e l'Università di Pollenzo raccontano una visione che va ben oltre l'accoglienza tradizionale.

Lo ha ribadito anche Vieri Mantelli, che ha definito Vini Bagnanti «un laboratorio aperto di eccellenze» capace di utilizzare il vino come veicolo per raccontare temi più ampi, dalla sostenibilità ambientale al riscatto sociale. «Non vogliamo semplicemente organizzare un evento – ha spiegato – ma costruire un messaggio che possa arrivare sempre più lontano».

Un evento che racconta il territorio attraverso il vino

Ed è probabilmente questa la forza di Vini Bagnanti: non limitarsi a celebrare il vino, ma utilizzarlo come linguaggio universale per parlare di persone, territori, cultura e futuro.

Con il mare sullo sfondo, il tramonto della Costa degli Etruschi e cinquanta produttori pronti a raccontarsi direttamente nel calice, la terza edizione si prepara a confermare una formula capace di unire leggerezza e contenuto, convivialità e riflessione.

Un appuntamento che, anno dopo anno, sta diventando uno degli eventi del vino più interessanti della Toscana, capace di valorizzare la Costa degli Etruschi attraverso il racconto autentico dei suoi protagonisti.

 Le cantine partecipanti alla III edizione

Tenuta Guardamare – Toscana

Fattoria di Montemaggio – Toscana

Clivo Altura – Toscana

Tenuta di Carleone – Toscana

Sant'Agnese – Toscana

Castagnoli – Toscana

Podere Dell'Anselmo – Toscana

Belvedere 1 – Toscana

Acquabona – Toscana

Demetervin - Ungheria

Vignaioli Urbani Mistici – Toscana

Fattoria Le Masse – Toscana

Venticinquedieci – Trentino Alto Adige

Campo alle Comete – Toscana

Champagne Legret et Fils - Francia

Mersel - Libano

Borgo Pancoli – Toscana

Petrolo – Toscana

Castaldi Francesca Azienda Agricola – Piemonte

Fondazione Apri Le Braccia – Piemonte

Gustin - Slovenia

Alberelli di Giodo – Toscana

Vignamaggio – Toscana

Vigneti Massa – Piemonte

Volcanalia – Veneto

Bodegas Piedra – Spagna

Pares Baltà – Spagna

La Lupinella – Toscana

Monteversa – Veneto

Wageck Weine – Germania

Valgiano – Toscana

Castelsimoni – Abruzzo

Zonzo Project – Toscana

Gralò Franciacorta – Lombardia

Melly's Kombucha – Piemonte

Podere Cellario – Piemonte

Cantina Andrea Paffarini – Umbria

Il Conte – Umbria

Babylonstoren – Sud Africa

Albamora – Toscana

Fortebrezza – Toscana

La Macchia – Toscana

Sara & Sara – Friuli Venezia Giulia

Bronzato – Veneto

Tikal Natural - Argentina

Domaine Paterniakis - Grecia

Almarea Botaniche Di Mare - Lazio

Incandia Bio – Toscana / Burkina Faso

Azienda agricola Fratelli Osio - Toscana

Azienda agricola Montefabbrello - Toscana

Info

Dove: Riva degli Etruschi, via della Principessa 120 San Vincenzo (LI)

Quando: sabato 20 giugno 2026 – dalle 18:30 alle 23:30

Costo: biglietto d’ingresso: 20 € (inclusi calice, tracolla e degustazioni illimitate)

info@vinibagnanti.it

www.vinibagnanti.it - www.rivadeglietruschi.it

Il biglietto di ingresso è acquistabile sul sito www.vinibagnanti.it

Per fare richiesta di accredito scrivere a pr.enogastronomia@gmail.com specificando la testata di riferimento.


Ufficio Stampa 


Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica e Studio Umami 


Roberta Perna – www.robertaperna.com - www.studioumami.com

mercoledì 27 maggio 2026

BEREBIANCO 2026 PREMA QUATTRO GRANDI BIANCHI ITALIANI


Berebianco 2026 premia quattro grandi bianchi italiani:

LR Alto Adige Bianco Riserva Doc 2021 di Cantina Colterenzio

Luna Mater Frascati Superiore Docg 2019 di Fontana Candida

Misco Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc 2023 di Tenuta di Tavignano

Ronco delle Mele Collio Sauvignon Doc 2024 di Venica & Venica

Grande successo per la quarta edizione di Berebianco. Negli spazi del Grand Hotel Palatino, nel cuore della Capitale, hanno sfilato 160 vini bianchi italiani in grado di sedurre il consumatore paziente, grazie ad indiscutibili capacità evolutive.

Cinquantacinque aziende e centosessanta vini in degustazione nella sala Cesarini del Grand Hotel Palatino - a due passi dalla Roma imperiale - interamente dedicata a una walk around tasting che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e particolarmente interessato. E ancora ventotto vecchie annate degustate nella tranquillità delle sale riservate alle masterclass, dove Francesco D’Agostino, direttore di Cucina &Vini, e il collega Antonio Di Spirito hanno supportato i produttori nel racconto del proprio vino e della sua storia, creando momenti di suggestione in cui le emozioni dell’assaggio e del dialogo hanno coinvolto i presenti in un viaggio senza tempo nel firmamento dei grandi bianchi italiani, illuminato da stelle di prima grandezza.

“Due aspetti sono da sottolineare - racconta Francesco D’Agostino -. Da un lato la grande presenza di giovani tra i venti e i venticinque anni nello spazio dedicato alla degustazione libera.

L’hotel è in una posizione che intercetta il movimento giovanile del sabato sera e vedere ragazzi e ragazze felici di confrontarsi con il vino di alta qualità conferma quanto il nostro lavoro di divulgatori sia più che mai necessario per portare l’informazione a una generazione che non ha fruito degli insegnamenti familiari sul vino italiano, come invece le precedenti. Dall’altro la presenza di pubblico molto vicino ai trent’anni nelle masterclass che finalmente hanno abbattuto un'altra barriera. Insomma un evento in grado di coinvolgere tutti con dei vini veramente importanti, lontani dai bianchi semplici da consumare squisitamente nell’annata. Siamo veramente molto soddisfatti di essere riusciti ad andare oltre i nostri obiettivi”.

Novità importante, nata con questa edizione, è l’istituzione di un premio dedicato a quei vini che hanno ottenuto i punteggi più alti nelle valutazioni del panel di degustazione di Cucina & Vini. La redazione ha chiesto alle aziende partecipanti di proporre un bianco a loro scelta, identitario della cantina, scegliendo un’annata tra le ultime cinque in commercio e definendo quindi un nuovo tavolo di confronto, in cui le capacità evolutive del vino hanno un peso fondamentale nella valutazione.

Ma adesso, per la redazione di Cucina & Vini è di nuovo tempo di lavorare su nuovi progetti. Il 2 luglio nel bellissimo Parco dell’Appia Antica di Roma ci sarà la quindicesima edizione di Bererosa! La grande manifestazione dedicata ai vini rosati italiani sia fermi che spumanti.

Premio Berebianco 2026 a:

Luna Mater Frascati Superiore Docg 2019 di Fontana Candida

Misco Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc 2023 di Tenuta di Tavignano

Ronco delle Mele Collio Sauvignon Doc 2024 di Venica & Venica

Premio Berebianco 2026 eleganza sensoriale a:

LR Alto Adige Bianco Riserva Doc 2019 di Cantina Colterenzio è il vino che ha suscitato una totale condivisione nella valutazione del panel, che nella sua eleganza ha riscontrato il carattere vincente.

martedì 7 aprile 2026

LAZIO A VINITALY 2026: VINI, TERRITORI E DOLCE VITA




Dal 12 al 15 aprile 2026, il Lazio torna a Vinitaly a VeronaFiere, presentando un progetto integrato che valorizza vino, territori e cultura. Con 61 realtà enologiche – tra cui 58 aziende e 3 consorzi (Roma DOC, Cesanese di Olevano Romano e Atina DOP) – la regione offre un viaggio tra eccellenze vinicole e identità territoriali, pensato per mercati nazionali e internazionali.

Il Padiglione Lazio, oltre 2.000 mq all’ingresso Cangrande, è progettato per far incontrare produttori, buyer e appassionati. Spazi moderni e funzionali ospitano masterclass, degustazioni guidate e incontri istituzionali, garantendo un’esperienza completa e immersiva.

IL CONCEPT 2026: “SCOPRI LA DOLCE VITA”

Il tema scelto, “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio”, racconta il vino come espressione di stile di vita, paesaggio e cultura. Qui, la Dolce Vita non è solo un ricordo cinematografico: diventa chiave per comprendere tradizioni, enogastronomia e ospitalità regionale, creando un filo conduttore riconoscibile per operatori e visitatori internazionali.

IL LAZIO DEL VINO: NUMERI E VARIETÀ

Il Lazio conta 18.000 ettari di vigneti e oltre 350 cantine attive, con una produzione annua di circa 730.000 ettolitri, di cui il 75% di vini bianchi. La regione vanta 94 varietà di uve, di cui 37 autoctone, simbolo della biodiversità e della ricchezza dei territori.

Il comparto genera oltre 230 milioni di euro e un export vicino ai 70 milioni. Nuove generazioni, spesso giovani e donne, innovano il settore, puntando su qualità, sostenibilità e identità territoriale, rafforzando così il posizionamento internazionale del Lazio.

MASTERCLASS E DEGUSTAZIONI GUIDATE

Tra i momenti più qualificanti del Lazio a Vinitaly 2026, le masterclass “blind tasting” della Fondazione Italiana Sommelier permettono di degustare vini alla cieca, confrontando le etichette laziali con grandi vini nazionali e internazionali.

Il programma prevede inoltre:

degustazioni tematiche su vitigni autoctoni e denominazioni DOC/DOCG;

incontri con consorzi, associazioni di settore e operatori;

approfondimenti su enoturismo, innovazione e sostenibilità.

Ogni attività racconta la qualità e il territorio dei vini laziali, offrendo una prospettiva completa e coinvolgente.

BUSINESS E INTERNAZIONALIZZAZIONE

Il padiglione funge anche da hub per business matching e incontri B2B, favorendo relazioni tra produttori e buyer internazionali. La strategia di Arsial mira a rafforzare la presenza del Lazio sui mercati esteri, valorizzando l’identità e la distintività dei vini regionali.

L’ENOTECA REGIONALE DELLE ECCELLENZE

All’ingresso del padiglione, l’Enoteca regionale propone una selezione rappresentativa dei vini del Lazio. Grazie ai sommelier della Fondazione Italiana Sommelier, operatori e visitatori possono intraprendere un percorso di degustazione guidata, esplorando territori, denominazioni e caratteristiche organolettiche.

L’Enoteca è il punto di partenza ideale per scoprire la ricchezza e la qualità della viticoltura laziale, valorizzando sia il patrimonio autoctono sia le interpretazioni più innovative.

CONCLUSIONE

Il Lazio a Vinitaly 2026 si conferma come piattaforma di qualità, visibilità e business, capace di raccontare il vino come esperienza culturale e sensoriale. Tra degustazioni, masterclass e incontri, la regione si presenta al mondo con un’identità riconoscibile, fedele alle proprie radici ma aperta all’innovazione e al mercato globale.



                                

IL LAZIO A VINITALY 58

PROGRAMMA in corso di definizione

 DOMENICA 12 APRILE

Ore 11:00 12:00 Sala 2

 PRESENTAZIONE

Le guide “La Tuscia del Vino 2026” e “I luoghi del Cesanese”

Con Carlo Zucchetti.

Ore 14:00 15:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini bianchi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Corton Charlemagne Grand Cru 2023 – Domaine Jean Fery, riferimento internazionale della degustazione.

Ore 15:00 16:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini rossi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con San Leonardo Tenuta San Leonardo, riferimento internazionale della degustazione.

Ore 17:00 18:00 Sala 1

 MASTERCLASS

I vini dei Vignaioli del Lazio

A cura del Consorzio Vignaioli del Lazio.

Ore 17:00 18:00 Sala 2

 CONVEGNO

Valorizzazione della filiera del castagno LEGNO-VINO per il rilancio delle lavorazioni di botti e barrique.


 LUNEDÌ 13 APRILE

Ore 11:00 12:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini rossi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Sassicaia 2018 Tenuta San Guido, riferimento internazionale della degustazione

Ore 13:00 14:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini bianchi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Trebbiano d’Abruzzo Valentini, riferimento internazionale della degustazione

Ore 13:00 14:00 Sala 2

 L’ATINA DOP

Masterclass a cura del Consorzio Atina DOP.

Ore 15:00 16:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi spumanti del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Franciacorta Annamaria Clementi Riserva Millesimato Ca’ del Bosco, riferimento internazionale della degustazione

Ore 15:00 16:00 Sala 2

 L’OLIO DI ROMA IGP

Masterclass a cura del Consorzio Atina DOP.

Ore 17:00 18:00 Sala 1

 LE SFUMATURE DEL VIOLONE

Il Montepulciano nella Roma DOC

Masterclass a cura del Consorzio Roma DOC.

Ore 17:00 18:00 Sala 2

 IL LAZIO DA SCOPRIRE IN UN CALICE

Masterclass a cura di Donne del Vino Lazio.


 MARTEDÌ 14 APRILE

Ore 11:00 12:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini bianchi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Savennières Coulée de Serrant – Nicolas Joly, riferimento internazionale della degustazione.

Ore 11:00 12:00 Sala 2

 L’OLIO DI ROMA IGP

Masterclass a cura del Consorzio Atina DOP.

Ore 13:00 14:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini bianchi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Pouilly-Fumé Silex Domaine Didier Dagueneau, riferimento internazionale della degustazione

Ore 15:00 16:00 Sala 1

 MASTERCLASS BLIND TASTING

I grandi vini rossi del Lazio sfidano l’eccellenza mondiale

In collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Con Cheval Blanc 1er Grand Cru Classé 2011 Château Cheval Blanc, riferimento internazionale della degustazione