venerdì 29 settembre 2023

BUONO ... NON LO CONOSCEVO! ALLA SCOPERTA DEI VITIGNI AUTOCTONI ITALIANI CON GO WINE


Go Wine ha organizzato anche quest’anno “BUONO…NON LO CONOSCEVO”, il tradizionale appuntamento di settembre interamente dedicato ai vitigni autoctoni italiani. Nelle sale dell’Hotel Savoy oltre 50 le varietà del nostro ricco  patrimonio ampelografico, rappresentate da quei produttori che fanno qualità esprimendo un territorio.  L’Italia è il paese con il più alto numero di varietà vitivinicole al mondo, oltre 600 i vitigni autoctoni, questa inestimabile ricchezza non può che essere tutelata, valorizzata e comunicata.

Dovendo necessariamente rinunciare a tanti assaggi per il sostanzioso elenco dei vitigni autoctoni italiani protagonisti dell’evento, è doveroso condividerli: Aglianico (Basilicata, Campania, Molise), Albarola  (Liguria), AnsonicaMassaretta, Vermentino nero (Toscana), Arneis, Bianchetta Genovese, Chatus o Nebbiolo di Dronero, Dolcetto, Erbaluce, Grignolino, nas’cetta, Nebbiolo, Uvalino (Piemonte), Barbera (Emilia Romagna, Piemonte),  BiancolellaCoda di Volpe, Piedirosso  (Campania), Bovale, Cannonau, Monica (Sardegna), Catarratto, Grillo, Nero d’Avola (Sicilia), Cesenese Nero (Lazio), Corvina, Corvinone, Garganega, OseletaRondinella (Veneto), Croatina, Lambrusco Grasparossa (Emilia Romagna),  Falanghina (Campania, Molise), Fiano, Nero di Troia, PrimitivoSussumaniello (Puglia),  Friulano, Refosco dal Peduncolo Rosso, Ribolla Gialla, Schioppettino di Prepotto (Friuli Venezia Giulia), Gaglioppo, Pecorello (Calabria), Lacrima, Verdicchio (Marche), Malvasia (Friuli Venezia Giulia, Lazio),  Montepulciano (Abruzzo, Lazio), Pecorino (Abruzzo), Sagrantino (Umbria), Sangiovese (Lazio, Toscana),   Tintilia (Molise), Turbiana (Lombardia), Vermentino (Liguria, Piemonte, Toscana).

Insieme alle cantine che hanno animato i banchi d’assaggio:

Alessandro di Camporeale, Camporeale (Pa); Antonelli San Marco, Montefalco (Pg); Cantina del Mandrolisai, Sorgono (Nu); Cantina Le Macchie, Rieti; Cascina Castlèt, Costigliole d’Asti (At); Cascina Gavetta, Novello (Cn); Castello di Gabiano, Gabiano (Al); Castello di Spessa, Capriva del Friuli (Go); Cieck, San Giorgio Canavese (To); Colli di Poianis, Prepotto (Ud); Marisa Cuomo, Furore (Sa); D’Angelo, Rionero in Vulture (Pz); Di Majo Norante, Campomarino (Cb); Fattoria di Magliano, Magliano in Toscana (Gr); Felline, Manduria (Ta); Filippo Gallino, Canale (Cn); Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni, Orsogna (Ch); La Biòca, Serralunga d’Alba (Cn); Lunae Bosoni, Castelnuovo Magra (Sp); Marchesi Gondi, Pontassieve (Fi); Massucco F.lli, Castagnito (Cn); Mauro Vini, Dronero (Cn); Montecappone, Jesi (An); Monviert, Cividale del Friuli (Ud); Moris Farms, Massa Marittima (Gr); Opera 02, Castelvetro di Modena (Mo); Pasetti Vini, Francavilla al Mare (Ch); Podere Scurtarola, Massa; Ricchi F.lli Stefanoni, Monzambano (Lago di Garda); Santa Lucia – Corato (Ba); Stanig – Prepotto (Ud); Tenuta Cavalier Pepe, Sant’Angelo all’Esca (Av); Tenuta Iuzzolini, Cirò Marina (Kr); Tenuta Sant’Antonio, Mezzane di Sotto (Vr); Torchio 1953, Isola d’Asti (At); Zaccagnini, Bolognano (Pe); Zymé, San Pietro in Cariano (Vr).

GLI ASSAGGI

PODERE SCURTAROLA (Massa) 5 ettari  situati in collina. Interessanti vitigni rari: Il Massaretta 2021 ed il Vermentino Nero (2015 e 2012).

Vermentino Bianco I.G.T. 2017, da vigne di vecchie in media 35 anni. 7 giorni di macerazione, lenta fermentazione e affinamento in caratello di rovere per 12 mesi. Giallo aranciato, intenso con note di miele e frutta secca; in bocca caldo, morbido, sapido e molto persistente. Il prossimo anno uscirà la 2018.

Massaretta 2021,  vitigno autoctono a bacca nera con animo apuano, conosciuto anche come Barsaglina. Primo anno in cui viene vinificato in purezza. Fermentazione spontanea in acciaio e 8 mesi in tonneau. Colore intenso, al naso frutti di bosco e violetta. In bocca un’acidità che ne permette un buon invecchiamento e un tannino non aggressivo.

Vermentino Nero Igt Vernero 2015, Vermentino Nero 100%. Affinamento in caratello di rovere e poi bottiglia. Rosso rubino, sentori di mora e mirtillo, nota floreale di ginestra, pepe nero. Sorso morbido, corposo, di buona freschezza; tannino, acidità e sapidità sono ben presenti e bilanciati.

Vermentino Nero Igt  Vernero 2012, (Jéroboam), Vermentino Nero 100%. 30 giorni di macerazione poi botte grande e barrique. Al naso intenso e persistente, frutti neri, spezie e note di caffè. Sorso caldo, pieno, morbido, equilibrato.

 

LA BIÒCA, piccola azienda vitivinicola nelle Langhe, 8 ettari di vigneti nei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra e Barbaresco.

Langhe DOC Rossese Bianco 2022, Cyrogrillo. Il rossese, vitigno a bacca bianca autoctono e raro, è stato reimpiantato negli anni 80, prima annata nel 2017. Fruttato e armonico, in bocca è sapido e di buona struttura.

Daje Mach, 2020, Verduno Pelaverga DOC, acciaio, 10 mesi in botti di legno di diverse capacità. Rosso rubino con riflessi violetti; intenso, fiorito e speziato al naso, secco, fresco, rotondo il sorso.

 

VILLA CAMBIASO, 7 ettari destinati a produrre i vini tipici del luogo: i il Bianco di Coronata, il Vermentino, la Bianchetta Genovese.

Bianchetta Genovese Val Polcevera DOC 2022, Bianchetta Genovese 100%. Giallo paglierino con lievi riflessi verdognoli. Al naso si presenta fine e delicato con sentori floreali e di frutta gialla fresca e agrumi. In bocca è molto sapido, con evidente acidità e mineralità.

E Galêe, Val Polcevera Vermentino DOC 2022. Uvaggio Vermentino. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Sentori floreali di fiori d’arancio, di frutta e note vegetali. Il sorso è sapido, caldo, secco, armonico, intenso, minerale con piacevole acidità.

O Cônâ, Val Polcevera Coronata DOC 2022; uvaggio Vermentino, Albarola e Bosco. Profumi di frutta esotica e floreali, minerale; in bocca si presenta sapido, armonico, morbido, intenso, complesso, minerale, con acidità equilibrata e lungo. 

 

CASTELLO DI GABIANO, 22 ha di vigneto sul territorio di Gabiano.

Il Ruvo, Grignolino del Monferrato Casalese DOC, Grignolino 100%. Rosso granato con unghia aranciata. Al naso sentori floreali di rosa selvatica un po’ appassita, visciole e mora di rovo; sentori di chiodi di garofano, cannella e pepe bianco macinato. Il sorso è fresco, sapido, con la giusta e tipica tannicità e una sensazione amaricante.

La Patarrina, Monferrato Freisa DOC 2021 Bio. Freisa 100%, antico vitigno autoctono piemontese. Colore rosso rubino profondo con sfumature violacee.  Al naso si presenta intenso, fine con sentori di frutti rossi, equilibrato, alcolico con sentori muschiati.  Al palato è di corpo, sapido, elevata ma piacevole alcolicità e finale dolce.

A Matilde Giustiniani, Gabiano Riserva DOC 2017. Uvaggio Barbera 95%, Freisa 5%. Riserva è dedicata alla Principessa Matilde Giustiniani, che in passato ha saputo riportare il castello ai suoi antichi splendori. Rosso rubino molto intenso, con riflessi aranciati. Intenso e persistente, fine e complesso, sentori fruttati di frutti rossi selvatici, note balsamiche, di cioccolato, pepe e tabacco. Il sorso è complesso, etereo, con ricordi di sottobosco e di frutta sotto spirito.

Rubino di Cantavenna DOC Uvaggio: Barbera 75-85%, Freisa 10-20%, Grignolino 0-5%. Al naso note di frutta rossa, spezie, cuoio e tabacco. All’assaggio sensazioni di freschezza, sapidità, calore, tannicità, morbido, armonico, di buona persistenza.


COLLI DI POIANIS, nel comune di Prepotto, un lembo di terra nella DOC Friuli Colli Orientali. i 19 ettari complessivi, di cui 12 vitati tra i 50 e i 200 metri s.l.m.

Schioppettino di Prepotto 2021. Colore rosso rubino con riflessi violacei. All’olfatto emergono aromi fruttati di mirtilli, ribes nero e mora selvatica insieme a note balsamiche e speziate. Al palato è morbido, avvolgente, fresco, sapido ed equilibrato. Molto interessante.


TENUTA SANT'ANTONIO,  è lo storico Brand del gruppo Famiglia Castagnedi, 140 ettari nel cuore della Valpolicella e Soave.

“TÉLOS Il Bianco” 2021, senza solfiti aggiunti, Chardonnay e Garganega, lieviti indigeni. Profumo di agrumi e mango, poi erbe aromatiche; morbido, piacevole, salino.

Amarone della Valpolicella “TÉLOS” 2016: 18 mesi di tonneau. Uvaggio: Corvina, Corvinone, Rondinella e una piccola percentuale di Oseleta. Rosso rubino-porpora, al naso note floreali, ciliegie, frutti di bosco, un po’ di spezie e liquirizia, infine cacao e vaniglia.

 

CANTINA RICCHI nasce nel cuore dei colli morenici mantovani.

Lugana Doc. Uvaggio: Turbiana. fresco, lineare e dotato di grande finezza ed eleganza con note delicate di fiori bianchi. Nel tempo evolve esprimendo con maggior determinazione le note minerali. Giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso frutti gialli, erbe aromatiche e note. Sorso piacevole di buona sapidità e persistenza.

Meridiano Chardonnay Garda Doc. Chardonnay. Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso grande intensità e persistenza, frutta esotica matura, ananas, banana e miele. In bocca di corpo, armonico, morbido, rotondo,di buona freschezza.

Ribò Cabernet Garda DOC. Uvaggio: Cabernet Sauvignon 25% - Cabernet Franc 75%. Rosso rubino intenso. Al naso floreale dolce,  frutti di bosco infine note erbacee e speziate. In bocca è corposo, speziato, armonico ed elegante.

Carpino Garda Doc 2017 Merlot 100%. colore rubino scuro, granato lungo il bordo. Sentori di confettura, prugna e gradevoli note balsamiche. Sorso ampio e profondo, di more, ciliegie e marmellata di prugne. Tannini presenti ma vellutati.

 

Associazione Go Wine Impresa Sociale E.T.S.

Via Vida, 6

12051 Alba (Cn)

tel. +39 0173 364631

 

martedì 5 settembre 2023

PICINISCO COCKENZIE ANDATA E RITORNO: “I CIACCA” WINERY E IL MATURANO, VITIGNO STORICO DELLA VALLE DI COMINO

Picinisco-I-Ciacca

LA STORIA DEL RITORNO A PICINISCO DELL’AVVOCATO SCOZZESE CESIDIO DI CIACCA PER RIAPPROPRIARSI DELLE SUE RADICI, FAR RIVIVERE IL BORGO “I CIACCA” DELLA SUA FAMIGLIA E RECUPERARE IL MATURANO,  VITIGNO STORICO DELLA VALLE DI COMINO.

Cesidio Di Ciacca torna a Picinisco, in Ciociaria, un paese che domina la Valle di Comino.

È una valle antica la Valle di Comino; ha il confine segnato dalle cicatrici della linea Gustav del fronte della seconda guerra mondiale; è punteggiata dalle postazioni militari dei mitraglieri; ma nulla può intaccare la sua bellezza.

Cesidio non è nato in questa bellezza ma era il suo mondo. È voluto tornare per conoscere il profumo e stringere tra le mani la terra di questa valle. La stessa valle che ha visto passare giovani artisti francesi, tedeschi e inglesi, sconosciuta tappa del Grand Tour, per andare a Sud;  che ha visto partire i giovani, a fine Ottocento, diretti in Scozia e in Irlanda dove hanno aperto negozietti di “Fish and chips” e gelaterie. È il più grande esodo migratorio della storia moderna europea quello degli italiani. A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze, strappi di intere famiglie, ferite profonde.

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Anche il nonno Cesidio e la moglie Maria Lucia, tutti e due di Picinisco, del borgo “I Ciacca”, si trasferiscono in Scozia; il 26 gennaio 1920 parte Cesidio alla volta della Gran Bretagna, stabilendosi a Cockenzie, un piccolo paese di pescatori nei pressi di Edimburgo, in Scozia; l’anno successivo, lo raggiungono la moglie e i due figli, uno dei quali è Johnny, il papà dell’avvocato Di Ciacca. I nonni Cesidio e Marietta tornano regolarmente a Picinisco, in particolare a I Ciacca in autunno, per il tempo della vendemmia. Nonna Marietta porta con sé ogni volta un nipote creando così un forte legame con la terra d’origine, un legame inscindibile che fa portare le radici degli avi dentro di sé.

Sentimento di nostalgia e bisogno di integrazione nel nuovo Paese, a cominciare dal nome  dato ai figli che diventa inglese nei paesi anglosassoni, o spagnolo in Sud America. Ma Cesidio no, degli otto nipoti è l’unico che ha un nome italiano, le sue radici, il suo nome, un destino?
Più scozzese o più italiano? Tutti e due, le radici crescono dentro di noi, e, come afferma Giovanni, il figlio “ con doni speciali”, il “very Media Star” della famiglia, si è fortunati perché si hanno due vite, la scozzese e l’italiana.

Cesidio Di Ciacca, è un signore gentile, un gentleman, e un affermato avvocato che è nato e ha vissuto a Cockenzie. La nostalgia delle sue radici e la voglia di far tornare a nuova vita il borgo dei suoi genitori, lo hanno spinto a tornare a Picinisco e a produrre un vino con un vitigno autoctono laziale a bacca bianca di recente riscoperta e originario della Valle di Comino: il Maturano.

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Nasce così, nel cuore del parco Nazionale d’ Abruzzo Lazio e Molise, alle pendici del monte Meta, nel piccolo comune di Picinisco, la Società Agricola I Ciacca.
Inizialmente Cesidio e la moglie Selina acquistano a Picinisco un edificio che diventerà un bellissimo albergo diffuso, ma di questo parlerò dopo. Due anni dopo acquistano l’intero borgo cinquecentesco de I Ciacca, che porta il nome della stirpe di Cesidio e dove la sua famiglia, secondo il registro dei battesimi della Chiesa di San Lorenzo, ha vissuto per almeno 500 anni.

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L’acquisto dell’intero borgo de I Ciacca e del terreno che lo circonda, non è impresa facile perché, disabitato dal 1970, abbandonato alla natura e invaso dai rovi, era stato frazionato in tante piccole particelle: nel tempo i proprietari, appartenenti a 11 diverse famiglie, erano diventati 140 e le particelle 200!

Ma Cesidio non si ferma, acquista le terre incolte e le mette a posto; acquista il borgo e ristruttura gli edifici mantendone la memoria storica; a testimoniare il grande amore per la sua famiglia e la sua terra, Cesidio ricorda gli usi antichi di quelle stanze attraverso utensili e suppellettili dell’epoca; uno degli ambienti è colmo di pubblicazioni su Picinisco, una biblioteca sulla storia del paese e del borgo attraverso documenti, opere, saggi, cronache, foto; ci sono anche i libri scritti dalla sorella Mary sulla storia della famiglia, sulla loro cultura e sulla loro cucina.

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Decide di impiantare un vigneto e di costruire una cantina, ma a Cesidio le cose semplici non piacciono, così sceglie un’uva autoctona, storica, il Maturano. Quando l’enologo Alberto Antonini, il cui nome gli viene suggerito dal cognato, proprietario di una premiata enoteca in Scozia, ascolta il progetto di Cesidio formula una equazione: Scozia + Lazio + Maturano = pazzo. Ma Cesidio segue la tradizione perché i suoi studi sul Maturano dimostrano che da sempre è coltivato in zona, con il sistema della vite maritata di tradizione etrusca.

L’analisi del DNA e gli studi dell’ARSIAL hanno precisato che geneticamente non è riconducibile ad altro vitigno conosciuto e nel 2009 viene iscritto nel Registro nazionale delle varietà di vite. Ci racconta Cesidio che un documento del 1595 per il Duca d’Alvito, appartente alla Famiglia d’Este, a proposito del Maturano recita che  Picinisco fa “…li migliori vini del Contado, sono li vini bianchi, sottili et buoni, molto simile di colore, et di bontà àli chiaretti, dicono che pas(sato) l’altro anno, diventano più amabili et molto migliori.” Ci mostra poi una mappa in cui ha riportato le viti rimaste, in piccoli appezzamenti,in un’area di un km quadrato.

Nel 2013, dunque, il vigneto viene impiantato, a mano con barbatelle realizzate con tralci forniti da vicini contadini. Il Guyot è il sistema di allevamento. La scelta del biologico è sposata fin dal principio: il terreno in cui non erano mai state usate sostanze chimiche e non coltivato da 50 anni doveva rimanere in armonia con la natura circostante. Non viene irrigato e non si usano altre sostanze se non quelle del passato, una miscela di rame e zolfo.

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Nel 2017 la prima vendemmia che riserva una sorpresa: i grappoli sono di due tipi. Dopo consulti, studi e due analisi di laboratorio si è giunti alla conclusione che le uve sono diverse solo morfologicamente ma hanno lo stesso DNA, per cui sono state identificate come Maturano come “maschio e femmina”.

In cantina, completata nel 2018, la vinificazione prevede la fermentazione spontanea del mosto ad opera dei lieviti indigeni; la temperatura viene rigorosamente controllata durante tutto il processo di fermentazione; vengono utilizzati serbatoi in inox e in cemento non vetrificato internamente ma trattato con acido tartarico. Le poche barrique sono utilizzate per la vinificazioni di uve a bacca nera conferite in cantina, per una sperimentazione sull’uva Giulia, altro autoctono aggiunto nel Registro regionale delle varietà di uva nel 2020, infine per una piccola quantità di un sorprendente Maturano passito, Essenza, ottenuto da uve lasciate appassire all’aria fino a 6 mesi.

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Nel 2020 viene inaugurata la sala degustazione dove abbiamo sorseggiato tre stili del Maturano: Nostalgia, Sotto le Stelle e Filosofia,un macerato sulle bucce. Il Maturano ha colore giallo paglierino con riflessi dorati che diventa più carico negli anni; al naso è intenso e complesso: alle eleganti note di frutta gialla, ananas, papaia, pesca, banana, associa note balsamiche e cenni di spezie. Il sorso è pieno, sapido, minerale, elegante, con note di frutta ed erbe aromatiche e un lungo finale. Tutti e tre gli stili del Maturano, nella loro diversità hanno dimostrato doti di longevità, equilibrio, eleganza, buona persistenza gustativa e personalità, ma l’annata 2017 è emersa per complessità ed eleganza.

Picinisco-I-Ciacca-Degustazione-Maturano

Nel Borgo non si produce solo vino, seguendo la tradizione del luogo; Cesidio ha reimpiantato antiche varietà di alberi da frutta da cui ricava conserve, ha recuperato gli ulivi secolari per la produzione di olio, ha una produzione di miele. Altri progetti sono in fase realizzazione, tra questi la scuola di cucina Nonna Selina e il progetto “Orto” dedicato ai giovani adulti disabili.

Picinisco-Sotto-le-stelle-Albergo-Diffuso

L’edificio acquistato da Cesidio nella parte più antica del paese, cui ho accennato prima, è stato trasformato in un elegante albergo diffuso, “Sotto le Stelle”. Un accurato restauro ha reso leggibili i differenti paramenti murari, i vari corpi e le relative epoche di realizzazione e lo ha perfettamente inserito nel contesto locale. Sono state ricavate delle suite con grande attenzione ai materiali, arredate con gusto e con dettagli curati: archi inquadrati dalla pietra a vista, finestre che come grandi quadri mostrano la valle e spingono lo sguardo fino all’orizzonte. Gli spazi esterni sono un successione di terrazze e aree verdi dove si può sostare per fare colazione o ammirare la valle, un riferimento costante.

Cesidio ci ha fatto scoprire anche interessanti realtà locali che contribuiscono alla valorizzazione del territorio in questo fermento che lui stesso ha avviato:
Villa Inglese, un ristorante e boutique B&B in una bellissima villa Belle Époque, che si affaccia sulla Valle di Comino;  il restauo di Ben Hirst e della compagna Gaynor Moynihan, ne ha presevato l’originalità, lasciando gli stucchi e i parati.  Gaynor Moynihan ti accoglie con grazia; lo Chef Ben Hirst ti coccola con la sua raffinata cucina che esalta gli eccellenti prodotti della montagna appeninica. Ben, nato in Inghilterra, vive e lavora in Italia da venticinque anni; ha lavorato nelle cucine di alcuni dei più grandi chef europei, tra cui ristoranti stellati Michelin.

L’Azienda Agricola Pacitti che produce ottimi formaggi dal latte di animali che pascolano in libertà, utilizzando caglio naturale; sono il Pecorino di Picinisco DOP, il Conciato di San Vittore, la Marzolina.  I formaggi si possono degustare e acquistare nella “Caciosteria”, nella Piazza di Picinisco, il “salotto” con il “Balcone sulla valle”, come è la definì H.D.Lawrence.

Picinisco e la Valle di Comino hanno tanto da offrire; Cesidio Di Ciacca, la moglie Selina, i  figli Giovanni e Sofia stanno contribuendo alla promozione di questo territorio e al rilancio dell’economia locale.
Cesidio è un uomo gentile ma determinato, innamorato e fiero della sua terra,  consapevole del valore del Maturano e del territorio che lo genera.


I Ciacca- Sotto le Stelle

Via Giustino Ferri 1 – 03040 Picinisco (FR)
Tel: +39 342 9465890