giovedì 22 ottobre 2026

TUSCIA E SABINA PROTAGONISTE A TAVOLA: QUATTRO SHOWCOOKING PER RACCONTARE I SAPORI DELL’ALTO LAZIO

Dalle nocciole della Tuscia ai carciofi della Sabina, un viaggio tra tradizione e creatività per valorizzare le eccellenze enogastronomiche delle province di Viterbo e Rieti. Quattro appuntamenti online con chef, giornalisti e food blogger, nel segno dei marchi collettivi Tuscia Viterbese e REA Qualità Reatina.

Le eccellenze enogastronomiche della Tuscia e del Reatino arrivano sul web con un ciclo di quattro showcooking virtuali dedicati ai prodotti tipici, alle ricette della tradizione e alle interpretazioni creative della cucina locale. L’iniziativa, promossa dall’Azienda speciale Centro Italia nell’ambito del progetto “Turismo e Cultura” della Camera di Commercio diRieti-Viterbo, con il contributo della Regione Lazio, punta a raccontare il patrimonio agroalimentare dell’Alto Lazio attraverso i suoi sapori, i luoghi di produzione e le persone che ne custodiscono le tradizioni.

Il progetto coinvolge giornalisti e food blogger provenienti da tutta Italia, chiamati a mettersi alla prova ai fornelli sotto la guida di chef del territorio. Le preparazioni prendono forma nelle cucine di ristoranti delle province di Viterbo e Rieti che hanno aderito al bando dell’Azienda speciale Centro Italia, mettendo a disposizione i propri spazi e le competenze dei loro professionisti.

Al centro degli appuntamenti ci sono le materie prime locali, con particolare attenzione ai prodotti contraddistinti dai marchi collettivi Tuscia Viterbese e REA Qualità Reatina, strumenti di valorizzazione delle produzioni agroalimentari e dell’identità dei territori.

QUATTRO SHOWCOOKING TRA TUSCIA E SABINA

Il calendario propone quattro ricette che attraversano sapori e tradizioni dell’Alto Lazio, alternando specialità dolci, primi piatti legati alla cucina locale e interpretazioni più creative.

Il ciclo si è aperto martedì 20 ottobre a Caprarola, in provincia di Viterbo, con le “Meringhe alla nocciola della Tuscia”. A guidare la preparazione è stata la chef Mara Fontana, nelle cucine del ristorante La Bella Venere, con un dolce che valorizza uno degli ingredienti più rappresentativi del territorio viterbese. (per la ricetta copia e incolla il link:  https://www.facebook.com/photo?fbid=28405237195845957&set=a.318853828244337)

Il secondo appuntamento è in programma martedì 27 ottobre alle 18, a Rieti, dove lo chef Patrizio Paolucci, del ristorante Al Coccio Village, proporrà il “Tortellone tricolore della Sabina con crema di carciofi IGP e olio aromatizzato alla maggiorana”. Una ricetta che mette in dialogo ingredienti del territorio e ricerca gastronomica, esaltando i sapori della tradizione reatina.

Il viaggio proseguirà giovedì 5 novembre alle 18.30 a San Martino al Cimino, nel Viterbese. Dalle cucine della trattoria pizzeria enocacioteca Il Moderno, lo chef Maurizio Grani preparerà gli “Spaghetti alla fanfarra”, piatto legato alla tradizione locale e protagonista di un nuovo incontro dedicato alla cultura gastronomica della Tuscia.

A chiudere il ciclo sarà martedì 10 novembre alle 18.30, a Rieti, con i “Ravioli aperti a fezze con ristretto di pecorino e polvere di guanciale”. La preparazione sarà affidata allo chef Edoardo Isnenghi del ristorante Le Tre Porte – Cibo-turismo-cultura, per un appuntamento che riunisce ingredienti storici del territorio e creatività in cucina.

RICETTE, PRODOTTI TIPICI E PROMOZIONE DEL TERRITORIO

Gli showcooking non sono soltanto un’occasione per scoprire nuove ricette o riscoprire piatti tradizionali. L’obiettivo è raccontare un patrimonio che va oltre la tavola e comprende paesaggi, aziende agricole, produzioni locali e saperi tramandati nel tempo.

Attraverso il coinvolgimento di giornalisti e food blogger, l’iniziativa mira a dare visibilità alle specialità della Tuscia e della Sabina, raggiungendo un pubblico più ampio grazie alla diffusione digitale. La cucina diventa così uno strumento per promuovere il turismo enogastronomico e rafforzare il legame tra prodotti, cultura e identità locale.

La formula è pensata anche per coinvolgere direttamente gli spettatori: seguendo le indicazioni degli chef, il pubblico può assistere alla preparazione dei piatti e cimentarsi a sua volta ai fornelli, trasformando la diretta in un’esperienza partecipativa.

COME SEGUIRE GLI SHOWCOOKING IN DIRETTA

Tutti gli appuntamenti sono trasmessi gratuitamente sulle pagine Facebook ufficiali della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e dell’Azienda speciale Centro Italia.

Dalle nocciole della Tuscia ai carciofi della Sabina, passando per la pasta fatta secondo la tradizione e le rivisitazioni degli chef, il ciclo di showcooking offre un itinerario gastronomico tra le province di Viterbo e Rieti. Un modo per raccontare l’Alto Lazio attraverso le sue produzioni più rappresentative e far conoscere, anche attraverso i social, la ricchezza di territori in cui cucina, cultura e turismo si incontrano.

lunedì 19 ottobre 2026

VINIAMO D’AUTUNNO 2026 A ROMA: OLTRE 400 ETICHETTE IN DEGUSTAZIONE






DOMENICA 25 OTTOBRE, ALL’HOTEL CRISTOFORO COLOMBO ALL’EUR, TORNA VINIAMO D’AUTUNNO: OLTRE 80 ESPOSITORI, PIÙ DI 400 ETICHETTE, MASTERCLASS E UNA TAVOLA ROTONDA DEDICATA AL PROGETTO DOM9.

Roma si prepara a una giornata dedicata alle piccole grandi eccellenze vitivinicole. Domenica 25 ottobre 2026, dalle 12:00 alle 20:00, l’Hotel Cristoforo Colombo ospiterà la terza edizione autunnale di ViniAmo d’Autunno, l’evento ideato da Stefano Minelli, fondatore di Stefano Minelli Wine Events.

La manifestazione riunirà appassionati e operatori del settore HORECA in un percorso di degustazione dedicato alle produzioni artigianali e di nicchia, con l’opportunità di incontrare direttamente i vignaioli e conoscere le storie che si celano dietro ogni bottiglia.

OLTRE 80 ESPOSITORI E PIÙ DI 400 VINI DA SCOPRIRE

Saranno oltre 80 gli espositori selezionati e più di 400 le etichette in degustazione libera. Un’occasione per esplorare territori, vitigni e stili differenti, dando spazio a produttori che fanno della qualità e dell’identità territoriale i tratti distintivi del proprio lavoro.

«Sono davvero orgoglioso di come, edizione dopo edizione, la nostra selezione di qualità continui a crescere», dichiara Stefano Minelli, direttore della manifestazione, sottolineando il valore delle aziende artigianali e la possibilità per i visitatori di ascoltare direttamente le storie dei produttori.

Accanto alle cantine saranno presenti espositori gastronomici con pizza, patate ripiene, oli extravergine d’oliva, confetture, miele e creme spalmabili. Non mancheranno gli snack offerti dallo sponsor tecnico Pan de Roma.

PROGETTO DOM9: IL DIALOGO TRA ISTITUZIONI E TERRITORIO

Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la tavola rotonda sul progetto Dom9, in programma alle ore 12:00 in collaborazione con il IX Municipio di Roma Capitale ed EUR District.

L’incontro approfondirà obiettivi, risultati e prospettive del progetto, con gli interventi del vicepresidente Augusto Gregori, in rappresentanza delle istituzioni, e di Francesca Barberini, per le aziende aderenti a Dom9.

Un momento di confronto che punta a rafforzare le collaborazioni locali e a valorizzare le opportunità di sviluppo del territorio, anche nel comparto enogastronomico.

LE MASTERCLASS DI VINIAMO D’AUTUNNO

Il programma propone due appuntamenti dedicati agli appassionati che desiderano approfondire la degustazione:

Ore 14:30 – “Bolle al buio”: degustazione alla cieca dedicata alle bollicine.

Ore 17:00 – “Quattro bianchi e quattro rossi”: un percorso tra vitigni, territori e differenti interpretazioni enologiche.

CONTEST WINELOVERS: IN PALIO INGRESSI OMAGGIO

La community degli appassionati potrà partecipare anche al contest social realizzato con Vinellonesto, che mette in palio ingressi omaggio alla manifestazione.

Per partecipare è necessario seguire la pagina ufficiale dell’evento e taggare due amici nei commenti al post dedicato. Per modalità, scadenze e condizioni, è consigliabile consultare il post ufficiale del contest.

INFO

L’appuntamento è per domenica 25 ottobre 2026, dalle 12:00 alle 20:00, presso l’Hotel Cristoforo Colombo, in Via Cristoforo Colombo 710, Roma EUR.

Biglietto intero: 25 euro.

Biglietto ridotto: 20 euro per sommelier con tessera valida, studenti universitari con badge e gruppi o associazioni di almeno sei persone.

Ultimo ingresso: ore 19:00.

Parcheggio: gratuito presso la struttura.

Navetta gratuita: da e per Metro EUR Fermi, prenotabile via WhatsApp al 338 3046072.

Il bicchiere e la tasca portabicchiere prevedono una cauzione di 5 euro, restituita all’uscita secondo le modalità dell’organizzazione.  

Gli accrediti per operatori HORECA e stampa sono gratuiti previa registrazione e conferma. Per le masterclass sono disponibili biglietti dedicati, con condizioni e tariffe consultabili sui canali ufficiali.

PER ULTERIORI INFO:

Web: https://viniamoroma.it/ 

 Elenco Espositori: https://viniamoroma.it/stand/

Ufficio stampa: RomaWineExperience

Comunicazione: Galeoto.it


sabato 10 ottobre 2026

DERTHONA ON TOUR, IL TIMORASSO ARRIVA A ROMA: UNA GIORNATA DEDICATA AL GRANDE BIANCO DEI COLLI TORTONESI




Lunedì 12 ottobre, a Trastevere, il vino piemontese sarà protagonista di un appuntamento dedicato alla stampa e agli operatori del settore. Al centro, l’annata 2024 e il lavoro di 14 produttori delle Terre Derthona.

Roma si prepara ad accogliere uno dei vini bianchi più rappresentativi del Piemonte. Lunedì 12 ottobre, negli spazi del WEGIL, a Trastevere, torna Derthona on Tour, l’iniziativa promossa dal Consorzio di Tutela Vini Colli Tortonesi per raccontare il Timorasso e il territorio da cui nasce. Una giornata pensata per mettere in dialogo produttori, giornalisti e professionisti del vino, attraverso la degustazione e il confronto diretto.

Il protagonista è il Derthona Timorasso DOC Colli Tortonesi, un bianco che negli ultimi anni ha conquistato crescente attenzione grazie alla sua personalità, alla struttura e alla capacità di evolvere nel tempo. Un vino che racconta una terra, il lavoro dei vignaioli e una storia di recupero viticolo diventata uno dei casi più interessanti dell’enologia piemontese contemporanea.

DALLE RADICI ANTICHE ALLA RINASCITA DEL TIMORASSO

Dopo un lungo periodo di oblio, dagli anni Ottanta il Timorasso è stato riscoperto grazie all’impegno di alcuni vignaioli, tra cui Walter Massa, diventando uno dei simboli della viticoltura tortonese. Vitigno antico, documentato già nell’Ottocento e diffuso tra Piemonte e Liguria, ha conosciuto una crescita significativa, passando da circa tre ettari nel 2000 a oltre 150 negli anni successivi.

Da questa rinascita nasce il nome Derthona, che identifica il vino con il suo territorio d’origine, valorizzandone la storia, l’identità e le caratteristiche uniche. Più di un nome, Derthona è oggi un progetto di tutela e promozione delle Terre Tortonesi, nel quale il legame tra vitigno, paesaggio e tradizione diventa parte essenziale del vino.

Oggi il Derthona è apprezzato per la sua complessità aromatica, la freschezza, la sapidità e una struttura che gli permette di affrontare con eleganza anche un lungo affinamento in bottiglia. Caratteristiche che lo rendono un vino capace di raccontare il territorio senza rinunciare a una forte identità.

IL 12 OTTOBRE, ROMA DIVENTA UNA VETRINA PER LE TERRE DERTHONA

La tappa romana di Derthona on Tour si svolgerà al WEGIL, in Largo Ascianghi 5, dalle 11 alle 19. Il programma si aprirà con una degustazione e una conversazione dedicata all’annata 2024, condotta dal giornalista, scrittore e docente universitario Fabio Turchetti.

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 19, spazio ai banchi d’assaggio, con la partecipazione di 14 produttori delle Terre Derthona. Un’occasione per conoscere da vicino diverse interpretazioni del Timorasso, confrontare stili e annate e approfondire il rapporto tra vino, suolo e lavoro in vigna.

A completare il percorso di degustazione ci sarà anche un momento dedicato alle specialità gastronomiche locali, con formaggio Montebore e Salame Nobile del Giarolo: prodotti che, insieme al vino, raccontano la ricchezza e le tradizioni delle colline tortonesi.

L’appuntamento è riservato ai professionisti del settore, tra cui stampa, distributori e operatori della ristorazione e dell’ospitalità.

UN TERRITORIO CHE SI RACCONTA ATTRAVERSO IL VINO

Portare il Derthona a Roma significa molto più che presentare una selezione di etichette. Significa dare voce a un territorio che ha saputo recuperare una varietà storica e trasformarla in un elemento riconoscibile della propria identità.

Con la tappa romana del 12 ottobre, le Terre Derthona tornano così a raccontarsi fuori dai propri confini, affidando al calice il compito di far conoscere le colline tortonesi e il loro patrimonio. Un viaggio che parte dal Piemonte, passa per la memoria di un nome antico e guarda al futuro di un vino che ha ancora molto da raccontare.


Info

Derthona on Tour
12 ottobre 2026
spazio culturale WEGIL, largo Ascianghi 5, Roma
dalle ore 11:30 alle ore 13:00 (conferenza); dalle ore 14:00 alle ore 19:00 (degustazione)
 https://collitortonesi.com

sabato 3 ottobre 2026

LAZIO IN CALICE: UN VIAGGIO NEL VINO LAZIALE ATTRAVERSO LE SUE PRODUTTRICI


Domenica 11 ottobre, dalle 15.30 alle 21.00, Le Formiche Lab ospita la prima edizione di “Lazio in Calice”, manifestazione dedicata alla cultura del vino, alla valorizzazione dei territori e alle storie che si celano dietro ogni bottiglia.

A organizzare l’evento è l’associazione Futuro Aperto, con un appuntamento pensato per mettere al centro il vino del Lazio e, in particolare, il lavoro e la voce delle produttrici delle Donne del Vino Lazio.

Un evento nato dalle donne e rivolto a tutti: appassionati, curiosi, operatori del settore e professionisti potranno incontrare direttamente le produttrici, degustare le loro etichette e conoscere più da vicino i territori, le tradizioni e le scelte che caratterizzano la produzione vitivinicola regionale.

IL VINO DEL LAZIO RACCONTATO DALLE PRODUTTRICI

Il cuore di Lazio in Calice saranno i banchi d’assaggio, dove saranno protagoniste le etichette delle produttrici presenti alla manifestazione.

Non una semplice degustazione, quindi, ma un'occasione per ascoltare il racconto di chi il vino lo produce: dalle caratteristiche dei diversi territori alle varietà utilizzate, dalle tecniche di vinificazione alle storie personali e professionali che accompagnano ogni cantina.

LAZIO IN CALICE ALLE FORMICHE LAB

La manifestazione si svolgerà presso Le Formiche Lab, in via Vitorchiano 42, uno spazio originale ricavato da ex capannoni industriali ristrutturati da un artista.

Un ambiente dal carattere informale e creativo, nel quale divani vintage e spazi dedicati all’accoglienza si alterneranno ai banchi di degustazione, creando una cornice particolare per un pomeriggio dedicato al vino e alla convivialità.

La location dispone inoltre di parcheggio gratuito, un elemento che rende più semplice raggiungere l’evento anche in automobile.

LA MASTERCLASS “LAZIO E UMBRIA, DUE TERRE E UN CONFINE”

Tra gli appuntamenti principali della giornata ci sarà la masterclass “Lazio e Umbria, due terre e un confine”, in programma alle 16.00.

Il percorso di degustazione metterà a confronto alcune etichette del Lazio con vini provenienti dall’Umbria, due territori vicini geograficamente ma caratterizzati da identità, tradizioni e interpretazioni enologiche differenti.

Un confronto pensato per approfondire il rapporto tra vino, territorio e cultura e per scoprire, attraverso il calice, analogie e differenze tra due realtà vitivinicole che condividono un confine ma custodiscono patrimoni enologici distinti.

IL PROGRAMMA DI LAZIO IN CALICE

15.30 – Apertura dei banchi d’assaggio

16.00 – Masterclass “Lazio e Umbria, due terre e un confine”

21.00 – Chiusura dei banchi d’assaggio

INFO

Lazio in Calice 2026

Domenica 11 ottobre dalle 15.30 alle 21.00

Le Formiche Lab – Via Vitorchiano 42

Costo ingresso: € 15 euro, comprende assaggi, calice e sacca porta calice.

DDV tesserate ingresso gratuito + 20 amici a 5 euro

Stampa ingresso gratuito mandando mail a futuroaperto.it@gmail.com

Operatori di settore ingresso 5 euro mandando mail con Partita Iva a futuroaperto.it@gmail.com

Sommelier con tessera in corso dell’anno valida ingresso 5 euro

 Info e prenotazioni

futuroaperto.it@gmail.com

Il progetto, promosso da Roma Capitale è vincitore dell'Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

venerdì 25 settembre 2026

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: “BENE IL DECRETO MASAF, ORA REGOLE CHIARE PER COINVOLGERE ANCHE LE ASSOCIAZIONI CHE RAPPRESENTANO LE CANTINE”



Il Movimento Turismo del Vino accoglie positivamente le nuove risorse per la promozione del turismo enologico, ma chiede regole chiare per l'accesso ai contributi, formazione degli operatori e una maggiore raccolta di dati sul settore.

Il nuovo decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) dedica nuove risorse alla promozione dell'enoturismo italiano. Una misura che il Movimento Turismo del Vino considera un riconoscimento del ruolo sempre più importante che il turismo del vino riveste per le cantine e per i territori vitivinicoli.

A commentare il provvedimento è la presidente del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini, che sottolinea però la necessità di definire con chiarezza le modalità di accesso alle nuove opportunità.

CONTRIBUTI FINO AL 50% PER PROMUOVERE IL TURISMO DEL VINO

A partire dalla campagna 2026/2027, il decreto prevede contributi fino al 50% dei costi ammissibili per attività legate alla promozione del turismo enologico.

Tra gli interventi finanziabili rientrano iniziative promozionali, visite a cantine e vigneti, eventi, fiere ed esposizioni. Per la prima campagna, il termine per presentare le domande è fissato al 15 dicembre 2026.

Un ruolo importante sarà affidato alle Regioni, chiamate a definire concretamente l'applicazione della misura nei diversi territori.

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: SERVONO REGOLE CHIARE PER LE ASSOCIAZIONI

Uno dei punti su cui il Movimento Turismo del Vino chiede maggiore chiarezza riguarda i soggetti che potranno accedere ai finanziamenti.

Il decreto include infatti tra i possibili beneficiari anche le “organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola”. Una previsione che, secondo MTV, potrebbe coinvolgere anche le associazioni che rappresentano le cantine e che da anni lavorano sulla promozione dell'accoglienza enoturistica.

Il Movimento Turismo del Vino riunisce oltre 700 cantine italiane e opera da più di trent'anni nella promozione dei luoghi di produzione, dei territori e della cultura del vino.

L'avvocato Marco Giuri, esperto di diritto vitivinicolo, evidenzia che la previsione contenuta nel decreto è significativa, ma che l'accesso non può essere considerato automatico: saranno fondamentali i chiarimenti di AGEA e delle Regioni sui requisiti e sulle modalità di applicazione.

PIÙ DATI PER CONOSCERE DAVVERO L'ENOTURISMO

Un altro aspetto considerato strategico riguarda la raccolta dei dati.

Il decreto prevede strumenti digitali, attraverso il SIAN e secondo le modalità stabilite dal provvedimento, per registrare eventi, georeferenziare i vigneti visitabili, raccogliere informazioni statistiche e sostenere la promozione dei territori.

Per il Movimento Turismo del Vino si tratta di un'opportunità importante. Avere dati più strutturati significa infatti conoscere meglio i visitatori, capire come si muovono nei territori e quali esperienze cercano, creando così basi più solide per le future politiche di promozione dell'enoturismo.

LA FORMAZIONE RESTA UNA PRIORITÀ

Accanto alle risorse economiche e agli strumenti digitali, il Movimento Turismo del Vino richiama l'attenzione sulla formazione degli operatori della wine hospitality.

L'accoglienza in cantina è ormai parte integrante dell'esperienza turistica e richiede competenze specifiche. Per questo MTV propone di inserire, nelle successive disposizioni applicative, anche attività di formazione e aggiornamento professionale dedicate agli operatori.

L'obiettivo è accompagnare la crescita dell'enoturismo con una maggiore qualità dell'accoglienza e con professionalità sempre più preparate.

ENOTURISMO, UNA RISORSA PER CANTINE E TERRITORI

Il nuovo decreto rappresenta quindi un passo importante, ma la sua efficacia dipenderà anche da come le misure saranno applicate concretamente.

Per il Movimento Turismo del Vino, la sfida è fare in modo che le nuove risorse contribuiscano a costruire progetti capaci di mettere in rete cantine, produzioni, paesaggio e territori, rafforzando il ruolo dell'Italia come destinazione internazionale per il turismo del vino.

Una prospettiva che si inserisce nella storia del Movimento, nato nel 1993 e oggi impegnato nella promozione della cultura del vino attraverso l'esperienza diretta nei luoghi di produzione, anche con iniziative come Cantine Aperte e Calici di Stelle.

Il prossimo passaggio sarà dunque quello di tradurre le risorse previste dal decreto in strumenti concreti, con regole accessibili, competenze adeguate e una conoscenza più precisa di un settore che lega sempre più strettamente vino, turismo e valorizzazione dei territori.

lunedì 14 settembre 2026

PRAESENTIA, DAL CILENTO LA PROPOSTA DI UN MODELLO REGIONALE PER IL TURISMO ESPERIENZIALE

 Dalla terza tappa di “Praesentia – Gusto di Campania Divina” arriva una proposta per la Campania: elaborare linee guida regionali capaci di mettere a sistema territori, imprese, produzioni, cultura e competenze e trasformare il patrimonio locale in esperienze turistiche strutturate e riconoscibili. Il Cilento, con la Dieta Mediterranea, diventa il laboratorio concreto di questa riflessione.

Non cercare nuove destinazioni, ma costruire intorno a quelle esistenti una rete di esperienze capace di valorizzarne identità, produzioni e patrimonio. È questa la prospettiva che emerge dalla terza tappa di Praesentia – Gusto di Campania Divina, dedicata al rapporto tra Cilento, Dieta Mediterranea e turismo esperienziale.

Al centro della riflessione c'è una proposta rivolta alla Regione Campania: la definizione di linee guida regionali per il turismo esperienziale, uno strumento in grado di mettere in relazione territori, competenze e operatori e di trasformare risorse spesso già presenti, ma non sempre collegate tra loro, in proposte turistiche riconoscibili.

DALLA DIETA MEDITERRANEA UN'IDEA DI TURISMO

Il Cilento rappresenta uno dei territori nei quali questa impostazione trova una delle sue espressioni più immediate. La Dieta Mediterranea non è infatti soltanto un patrimonio gastronomico, ma un sistema di conoscenze e pratiche che comprende agricoltura, paesaggio, convivialità, salute, biodiversità e rapporto con le comunità.



A Pioppi, nel Museo Vivente della Dieta Mediterranea, questo patrimonio trova uno dei suoi luoghi simbolici. È qui che si intreccia la memoria delle comunità cilentane con Ancel Keys, lo studioso statunitense che per decenni analizzò lo stile di vita e l'alimentazione della popolazione locale, contribuendo alla conoscenza internazionale della Dieta Mediterranea.

La sua storia può diventare parte di un'esperienza turistica più ampia, insieme ai luoghi, alle persone e alle tradizioni che hanno reso possibile quella cultura alimentare. La Dieta, riconosciuta dall'UNESCO nel 2010 come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, offre proprio per questo una chiave per collegare elementi diversi del territorio.

VELIA, DOVE ARCHEOLOGIA E PAESAGGIO SI INCONTRANO

La stessa logica emerge a Velia, dove il patrimonio archeologico dialoga con l'ambiente naturale nel quale è immerso.



La visita guidata dalla direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D'Angelo, ha evidenziato il valore della macchia mediterranea, delle piante spontanee, dei melograni e della biodiversità che caratterizzano il sito. Qui il patrimonio immateriale può diventare concreto attraverso la bellezza dei luoghi, i sapori e le conoscenze legate al territorio.



Anche l'olio Iulius, prodotto dalla Cooperativa Nuovo Cilento utilizzando gli ulivi presenti nell'area archeologica, racconta questa continuità. Il paesaggio storico non è separato dall'agricoltura contemporanea, ma può diventare parte di un racconto nel quale archeologia, natura e produzioni locali si rafforzano reciprocamente.

È questo uno degli esempi di come potrebbe funzionare un turismo esperienziale costruito a partire dalle risorse reali dei territori.

AGRICOLTURA E TURISMO, UN LEGAME DA RAFFORZARE

In questa prospettiva assume un ruolo centrale anche il rapporto tra agricoltura e turismo. Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania, ha richiamato il valore della Dieta Mediterranea come patrimonio agricolo fatto di biodiversità, produzioni identitarie, tecniche e conoscenze.



Il turista può essere accompagnato nei luoghi della produzione, incontrare agricoltori e produttori, conoscere le storie delle aziende e comprendere il legame tra ciò che arriva sulla tavola e il paesaggio nel quale nasce.

L'esperienza turistica diventa così anche uno strumento per dare maggiore visibilità all'economia locale e per rafforzare il rapporto tra visitatori e comunità.

LE LINEE GUIDA REGIONALI PER METTERE A SISTEMA I TERRITORI

È proprio da queste connessioni che nasce la proposta di costruire un modello regionale per il turismo esperienziale.



Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania, ha introdotto il confronto sottolineando la necessità di costruire un'alleanza con i territori. Istituzioni, imprese turistiche, produttori, operatori culturali, professionisti e comunità locali sono chiamati a partecipare alla costruzione di un sistema nel quale le singole esperienze possano essere collegate e valorizzate.

Non un catalogo indistinto di attività, dunque, ma un metodo per riconoscere le peculiarità dei territori e costruire intorno ad esse percorsi coerenti.

Nel caso del Cilento, la Dieta Mediterranea può rappresentare il filo conduttore capace di unire archeologia, agricoltura, gastronomia, natura, cammini, cultura della salute e tradizioni locali.

IL TURISMO DEL BENESSERE OLTRE LA STAGIONE ESTIVA

Elisabetta Moro, docente alla Suor Orsola Benincasa e alla Federico II, curatrice scientifica di Praesentia e direttrice del Museo Virtuale/Vivente della Dieta Mediterranea, ha evidenziato le potenzialità di questo approccio.



Le ricerche più recenti sull'adesione degli italiani alla Dieta Mediterranea mostrano un interesse che va oltre l'alimentazione e comprende sostenibilità, prodotti locali, attività fisica, movimento e benessere. Da qui la possibilità di rivolgersi a un visitatore interessato a vivere il territorio e non soltanto a soggiornarvi.

Camminare, conoscere i produttori, partecipare a laboratori di cucina, scoprire le erbe spontanee, visitare siti archeologici, seguire i percorsi legati alla storia di Ancel Keys: esperienze diverse possono convergere nella costruzione di una destinazione del benessere mediterraneo.

Una proposta di questo tipo permette inoltre di superare la dipendenza dalla sola stagione balneare. La raccolta delle olive e dell'uva in autunno, i cammini e la gastronomia in inverno, la biodiversità e la natura in primavera possono diventare altrettante occasioni per conoscere il territorio.

TURISMO E SVILUPPO DELLE COMUNITÀ

La valorizzazione turistica acquista così una dimensione economica e sociale. L'obiettivo non è soltanto aumentare le presenze, ma fare in modo che il turismo produca ricadute sulle comunità, sulle imprese e sulle professionalità locali.

Stefano Pisani, sindaco di Pollica, ha posto l'accento proprio sulla necessità di trasformare il patrimonio del territorio in uno strumento capace di creare opportunità e favorire la permanenza delle persone nei piccoli comuni.

In questo quadro si inserisce il progetto del Cammino della Dieta Mediterranea, un percorso di circa 140 chilometri attraverso 13 comuni, pensato per collegare territori e comunità attraverso un patrimonio condiviso.

La sfida riguarda anche le nuove generazioni: trasferire conoscenze e tradizioni significa creare le condizioni perché possano diventare competenze, professioni e nuove opportunità di lavoro.

LA GASTRONOMIA COME ESPERIENZA

La cucina rappresenta un altro elemento attraverso il quale questo patrimonio può essere trasformato in esperienza.

Lo showcooking coordinato dal giornalista Luciano Pignataro ha portato al centro della scena prodotti, ricette e saperi del Cilento, con la partecipazione di Franca Feola della Locanda Le Tre Sorelle di Casal Velino, Marco Cefalo di In Cibum e Antonello Aliberti della Pasticceria Aliberti di Casal Velino.

Dalle erbe spontanee alle alici, dai fichi del Cilento alle produzioni locali, fino alle preparazioni dolci, la cucina diventa così uno strumento per raccontare un territorio attraverso i suoi ingredienti e le sue tradizioni. Un racconto completato dalla musica della posteggia di Francesco Formicola e Tommaso Immediata.



DAL CILENTO UNA PROPOSTA PER TUTTA LA CAMPANIA

La riflessione di Praesentia parte dunque da un territorio particolarmente rappresentativo, ma guarda all'intera Campania.

Il Cilento mostra come patrimonio culturale, agricoltura, paesaggio, gastronomia e comunità possano essere collegati all'interno di un'unica proposta turistica. Le linee guida regionali potrebbero offrire il quadro necessario per replicare questo metodo in altri territori, rispettandone le specificità.

La prospettiva è quella di passare dalla semplice valorizzazione delle risorse alla costruzione di esperienze organizzate e riconoscibili: mettere in rete ciò che già esiste, creare nuove occasioni di visita e fare del patrimonio locale una leva per l'economia e per le comunità.

È questa, dal Cilento, la proposta che Praesentia consegna alla Campania: non un nuovo prodotto da costruire artificialmente, ma un metodo per dare forma turistica alle identità che i territori già possiedono.

lunedì 31 agosto 2026

GUIDA AI VINI DELLA SARDEGNA 2027 DI VINODABERE: TRIONFA LA QUALITÀ CON 7 VINI DA 100/100

La testata online Vinodabere.it ha pubblicato la nona edizione della Guida ai Vini della Sardegna (edizione 2027), curata dai giornalisti Maurizio Valeriani e Antonio Paolini. Nonostante una leggera flessione nel numero di campioni inviati — segnale di un momento complesso per l'enologia globale —, la guida conferma l'eccezionale crescita qualitativa del comparto vitivinicolo sardo e un forte interesse da parte del pubblico, con oltre 560 mila visualizzazioni totali registrate per i 16 trailer di presentazione.

I NUMERI DELLA GUIDA: OLTRE 600 DEGUSTAZIONI E 118 STANDING OVATION

La giuria di esperti ha testato oltre 600 campioni, selezionando 331 vini recensiti in guida. Di questi, ben 118 hanno ottenuto la Standing Ovation, il riconoscimento d'eccellenza assegnato al 35,6% dei vini censiti (più di un premio ogni tre etichette).

A fare la differenza è stata l'annata 2025 per i bianchi, favorevole e lineare, che ha regalato Vermentini di straordinaria eleganza e ha favorito anche i rossi come il Cannonau nelle zone più vocate.



I 7 "VINI PERFETTI" DA 100/100

Sono sette le etichette che hanno raggiunto il punteggio massimo di 100/100, rappresentando il vertice della produzione isolana tra bianchi, rossi, passiti e vini ossidativi:

Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Campianatu 2024 – Campianatu

Vermentino Ruinas del Fondatore 2023 – Depperu

Vernaccia di Oristano Riserva 2016 – Fratelli Serra

Vino da uve stramature Latinia 2021 – Cantina Santadi

Moscato di Sorso Sennori Antas 2024 – Cantina Sorso Sennori

Carignano del Sulcis Superiore Arruga 2022 – Sardus Pater

Cannonau di Sardegna Ghirada Elisi Sa'e Antoni 2024 – Francesco Cadinu

TERRITORI E VITIGNI: IL PRIMATO DELLA GALLURA E LA FORZA DI MAMOIADA

La Gallura si conferma il traino dell'enologia sarda grazie al Vermentino, ottenendo 19 Standing Ovation su 38 vini in guida, ma distinguendosi anche nei rossi con 5 Cannonau premiati.

Tra gli altri territori e vitigni in evidenza:

Mamoiada: protagonista nei rossi con 11 premi su 20 Cannonau presenti e nell'autoctono Granazza (4 premi su 6 etichette).

Carignano del Sulcis: ottima performance con 12 riconoscimenti su 24 vini recensiti.

Cagnulari: in forte ascesa con 6 allori su 23 etichette.

Cannonau territoriali: ottimi risultati anche in Romangia, Orgosolo e Ogliastra.

IDENTITÀ, TERRITORIO E PACKAGING

La Guida 2027 valorizza il legame tra vino e territorio in ottica di enoturismo: ogni sezione è introdotta dalle immagini reali dei vigneti di provenienza. Inoltre, per sottolineare la cura dei produttori nel design e nella presentazione, ciascuna scheda d'assaggio è corredata dalla foto della bottiglia.

La Guida Completa ai Vini della Sardegna 2027 è consultabile gratuitamente online sul sito Vinodabere.it.