venerdì 6 novembre 2026

VINO E OLIO, IL LAZIO CONQUISTA I MASSIMI RICONOSCIMENTI DEL GAMBERO ROSSO: 11 TRE BICCHIERI E 13 TRE FOGLIE


Il Lazio conquista 24 prestigiosi riconoscimenti nelle guide del Gambero Rosso. 

Giancarlo Righini e Massimiliano Raffa (ARSIAL): «Le nostre eccellenze agroalimentari competono ai massimi livelli nazionali e internazionali».

Il vino e l'olio extravergine di oliva del Lazio conquistano i massimi riconoscimenti del Gambero Rosso, confermando la crescita qualitativa del comparto vitivinicolo e olivicolo regionale. Sono 11 i vini premiati con i Tre Bicchieri e 13 gli oli extravergine insigniti delle Tre Foglie, per un totale di 24 riconoscimenti che consacrano le eccellenze agroalimentari laziali nel panorama enogastronomico italiano.

I premi sono stati assegnati dalla Guida Vini d'Italia 2027 e dalla guida I Migliori Oli d'Italia 2026/2027 del Gambero Rosso. Un risultato che valorizza il lavoro delle aziende agricole, dei viticoltori e degli olivicoltori del territorio, oltre alla ricchezza di vitigni autoctoni, cultivar tradizionali e produzioni di qualità che caratterizzano il Lazio.

Un successo che testimonia la crescente riconoscibilità del vino laziale e dell'olio extravergine di oliva regionale, anche grazie agli investimenti in ricerca, innovazione e promozione delle filiere agroalimentari.

«Questi importanti riconoscimenti – dichiara Giancarlo Righini, assessore all'Agricoltura, alla Sovranità alimentare e al Bilancio della Regione Lazio – rappresentano un motivo di grande soddisfazione per tutto il sistema agricolo regionale e testimoniano la qualità raggiunta dalle nostre produzioni grazie all'impegno, alla professionalità e agli investimenti delle imprese."

Soddisfazione anche da parte di Massimiliano Raffa, presidente di ARSIAL, l'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura del Lazio, che sottolinea il valore strategico dei riconoscimenti ottenuti dalle produzioni regionali. «Il Lazio non è più una promessa dell'enogastronomia italiana, ma una realtà capace di competere ai massimi livelli». 

VINO LAZIALE, 11 TRE BICCHIERI PREMIANO VITIGNI AUTOCTONI E DENOMINAZIONI STORICHE

Gli 11 Tre Bicchieri del Gambero Rosso confermano il percorso di crescita della vitivinicoltura del Lazio e la capacità delle aziende regionali di produrre vini sempre più apprezzati per qualità, identità e legame con i territori di origine.

Dal Cesanese al Bellone, dalla Malvasia Puntinata fino alle storiche produzioni del Frascati, i vini premiati raccontano la varietà del patrimonio vitivinicolo regionale, che comprende 3 DOCG, 27 DOC e 6 IGT.

Un panorama enologico ricco di peculiarità, che attraversa i suoli vulcanici dei Castelli Romani, le colline della Tuscia e i territori dell'Agro Pontino. Qui tradizione, ricerca e innovazione si incontrano, contribuendo a rafforzare l'identità e la competitività del vino del Lazio sui mercati italiani e internazionali.

OLIO EXTRAVERGINE DEL LAZIO, 13 TRE FOGLIE VALORIZZANO LA BIODIVERSITÀ OLIVICOLA

Importante anche il risultato del comparto olivicolo regionale, con 13 oli extravergine di oliva premiati con le Tre Foglie del Gambero Rosso.

Dalla Tuscia alla Sabina, fino alle Colline Pontine, gli oli selezionati esprimono la biodiversità e la ricchezza del patrimonio olivicolo laziale, caratterizzato da cultivar autoctone di grande valore come Caninese, Carboncella, Salviana e Itrana.

La qualità dell'olio extravergine regionale trova espressione anche nelle quattro denominazioni DOP dell'olio e nell'IGP Olio di Roma, riconoscimenti che tutelano le produzioni locali e ne valorizzano le caratteristiche organolettiche, storiche e territoriali.

Un patrimonio di biodiversità, tradizioni e competenze che rappresenta un elemento distintivo dell'agricoltura laziale e una risorsa importante per lo sviluppo delle economie locali.

REGIONE LAZIO E ARSIAL AL FIANCO DELLE IMPRESE PER PROMUOVERE VINO E OLIO SUI MERCATI INTERNAZIONALI

I 24 riconoscimenti ottenuti dal Gambero Rosso confermano il valore di un sistema agroalimentare nel quale qualità, sostenibilità e tutela della biodiversità procedono insieme.

Il vino e l'olio extravergine di oliva rappresentano due comparti fondamentali per l'economia agricola del Lazio, non soltanto per il valore delle produzioni, ma anche per la capacità di promuovere le identità territoriali, sostenere le imprese e generare nuove opportunità occupazionali ed economiche.

In questo scenario, Regione Lazio e ARSIAL continuano ad affiancare le aziende attraverso progetti di ricerca, innovazione, promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari.

I riconoscimenti del Gambero Rosso rappresentano un'importante conferma del percorso intrapreso: il Lazio punta sulla qualità delle proprie produzioni per trasformare il patrimonio agricolo, culturale e territoriale in un motore di crescita e sviluppo.

LE ETICHETTE PREMIATE

Gli 11 vini del Lazio premiati con i Tre Bicchieri

•          Sergio Mottura – Chardonnay Metodo Classico Brut Nature 2016

•          Tenuta di Fiorano – Fiorano Bianco 2024

•          Villa Simone – Frascati Superiore DOCG Riserva Vigneto Filonardi 2024

•          Campolavico – Lazio Cesanese Tefra 2025

•          Emiliano Fini – Lazio Malvasia Puntinata Lavente 2024

•          Famiglia Cotarella – Montiano 2023

•          Damiano Ciolli – Olevano Romano DOC Cesanese Silene 2024

•          Casale del Giglio – Radix Bellone 2022

•          Poggio Le Volpi – Roma DOC Rosso Classico Riserva 2023

•          Merumalia – Roma DOC Rosso Riserva Vetus

•          Tenimenti Leone – Vulc Num Bellone 2025

I 13 oli extravergine del Lazio premiati con le Tre Foglie

•          Agresti 1902 – Colline Pontine DOP Monocultivar Itrana

•          Battaglini – Frantoio Antica Tuscia Bio

•          Cetrone – Colline Pontine DOP Monocultivar Itrana

•          De Parri – Cerrosughero – Selezione Oro Bio

•          DueNoveSei – Rosalena

•          Marcoaldi – Sabina DOP

•          Orsini – Colline Pontine DOP Monocultivar Itrana Bio

•          Quattrociocchi – Olivastro Monocultivar Itrana Bio

•          Santinelli – Heros Monocultivar Frantoio

•          Silvae – Iter Monocultivar Itrana

•          Silvi Sabina Sapori – Monocultivar Salviana

•          Tiberi – Aurum Bio

•          Zenobio – Fruttato Verde Colline Pontine DOP Monocultivar Itrana Bio


ARSIAL – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio

  Presidenza – Area Promozione e Comunicazione



giovedì 5 novembre 2026

TORTELLONE TRICOLORE DELLA SABINA CON CREMA DI CARCIOFI E OLIO ALLA MAGGIORANA: SAPORI E TRADIZIONI DEL TERRITORIO


Dalla sfoglia fatta a mano al ripieno di funghi e olive, fino alla crema di carciofi e all’olio extravergine di oliva Sabina DOP: il tortellone tricolore racconta l’identità gastronomica della Sabina attraverso ingredienti e tradizioni locali.

La cucina del territorio non è soltanto un patrimonio da custodire, ma un sapere che si rinnova attraverso la pratica e la condivisione. Da questa idea nasce il progetto promosso dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo, attraverso l’azienda speciale Centro Italia, nell’ambito delle attività dedicate a Turismo e Cultura.

Quattro incontri online, tra ottobre e novembre 2026, sono dedicati alle ricette della Tuscia e del Reatino, realizzate da giornalisti ai fornelli sotto la guida di professionisti della cucina e trasmesse in diretta Facebook.

L’appuntamento del 27 ottobre ha avuto come protagonista il Tortellone tricolore della Sabina con crema di carciofi IGP e olio aromatizzato alla maggiorana, preparato dallo chef Patrizio Paolucci durante la diretta moderata dalla giornalista Paola Cuzzocrea. Dopo l’esordio dedicato alle meringhe con nocciole della Tuscia, il percorso gastronomico ha proposto una ricetta che unisce pasta fresca artigianale, prodotti tipici e i colori della bandiera italiana.

UNA SFOGLIA FATTA A MANO CHE RACCONTA LA SABINA

La pasta fatta in casa è parte integrante della tradizione gastronomica sabina. Nella cucina contadina si preparava con ingredienti semplici, come farina di grano, acqua e, quando disponibili, uova fresche. A caratterizzare i condimenti erano soprattutto l’olio extravergine di oliva locale e le olive, ancora oggi tra i prodotti simbolo del territorio.

Il tortellone tricolore reinterpreta questo patrimonio attraverso una preparazione contemporanea di pasta fresca all’uovo, realizzata nei tre colori della bandiera italiana: bianco, rosso e verde.

Le sfoglie vengono preparate separatamente, tagliate a strisce e accostate per ottenere un unico impasto multicolore. Si procede quindi con la stesura al mattarello, il taglio dei dischi e la chiusura manuale dei tortelloni, una lavorazione che richiede precisione per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura.

Anche la scelta dei coloranti naturali offre spazio alla sperimentazione: nella preparazione presentata durante la diretta, il rosso è stato ottenuto con il concentrato di pomodoro, mentre per il verde sono state utilizzate foglie di basilico al posto degli spinaci.

Il ripieno di funghi e olive, accompagnato dalla crema di carciofi, dal Pecorino Romano DOP e dall’olio Sabina DOP, completa la ricetta con un equilibrio di sapori vegetali, note sapide e profumi aromatici. Un incontro di ingredienti che richiama la tradizione gastronomica del territorio reatino e sabino.

MALTAGLIATI E PASTA DI RECUPERO: LA TRADIZIONE ANTISPRECO

La lavorazione artigianale della pasta insegna anche il valore del recupero. I ritagli avanzati dalla preparazione dei tortelloni possono diventare maltagliati, un formato irregolare diffuso nella cucina tradizionale di diverse regioni italiane.

In questo caso ho scelto di riutilizzarli in modo diverso: dopo averli impastati separatamente, ho ricavato taglierini e fettuccine, trasformando gli avanzi in nuovi formati di pasta fresca.

LA STORIA DELLA PASTA RIPIENA TRA GASTRONOMIA E LEGGENDA

La pasta ripiena ha una lunga storia nella gastronomia italiana. La sfoglia diventa un involucro capace di racchiudere ingredienti diversi, valorizzarne i sapori e trasformarli in preparazioni individuali.

Gli studi sulla storia dell'alimentazione, tra cui quelli dello storico Massimo Montanari, aiutano a ricostruire l'evoluzione delle tecniche di lavorazione della pasta e il loro ruolo nella cucina medievale e successiva.

Accanto alla storia documentata sopravvivono racconti popolari e leggende. Una delle più note collega la forma del tortellino all'ombelico di Venere. Secondo la tradizione, un oste avrebbe ospitato la dea nella propria locanda e, spiandola dal buco della serratura, sarebbe rimasto colpito dalla bellezza del suo ombelico. Tornato in cucina, avrebbe cercato di riprodurne la forma piegando un quadrato di pasta attorno al ripieno.

Una leggenda suggestiva che appartiene all'immaginario della gastronomia italiana e accompagna la storia di uno dei formati di pasta ripiena più conosciuti.

LA RICETTA: TORTELLONE TRICOLORE DELLA SABINA CON CREMA DI CARCIOFI IGP E OLIO ALLA MAGGIORANA

INGREDIENTI

300 g di farina 00 (divisa in 3 parti da100 g)

 3 uova grandi;

10 g di polvere o concentrato di pomodoro (per la pasta rossa)

10 g di polvere di basilico o spinaci (per la pasta verde)

50 g di funghi misti essiccati

50 g di olive taggiasche della Sabina

100 g di polpa di pomodoro

1 vasetto di crema di carciofi romaneschi

1 spicchio d'aglio piccolo

Olio EVO della Sabina DOP

Sale e pepe q.b.

30 g di Pecorino Romano DOP grattugiato finemente

Maggiorana fresca o essiccata.

PROCEDIMENTO

            In un piccolo pentolino a fuoco bassissimo, scalda (massimo 90°) mezzo bicchiere di Olio EVO con i rametti di maggiorana per 5 minuti. Spegni e lascia in infusione. Prepara tre panetti separati ognuno composto da 100g di farina e un uovo. Aggiungi la polvere di pomodoro al panetto destinato alla sfoglia rossa e la polvere di basilico a quella verde. Impasta fino a ottenere panetti lisci, copri con pellicola e lascia riposare 30 minuti. Trita finemente i funghi e le olive. In una piccola padella, scalda l'olio con lo spicchio d'aglio, aggiungi i funghi e fai rosolare. Unisci il pomodoro e le olive, salando e pepando a piacere. Fai restringere il composto finché non risulta ben asciutto e denso. Rimuovi l'aglio e lascia raffreddare completamente. Scalda da crema di carciofi fino a ottenere una crema fluida e omogenea. Stendi le tre sfoglie e tagliale a strisce, sovrapponile spennellando i bordi con pochissima acqua per farle aderire, poi ripassale al matterello o nella macchinetta per compattarle in un'unica sfoglia a righe; la larghezza finale della sfoglia tricolore deve essere di poco superiore ai 10 cm. 










Con un taglia pasta o un bicchiere  ricava dalla sfoglia dei cerchi di circa 10 cm. Disponi al centro un cucchiaio generoso di ripieno, chiudi sigillando bene i bordi (facendo uscire l'aria) e congiungi le due estremità per formare il tortellone. Cuoci in abbondante acqua salata per circa 3-4 minuti. Versa sul fondo dei piatti uno specchio caldo di crema di carciofi. Adagia delicatamente i tortelloni tricolore ben scolati sulla crema. Spolvera con il Pecorino DOP e completa con un giro di Olio EVO della Sabina DOP e usa la maggiorana e qualche fogliolina fresca per decorare.

GLI ALTRI APPUNTAMENTI DEL PROGETTO

Il calendario degli incontri dedicati alla cucina della Tuscia e del Reatino prosegue a novembre con altri due appuntamenti:

- 5 novembre, alle 18.30: Spaghetti alla fanfarra.

- 10 novembre, alle 18.30: Ravioli aperti a “fezze” con ristretto di pecorino e polvere di guanciale.

Le dirette sono accessibili su Zoom e sulle pagine Facebook della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e dell’azienda speciale Centro Italia, con ulteriori rilanci sugli altri canali social camerali.

Il progetto dimostra come la divulgazione digitale possa diventare uno strumento per trasmettere tecniche di cucina, valorizzare le produzioni locali e avvicinare il pubblico alla cultura gastronomica. Un modo per mantenere vive le ricette della tradizione e raccontare, attraverso il cibo, l’identità del territorio.


giovedì 22 ottobre 2026

TUSCIA E SABINA PROTAGONISTE A TAVOLA: QUATTRO SHOWCOOKING PER RACCONTARE I SAPORI DELL’ALTO LAZIO

Dalle nocciole della Tuscia ai carciofi della Sabina, un viaggio tra tradizione e creatività per valorizzare le eccellenze enogastronomiche delle province di Viterbo e Rieti. Quattro appuntamenti online con chef, giornalisti e food blogger, nel segno dei marchi collettivi Tuscia Viterbese e REA Qualità Reatina.

Le eccellenze enogastronomiche della Tuscia e del Reatino arrivano sul web con un ciclo di quattro showcooking virtuali dedicati ai prodotti tipici, alle ricette della tradizione e alle interpretazioni creative della cucina locale. L’iniziativa, promossa dall’Azienda speciale Centro Italia nell’ambito del progetto “Turismo e Cultura” della Camera di Commercio diRieti-Viterbo, con il contributo della Regione Lazio, punta a raccontare il patrimonio agroalimentare dell’Alto Lazio attraverso i suoi sapori, i luoghi di produzione e le persone che ne custodiscono le tradizioni.

Il progetto coinvolge giornalisti e food blogger provenienti da tutta Italia, chiamati a mettersi alla prova ai fornelli sotto la guida di chef del territorio. Le preparazioni prendono forma nelle cucine di ristoranti delle province di Viterbo e Rieti che hanno aderito al bando dell’Azienda speciale Centro Italia, mettendo a disposizione i propri spazi e le competenze dei loro professionisti.

Al centro degli appuntamenti ci sono le materie prime locali, con particolare attenzione ai prodotti contraddistinti dai marchi collettivi Tuscia Viterbese e REA Qualità Reatina, strumenti di valorizzazione delle produzioni agroalimentari e dell’identità dei territori.

QUATTRO SHOWCOOKING TRA TUSCIA E SABINA

Il calendario propone quattro ricette che attraversano sapori e tradizioni dell’Alto Lazio, alternando specialità dolci, primi piatti legati alla cucina locale e interpretazioni più creative.

Il ciclo si è aperto martedì 20 ottobre a Caprarola, in provincia di Viterbo, con le “Meringhe alla nocciola della Tuscia”. A guidare la preparazione è stata la chef Mara Fontana, nelle cucine del ristorante La Bella Venere, con un dolce che valorizza uno degli ingredienti più rappresentativi del territorio viterbese. (per la ricetta copia e incolla il link:  https://www.facebook.com/photo?fbid=28405237195845957&set=a.318853828244337)

Il secondo appuntamento è in programma martedì 27 ottobre alle 18, a Rieti, dove lo chef Patrizio Paolucci, del ristorante Al Coccio Village, proporrà il “Tortellone tricolore della Sabina con crema di carciofi IGP e olio aromatizzato alla maggiorana”. Una ricetta che mette in dialogo ingredienti del territorio e ricerca gastronomica, esaltando i sapori della tradizione reatina.

Il viaggio proseguirà giovedì 5 novembre alle 18.30 a San Martino al Cimino, nel Viterbese. Dalle cucine della trattoria pizzeria enocacioteca Il Moderno, lo chef Maurizio Grani preparerà gli “Spaghetti alla fanfarra”, piatto legato alla tradizione locale e protagonista di un nuovo incontro dedicato alla cultura gastronomica della Tuscia.

A chiudere il ciclo sarà martedì 10 novembre alle 18.30, a Rieti, con i “Ravioli aperti a fezze con ristretto di pecorino e polvere di guanciale”. La preparazione sarà affidata allo chef Edoardo Isnenghi del ristorante Le Tre Porte – Cibo-turismo-cultura, per un appuntamento che riunisce ingredienti storici del territorio e creatività in cucina.

RICETTE, PRODOTTI TIPICI E PROMOZIONE DEL TERRITORIO

Gli showcooking non sono soltanto un’occasione per scoprire nuove ricette o riscoprire piatti tradizionali. L’obiettivo è raccontare un patrimonio che va oltre la tavola e comprende paesaggi, aziende agricole, produzioni locali e saperi tramandati nel tempo.

Attraverso il coinvolgimento di giornalisti e food blogger, l’iniziativa mira a dare visibilità alle specialità della Tuscia e della Sabina, raggiungendo un pubblico più ampio grazie alla diffusione digitale. La cucina diventa così uno strumento per promuovere il turismo enogastronomico e rafforzare il legame tra prodotti, cultura e identità locale.

La formula è pensata anche per coinvolgere direttamente gli spettatori: seguendo le indicazioni degli chef, il pubblico può assistere alla preparazione dei piatti e cimentarsi a sua volta ai fornelli, trasformando la diretta in un’esperienza partecipativa.

COME SEGUIRE GLI SHOWCOOKING IN DIRETTA

Tutti gli appuntamenti sono trasmessi gratuitamente sulle pagine Facebook ufficiali della Camera di Commercio di Rieti-Viterbo e dell’Azienda speciale Centro Italia.

Dalle nocciole della Tuscia ai carciofi della Sabina, passando per la pasta fatta secondo la tradizione e le rivisitazioni degli chef, il ciclo di showcooking offre un itinerario gastronomico tra le province di Viterbo e Rieti. Un modo per raccontare l’Alto Lazio attraverso le sue produzioni più rappresentative e far conoscere, anche attraverso i social, la ricchezza di territori in cui cucina, cultura e turismo si incontrano.

lunedì 19 ottobre 2026

VINIAMO D’AUTUNNO 2026 A ROMA: OLTRE 400 ETICHETTE IN DEGUSTAZIONE






DOMENICA 25 OTTOBRE, ALL’HOTEL CRISTOFORO COLOMBO ALL’EUR, TORNA VINIAMO D’AUTUNNO: OLTRE 80 ESPOSITORI, PIÙ DI 400 ETICHETTE, MASTERCLASS E UNA TAVOLA ROTONDA DEDICATA AL PROGETTO DOM9.

Roma si prepara a una giornata dedicata alle piccole grandi eccellenze vitivinicole. Domenica 25 ottobre 2026, dalle 12:00 alle 20:00, l’Hotel Cristoforo Colombo ospiterà la terza edizione autunnale di ViniAmo d’Autunno, l’evento ideato da Stefano Minelli, fondatore di Stefano Minelli Wine Events.

La manifestazione riunirà appassionati e operatori del settore HORECA in un percorso di degustazione dedicato alle produzioni artigianali e di nicchia, con l’opportunità di incontrare direttamente i vignaioli e conoscere le storie che si celano dietro ogni bottiglia.

OLTRE 80 ESPOSITORI E PIÙ DI 400 VINI DA SCOPRIRE

Saranno oltre 80 gli espositori selezionati e più di 400 le etichette in degustazione libera. Un’occasione per esplorare territori, vitigni e stili differenti, dando spazio a produttori che fanno della qualità e dell’identità territoriale i tratti distintivi del proprio lavoro.

«Sono davvero orgoglioso di come, edizione dopo edizione, la nostra selezione di qualità continui a crescere», dichiara Stefano Minelli, direttore della manifestazione, sottolineando il valore delle aziende artigianali e la possibilità per i visitatori di ascoltare direttamente le storie dei produttori.

Accanto alle cantine saranno presenti espositori gastronomici con pizza, patate ripiene, oli extravergine d’oliva, confetture, miele e creme spalmabili. Non mancheranno gli snack offerti dallo sponsor tecnico Pan de Roma.

PROGETTO DOM9: IL DIALOGO TRA ISTITUZIONI E TERRITORIO

Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la tavola rotonda sul progetto Dom9, in programma alle ore 12:00 in collaborazione con il IX Municipio di Roma Capitale ed EUR District.

L’incontro approfondirà obiettivi, risultati e prospettive del progetto, con gli interventi del vicepresidente Augusto Gregori, in rappresentanza delle istituzioni, e di Francesca Barberini, per le aziende aderenti a Dom9.

Un momento di confronto che punta a rafforzare le collaborazioni locali e a valorizzare le opportunità di sviluppo del territorio, anche nel comparto enogastronomico.

LE MASTERCLASS DI VINIAMO D’AUTUNNO

Il programma propone due appuntamenti dedicati agli appassionati che desiderano approfondire la degustazione:

Ore 14:30 – “Bolle al buio”: degustazione alla cieca dedicata alle bollicine.

Ore 17:00 – “Quattro bianchi e quattro rossi”: un percorso tra vitigni, territori e differenti interpretazioni enologiche.

CONTEST WINELOVERS: IN PALIO INGRESSI OMAGGIO

La community degli appassionati potrà partecipare anche al contest social realizzato con Vinellonesto, che mette in palio ingressi omaggio alla manifestazione.

Per partecipare è necessario seguire la pagina ufficiale dell’evento e taggare due amici nei commenti al post dedicato. Per modalità, scadenze e condizioni, è consigliabile consultare il post ufficiale del contest.

INFO

L’appuntamento è per domenica 25 ottobre 2026, dalle 12:00 alle 20:00, presso l’Hotel Cristoforo Colombo, in Via Cristoforo Colombo 710, Roma EUR.

Biglietto intero: 25 euro.

Biglietto ridotto: 20 euro per sommelier con tessera valida, studenti universitari con badge e gruppi o associazioni di almeno sei persone.

Ultimo ingresso: ore 19:00.

Parcheggio: gratuito presso la struttura.

Navetta gratuita: da e per Metro EUR Fermi, prenotabile via WhatsApp al 338 3046072.

Il bicchiere e la tasca portabicchiere prevedono una cauzione di 5 euro, restituita all’uscita secondo le modalità dell’organizzazione.  

Gli accrediti per operatori HORECA e stampa sono gratuiti previa registrazione e conferma. Per le masterclass sono disponibili biglietti dedicati, con condizioni e tariffe consultabili sui canali ufficiali.

PER ULTERIORI INFO:

Web: https://viniamoroma.it/ 

 Elenco Espositori: https://viniamoroma.it/stand/

Ufficio stampa: RomaWineExperience

Comunicazione: Galeoto.it


sabato 10 ottobre 2026

DERTHONA ON TOUR, IL TIMORASSO ARRIVA A ROMA: UNA GIORNATA DEDICATA AL GRANDE BIANCO DEI COLLI TORTONESI




Lunedì 12 ottobre, a Trastevere, il vino piemontese sarà protagonista di un appuntamento dedicato alla stampa e agli operatori del settore. Al centro, l’annata 2024 e il lavoro di 14 produttori delle Terre Derthona.

Roma si prepara ad accogliere uno dei vini bianchi più rappresentativi del Piemonte. Lunedì 12 ottobre, negli spazi del WEGIL, a Trastevere, torna Derthona on Tour, l’iniziativa promossa dal Consorzio di Tutela Vini Colli Tortonesi per raccontare il Timorasso e il territorio da cui nasce. Una giornata pensata per mettere in dialogo produttori, giornalisti e professionisti del vino, attraverso la degustazione e il confronto diretto.

Il protagonista è il Derthona Timorasso DOC Colli Tortonesi, un bianco che negli ultimi anni ha conquistato crescente attenzione grazie alla sua personalità, alla struttura e alla capacità di evolvere nel tempo. Un vino che racconta una terra, il lavoro dei vignaioli e una storia di recupero viticolo diventata uno dei casi più interessanti dell’enologia piemontese contemporanea.

DALLE RADICI ANTICHE ALLA RINASCITA DEL TIMORASSO

Dopo un lungo periodo di oblio, dagli anni Ottanta il Timorasso è stato riscoperto grazie all’impegno di alcuni vignaioli, tra cui Walter Massa, diventando uno dei simboli della viticoltura tortonese. Vitigno antico, documentato già nell’Ottocento e diffuso tra Piemonte e Liguria, ha conosciuto una crescita significativa, passando da circa tre ettari nel 2000 a oltre 150 negli anni successivi.

Da questa rinascita nasce il nome Derthona, che identifica il vino con il suo territorio d’origine, valorizzandone la storia, l’identità e le caratteristiche uniche. Più di un nome, Derthona è oggi un progetto di tutela e promozione delle Terre Tortonesi, nel quale il legame tra vitigno, paesaggio e tradizione diventa parte essenziale del vino.

Oggi il Derthona è apprezzato per la sua complessità aromatica, la freschezza, la sapidità e una struttura che gli permette di affrontare con eleganza anche un lungo affinamento in bottiglia. Caratteristiche che lo rendono un vino capace di raccontare il territorio senza rinunciare a una forte identità.

IL 12 OTTOBRE, ROMA DIVENTA UNA VETRINA PER LE TERRE DERTHONA

La tappa romana di Derthona on Tour si svolgerà al WEGIL, in Largo Ascianghi 5, dalle 11 alle 19. Il programma si aprirà con una degustazione e una conversazione dedicata all’annata 2024, condotta dal giornalista, scrittore e docente universitario Fabio Turchetti.

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 19, spazio ai banchi d’assaggio, con la partecipazione di 14 produttori delle Terre Derthona. Un’occasione per conoscere da vicino diverse interpretazioni del Timorasso, confrontare stili e annate e approfondire il rapporto tra vino, suolo e lavoro in vigna.

A completare il percorso di degustazione ci sarà anche un momento dedicato alle specialità gastronomiche locali, con formaggio Montebore e Salame Nobile del Giarolo: prodotti che, insieme al vino, raccontano la ricchezza e le tradizioni delle colline tortonesi.

L’appuntamento è riservato ai professionisti del settore, tra cui stampa, distributori e operatori della ristorazione e dell’ospitalità.

UN TERRITORIO CHE SI RACCONTA ATTRAVERSO IL VINO

Portare il Derthona a Roma significa molto più che presentare una selezione di etichette. Significa dare voce a un territorio che ha saputo recuperare una varietà storica e trasformarla in un elemento riconoscibile della propria identità.

Con la tappa romana del 12 ottobre, le Terre Derthona tornano così a raccontarsi fuori dai propri confini, affidando al calice il compito di far conoscere le colline tortonesi e il loro patrimonio. Un viaggio che parte dal Piemonte, passa per la memoria di un nome antico e guarda al futuro di un vino che ha ancora molto da raccontare.


Info

Derthona on Tour
12 ottobre 2026
spazio culturale WEGIL, largo Ascianghi 5, Roma
dalle ore 11:30 alle ore 13:00 (conferenza); dalle ore 14:00 alle ore 19:00 (degustazione)
 https://collitortonesi.com

sabato 3 ottobre 2026

LAZIO IN CALICE: UN VIAGGIO NEL VINO LAZIALE ATTRAVERSO LE SUE PRODUTTRICI


Domenica 11 ottobre, dalle 15.30 alle 21.00, Le Formiche Lab ospita la prima edizione di “Lazio in Calice”, manifestazione dedicata alla cultura del vino, alla valorizzazione dei territori e alle storie che si celano dietro ogni bottiglia.

A organizzare l’evento è l’associazione Futuro Aperto, con un appuntamento pensato per mettere al centro il vino del Lazio e, in particolare, il lavoro e la voce delle produttrici delle Donne del Vino Lazio.

Un evento nato dalle donne e rivolto a tutti: appassionati, curiosi, operatori del settore e professionisti potranno incontrare direttamente le produttrici, degustare le loro etichette e conoscere più da vicino i territori, le tradizioni e le scelte che caratterizzano la produzione vitivinicola regionale.

IL VINO DEL LAZIO RACCONTATO DALLE PRODUTTRICI

Il cuore di Lazio in Calice saranno i banchi d’assaggio, dove saranno protagoniste le etichette delle produttrici presenti alla manifestazione.

Non una semplice degustazione, quindi, ma un'occasione per ascoltare il racconto di chi il vino lo produce: dalle caratteristiche dei diversi territori alle varietà utilizzate, dalle tecniche di vinificazione alle storie personali e professionali che accompagnano ogni cantina.

LAZIO IN CALICE ALLE FORMICHE LAB

La manifestazione si svolgerà presso Le Formiche Lab, in via Vitorchiano 42, uno spazio originale ricavato da ex capannoni industriali ristrutturati da un artista.

Un ambiente dal carattere informale e creativo, nel quale divani vintage e spazi dedicati all’accoglienza si alterneranno ai banchi di degustazione, creando una cornice particolare per un pomeriggio dedicato al vino e alla convivialità.

La location dispone inoltre di parcheggio gratuito, un elemento che rende più semplice raggiungere l’evento anche in automobile.

LA MASTERCLASS “LAZIO E UMBRIA, DUE TERRE E UN CONFINE”

Tra gli appuntamenti principali della giornata ci sarà la masterclass “Lazio e Umbria, due terre e un confine”, in programma alle 16.00.

Il percorso di degustazione metterà a confronto alcune etichette del Lazio con vini provenienti dall’Umbria, due territori vicini geograficamente ma caratterizzati da identità, tradizioni e interpretazioni enologiche differenti.

Un confronto pensato per approfondire il rapporto tra vino, territorio e cultura e per scoprire, attraverso il calice, analogie e differenze tra due realtà vitivinicole che condividono un confine ma custodiscono patrimoni enologici distinti.

IL PROGRAMMA DI LAZIO IN CALICE

15.30 – Apertura dei banchi d’assaggio

16.00 – Masterclass “Lazio e Umbria, due terre e un confine”

21.00 – Chiusura dei banchi d’assaggio

INFO

Lazio in Calice 2026

Domenica 11 ottobre dalle 15.30 alle 21.00

Le Formiche Lab – Via Vitorchiano 42

Costo ingresso: € 15 euro, comprende assaggi, calice e sacca porta calice.

DDV tesserate ingresso gratuito + 20 amici a 5 euro

Stampa ingresso gratuito mandando mail a futuroaperto.it@gmail.com

Operatori di settore ingresso 5 euro mandando mail con Partita Iva a futuroaperto.it@gmail.com

Sommelier con tessera in corso dell’anno valida ingresso 5 euro

 Info e prenotazioni

futuroaperto.it@gmail.com

Il progetto, promosso da Roma Capitale è vincitore dell'Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

venerdì 25 settembre 2026

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: “BENE IL DECRETO MASAF, ORA REGOLE CHIARE PER COINVOLGERE ANCHE LE ASSOCIAZIONI CHE RAPPRESENTANO LE CANTINE”



Il Movimento Turismo del Vino accoglie positivamente le nuove risorse per la promozione del turismo enologico, ma chiede regole chiare per l'accesso ai contributi, formazione degli operatori e una maggiore raccolta di dati sul settore.

Il nuovo decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) dedica nuove risorse alla promozione dell'enoturismo italiano. Una misura che il Movimento Turismo del Vino considera un riconoscimento del ruolo sempre più importante che il turismo del vino riveste per le cantine e per i territori vitivinicoli.

A commentare il provvedimento è la presidente del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini, che sottolinea però la necessità di definire con chiarezza le modalità di accesso alle nuove opportunità.

CONTRIBUTI FINO AL 50% PER PROMUOVERE IL TURISMO DEL VINO

A partire dalla campagna 2026/2027, il decreto prevede contributi fino al 50% dei costi ammissibili per attività legate alla promozione del turismo enologico.

Tra gli interventi finanziabili rientrano iniziative promozionali, visite a cantine e vigneti, eventi, fiere ed esposizioni. Per la prima campagna, il termine per presentare le domande è fissato al 15 dicembre 2026.

Un ruolo importante sarà affidato alle Regioni, chiamate a definire concretamente l'applicazione della misura nei diversi territori.

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: SERVONO REGOLE CHIARE PER LE ASSOCIAZIONI

Uno dei punti su cui il Movimento Turismo del Vino chiede maggiore chiarezza riguarda i soggetti che potranno accedere ai finanziamenti.

Il decreto include infatti tra i possibili beneficiari anche le “organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola”. Una previsione che, secondo MTV, potrebbe coinvolgere anche le associazioni che rappresentano le cantine e che da anni lavorano sulla promozione dell'accoglienza enoturistica.

Il Movimento Turismo del Vino riunisce oltre 700 cantine italiane e opera da più di trent'anni nella promozione dei luoghi di produzione, dei territori e della cultura del vino.

L'avvocato Marco Giuri, esperto di diritto vitivinicolo, evidenzia che la previsione contenuta nel decreto è significativa, ma che l'accesso non può essere considerato automatico: saranno fondamentali i chiarimenti di AGEA e delle Regioni sui requisiti e sulle modalità di applicazione.

PIÙ DATI PER CONOSCERE DAVVERO L'ENOTURISMO

Un altro aspetto considerato strategico riguarda la raccolta dei dati.

Il decreto prevede strumenti digitali, attraverso il SIAN e secondo le modalità stabilite dal provvedimento, per registrare eventi, georeferenziare i vigneti visitabili, raccogliere informazioni statistiche e sostenere la promozione dei territori.

Per il Movimento Turismo del Vino si tratta di un'opportunità importante. Avere dati più strutturati significa infatti conoscere meglio i visitatori, capire come si muovono nei territori e quali esperienze cercano, creando così basi più solide per le future politiche di promozione dell'enoturismo.

LA FORMAZIONE RESTA UNA PRIORITÀ

Accanto alle risorse economiche e agli strumenti digitali, il Movimento Turismo del Vino richiama l'attenzione sulla formazione degli operatori della wine hospitality.

L'accoglienza in cantina è ormai parte integrante dell'esperienza turistica e richiede competenze specifiche. Per questo MTV propone di inserire, nelle successive disposizioni applicative, anche attività di formazione e aggiornamento professionale dedicate agli operatori.

L'obiettivo è accompagnare la crescita dell'enoturismo con una maggiore qualità dell'accoglienza e con professionalità sempre più preparate.

ENOTURISMO, UNA RISORSA PER CANTINE E TERRITORI

Il nuovo decreto rappresenta quindi un passo importante, ma la sua efficacia dipenderà anche da come le misure saranno applicate concretamente.

Per il Movimento Turismo del Vino, la sfida è fare in modo che le nuove risorse contribuiscano a costruire progetti capaci di mettere in rete cantine, produzioni, paesaggio e territori, rafforzando il ruolo dell'Italia come destinazione internazionale per il turismo del vino.

Una prospettiva che si inserisce nella storia del Movimento, nato nel 1993 e oggi impegnato nella promozione della cultura del vino attraverso l'esperienza diretta nei luoghi di produzione, anche con iniziative come Cantine Aperte e Calici di Stelle.

Il prossimo passaggio sarà dunque quello di tradurre le risorse previste dal decreto in strumenti concreti, con regole accessibili, competenze adeguate e una conoscenza più precisa di un settore che lega sempre più strettamente vino, turismo e valorizzazione dei territori.