lunedì 27 giugno 2022

SOGNANDO LA CATALOGNA: ALLA SCOPERTA DI GASTRONOMIA, TERRITORI E VINO “CATALUNYA, ON EL MENJAR ÉS CULTURA”

 

CATALOGNA DOVE MANGIARE È CULTURA

Potrei dire “e quattro”, è la quarta volta che vado in Catalogna, perché l’evento che si è svolto all’Orto Botanico di Roma è stato una fantastica immersione nella cultura catalana. Complice la splendida cornice verde, l’insolita calura per il mese di maggio e gli ottimi vini, ho immaginato di esservi tornata, virtualmente. 

Si fa presto a dire Catalogna, in realtà i miei “precedenti” viaggi riguardavano piuttosto Barcellona, città cosmopolita, multietnica e multiculturale, un mix di Europa e Africa ne La Rambla, e di comunità islamiche appena te ne allontani. Una città che puoi scoprire seguendo il genio di Gaudì o di un giovane Picasso; lasciandoti guidare dall’amore per la musica e l’arte in una delle più belle sale da concerto al mondo, il Palau de la Música; avventurandoti per le strette stradine del Barrio Gòtico e scoprendo maestose chiese o incappando in artisti di strada; passeggiando a piedi fermandoti a gustare tapas  accompagnate da vino, cava o vermouth.

Ma il racconto di Marco Cum sulle cantine catalane ha fatto riemergere anche un ricordo latente: la visita in un’azienda in un piccolo villaggio del Penedès, con le cantine a dodici metri di profondità dove ho scoperto lo Xarel-lo e la cava, l'avevo dimenticato.  Una piccola anticipazione  o un  segnale per approfondire la conoscenza della Catalogna, dove natura, cultura e buon cibo convivono.

L’evento fa parte della manifestazione organizzata dalla Delegazione del Governo della Catalogna in Italia “Catalunya, on el menjar és cultura”, Catalogna, dove mangiare è cultura, che prevedeva una serie di attività di promozione della cultura e dell'enogastronomia catalana.  L'identità di questa importante regione della penisola iberica è stata presentata a Roma con un evento unico, il primo di così grande livello dedicato a questa realtà. La Catalogna si è presentata tra profumi, sapori, letture e suoni, per realizzare un vero incontro di culture: quella catalana, che si presenta per la prima volta in modo così completo a Roma, e quella italiana, che l’accoglie.

Hanno collaborato ad organizzarlo  l'Institut Ramon Llull, l’organismo che ha lo scopo di promuovere la cultura catalana a livello internazionale, e Prodeca, azienda pubblica del Governo della Catalogna che promuove il settore agroalimentare catalano.

La cultura enogastronomica catalana e i prodotti enogastronomici della Catalogna, ben distinti da quelli in generale spagnoli, non sono abbastanza conosciuti e valorizzati in Italia ma, al contempo, destano molta curiosità ed interesse per l'alta qualità.

La manifestazione è stata inaugurata da un primo incontro, riservato ai più piccoli in età scolare, con la scrittrice Núria Parera e con un laboratorio grafico, presso la libreria Ottimomassimo, in via Luciano Manara, 16/17.

Luca Bellizzi, Delegato del Governo della Catalogna in Italia, presente insieme al suo staff, ha aperto l’evento riservato a cariche istituzionali, operatori del settore, stampa e Horeca, nella meravigliosa cornice dell'ORTO BOTANICO DI ROMA.

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DI “CATALUNYA, ON EL MENJAR ÉS CULTURA”:

https://www.youtube.com/watch?v=gBqxcEw-vAo

 

In questo viaggio virtuale Marco Cum, founder e titolare di RISERVA GRANDE ACADEMY, che da oltre dieci anni promuove la cultura del vino attraverso corsi amatoriali e professionali, ci ha guidato nella degustazione dei vini. Giovanna Perracchia,  ci ha raccontato la grande cultura gastronomica catalana che, dopo quasi 30 anni a Barcellona, è diventata parte integrante della sua vita. Ha arricchito il suo racconto descrivendo territori, tradizioni, costumi, luoghi e storia di questa regione del nord-est della Spagna, che si estende dai Pirenei al Mediterraneo e che vanta 50 ristoranti stellati, due Denominación de Origen Calificada, corrispondente alla nostra DOCG,  Priorat e  Rioja;  dodici zone DO, Denominación de Origen.


Abbiamo scoperto sei zone DO degustando sei vini catalani, 3 bianchi e 3 rossi, prodotti in purezza da vitigni autoctoni del territorio, in abbinamento ad alcuni prodotti gastronomici tipici.


 

DO Pla de Bages BERNAT blanc de Picapoll 2020 Oller del Mas (50% Picapoll blanc e 50% Picapoll negre)

Tra le più piccole DO, si estende per circa 500 ettari su terreni alluvionali argillosi, sabbiosi e calcarei ad un'altitudine di 200-500 metri sul livello del mare. Vegano e biologico, il Bernat fermenta in botti di rovere e acacia francese; giallo paglierino con riflessi dorati tendenti al verde; aromi di frutto della passione, pesca, pera e limone con note di crema inglese; in bocca torna il frutto della passione, bella acidità e freschezza.

Giovanna Perracchia consiglia di accompagnarlo all’"arroz caldoso", un riso brodoso condito nell'entroterra con carne e verdure o con pesce sulla costa. Viene preparato con il “sofregit “, un soffritto di aglio, cipolla e pomodoro, cotto a lungo. È una delle quattro salse base della cucina catalana insieme ad "aioli, picada e romesco”.

A Bages si eleva  Montserrat  con i suoi pinnacoli rocciosi, montagna  sacra per i catalani, su cui è stata edificata la Basilica di Montserrat che ospita la Moreneta”, la Madonna nera. 

Capoluogo della comarca di Bages è Manresa, sede della Basilica di Santa Maria de la Seu, nota per la grotta di Sant'Ignazio di Loyola che, si dice, vi abbia pregato e meditato per un anno.

 

DO Penedès  EL  FANIO 2020 Albet i Noya (Xarel•lo)

Il Penedès, situato fra le province di Barcellona e Tarragona si divide in tre comarche: Penedès Superior, vicino alle montagne, Penedès Inferior, che si estende su un'area situata lungo la costa e Penedès Medio, situato nelle pianure a Sud-Est. I vitigni autoctoni sono Xarel-lo, Macabeu e Parellada;  lo Xarel-lo è la varietà più coltivata, con un'area di produzione di 7.000 ettari. Ottima ventilazione e terreni calcarei ricchi di fossili, a cui si aggiungono una buona presenza di argilla e sabbie.

El Fanio, biologico e vegano, è vinificato in purezza con lieviti indigeni e viene dal vigneto più alto e più vecchio, 80 anni, ad alberello sulla Muntanyes d’Ordal; affina per otto mesi in uova di cemento e botti d’acacia. Naso nota vanigliata, legno ben gestito, agrumi e note di frutta fresca; in bocca torna la nota vanigliata. buona beva e bella acidità.

Vigne e cantine si trovano  tra borghi, masie e nuclei di origine medievale; la zona è anche famosa per la produzione di un'altra eccellenza: il cava. un vino spumante naturale.

Giovanna ci racconta dei castellers, espressione della cultura catalana, dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell'umanità. I castellers costruiscono torri umane che culminano con un bambino che, alzando il braccio, attesta che la struttura è stata correttamente completata.

Passa poi a raccontarci dei calçots,  cipollotti dal sapore dolce che  vengono mangiati senza posate, con grossi bavagli, intingendoli nel ”romesco”, salsa a base di pomodoro, nocciole, pane. Sono il cuore di un evento conviviale adorato da tutti i catalani: le calçotadas, veri e propri momenti di aggregazione culturale grazie al cibo.

Conclude parlandoci dei formaggi da abbinare al vino: il Serrat, uno dei formaggi più antichi, prodotto principalmente per conservare il latte e destinato al consumo familiare o venduto nei mercati locali. E’ un formaggio molto grasso, con crosta marroncina e sapore intenso e burroso, matura da un minimo di due mesi ad un massimo di due anni. Il suo nome deriva dal fatto che la sua massa è “serrada”, ovvero compatta, consistente e senza occhiature. Abbiamo degustato il Serrat  Serra del Tormo. Il Garrotxa, formaggio di latte di capra invecchiato 2-3 mesi; ha una crosta piacevole e vellutata, la pasta cremosa, fresca, sapida con un retrogusto di frutta secca e sottobosco; marca Bauma; il Tupì, nasce dal riutilizzo di formaggi che vengono tritati  e fatti fermentare  con base alcolica per prolungarne la vita. Questo marca Ancosa è fatto con brandy, olio e pepe; il Maquia, fatto con latte di capra crudo, con la buccia fiorita e il sapore fresco del latte. Quello del caseificio La Segalla di Albiol (Campo El Baix) è prodotto con latte  di capre Payoya, una razza indigena andalusa.


DO Terra Alta ILERCAVÒNIA 2021 Altavins Viticultors (100% Garnatxa Blanca)

Sud della Catalogna e lunga storia vinicola. Zona montuosa con cime fino a 962 metri, ma le viti vengono coltivate in gran parte negli altipiani e nelle valli.  I terreni sono argillosi, con buon contenuto calcareo e basso contenuto organico, con un buon drenaggio.

Giallo dorato con riflessi verdognoli, aromi citrini, di ananas, mango, con note di mela e albicocca, nota cremosa sul finale. In bocca ha una nota salina quasi salmastra, lungo e persistente, il retronasale raccoglie aromi floreali e di menta fresca.

Giovanna Peracchia consiglia, in abbinamento a questo vino dall’acidità e freschezza così spiccata, il baccalà con Samfaina. Il baccalà è molto apprezzato e presente in tutti i mercati in tanti formati. La samfaina è una tipica ricetta catalana a base di verdure e aglio tagliati a pezzi e cotti per lungo tempo.

 



DO Conca de Barberà TREPAT 2019 Celler Carles Andreu (Trepat)

Sud della Catalogna. Protetta dalle montagne e con territorio in gran parte pianeggiante, le altitudini dei vigneti comprese tra i 250 e i 900 m. Terreno calcareo, povero di sostanza organica con alta percentuale di argilla, nella zona pedemontana è neutro e pietroso.  Il trepat è un vitigno autoctono di questa Do.

Affinato sei mesi in botti di rovere. Naso intenso con aromi di frutta a bacca rossa e di cannella; morbido al palato, di medio corpo, speziato e fruttato. Finale elegante e lungo.

Fruttato, fresco, di grande bevibilità può essere  abbinato a una zuppa di pesce come il suquet de peix, una zuppa consistente che veniva fatta dai pescatori con il pesce invenduto.  Al classico soffritto veniva aggiunto il brodo di pesce poi le  patate e infine la picada, alimento tipico della cucina catalana, la cui preparazione prevede frutta secca,  mandorle o nocciole, pane fritto, aglio, prezzemolo e brodo di pesce o acqua per diluire. Si aggiunge  a tantissimi piatti per dare consistenza e sapore.

Famosi i monasteri cirstercensi, uno dei più celebri è quello di Poblet, che è stato tra i primi a produrre vino. Secondo la tradizione, è qui che San Jordi sconfisse il drago. I catalani celebrano la ricorrenza di Sant Jordi, loro patrono,  il 23 aprile. È una delle più belle feste della Catalogna.  in cui la tradizione vuole che gli uomini ricevano un libro e le donne una rosa. Da vedere sono anche le “cattedrali del vino”, spesso progettate da famosi architetti, come Pere Domenech. Furono costruite  dai  contadini catalani riuniti in cooperative dopo che la fillossera  distrusse i vigneti.

 


DO Montsant FURVUS 2020 Vinyes Domènech  (95% Garnatxa e 5% Merlot)

A sud della provincia di Tarragona, geograficamente forma un ferro di cavallo intorno a Priorat. 1.900 ettari di vigneti la cui altezza media è di 450 mslm. Terreni calcarei su una base di granito e ardesia. I vini che uniscono vitigni tradizionali a quelli internazionali.

Il Furvus, biodinamico, affina 6 mesi in legno di rovere francese. Fresco e minerale al naso, con aromi di fiori di rosa, note fruttate, pepe rosa, acqua di rose, delicato ed elegante; frutti rossi combinati con note di frutti di bosco e cremoso al palato, con una bella consistenza; tannini presenti ma morbidi ed eleganti.

Abbiniamo i salumi, tradizionali in Catalogna, nel nostro caso prodotti da Salgot: la Llonganissa, una IGP  prodotta soprattutto a Vic, cittadina vicina a Barcellona e zona di lavorazione di gran parte dei salumi catalani; il Fuet, la Somalla e la Secallona che si differenziano per il grado di stagionatura. 


DO Empordà VD'O 1.15  Vinyes d'Olivardots (100% Samsó/Carinyena)

Situata all'estremità nord-orientale della Catalogna, delimitata a nord della zona montuosa dei Pirenei e, ad est, dal Mar Mediterraneo. Presenta una grande eterogeneità di terreni, per lo più di impasto sabbioso e poveri di sostanza organica, adatti alla produzione di vini di alta qualità. I vigneti si trovano dal livello del mare fino a un massimo di 260 m; clima con forti escursioni termiche influenzate dai venti di tramontana e dal xaloc che soffia da sudest.

Vino biodinamico, affinato per 16 mesi in barriques di rovere francese. Vino importante, ematico, con sentori di cuoio, humus, grafite  e cacao; corrispondenza gusto olfattiva ,In bocca elegante e complesso, con tannini rotondi e una buona acidità.

L’abbinamento consigliato da Giovanna è con il Fricandò,  piatto tipico molto amato dai catalani, a base di carne e funghi, dalla lunga cottura.



Dopo la degustazione dei vini abbiamo potuto assaggiare alcuni gustosi prodotti della gastronomia catalana. 


Oltre ai salumi e ai formaggi descritti sopra, le marmellate del Museu de la confitura che hanno accompagnat i formaggi. Il Pà amb Tomàquet, uno dei piatti catalani più tipici, preparato con il Pan de Pages Catalano IGP del forno Cal Mosso,vincitore del premio al miglior Pan de Pagés del 2021e condito  con Olio bio  Olirium della zona dell'Empordá, blend di due varietá di olive, arbequina e argudell, vincitore della medaglia d'oro NYIOOC nel 2020; le Olivada ecologica marca Mar Tret e  le Acciughe sotto sale Anxoves de L'Escala.

Per concludere frutta secca e dolci:  le Nocciole IGP marca L' Avellanerae le Noci marca Finca La Noguera; Mandorle coperte di cioccolata marca Bombons Blasi (una famiglia che da 5 generazioni, fin dal 1877 si  dedica all'elaborazione del cioccolato a Barcellona); il Torrone di Agramunt, marca Viçens,

I Carquinyolis marca Escafet, biscotti secchi, simili ai nostri tozzetti, tra i più conosciuti in Catalogna

Neules Les delicies de Sant Tirs, cialde arrotolate cialde arrotolate che risalgono al XIII secolo, sono da sempre il tipico dolce natalizio.

L’evento si è concluso con uno spettacolo di Rumba Catalana con I Muchacho Y Los Sobrinos, un gruppo composto da amici d'infanzia, compagni e fratelli di Barcellona. Non rientrano nei canoni dei concerti tradizionali ma presentano le proprie composizioni mentre rivisitano i classici della rumba catalana

È importante sottolineare che l’organizzazione, curata da Saula Giusto di Romawinexperience, visto anche il luogo di bellezza e ricchezza naturale del luogo, ha proposto una manifestazione nel massimo rispetto dell’ambiente in cui si è svolta: gli arredi, banchi d’assaggio compresi, e le stoviglie usati per la degustazione erano nella maggior parte ecologici, compostabili e a zero impatto ambientale.

Per concludere devo dire che la Catalogna è meravigliosa e  tutta da conoscere e non resta che pianificare un altro viaggio, questa volta non solo virtuale.


sabato 11 giugno 2022

A BEVIAMOCI SUD I SEMINARI ASSOVINI SICILIA SUI VINI DELL'ISOLA

 I SEMINARI ASSOVINI SICILIA A BEVIAMOCI SUD

 CON GABRIELE GORELLI, MASTER OF WINE E DANIELE CERNILLI

A maggio, si è svolta la seconda edizione di Beviamoci Sud, uno degli eventi enogastronomici più attesi della Capitale, un'occasione unica per poter degustare le eccellenze vinicole del Sud Italia. 

Vini che provengono da terre con suoli vulcanici, ricchi di fosforo, magnesio e potassio, da cui derivano prodotti minerali, dotati di freschezza, complessità e sapidità uniche.

Dal Lazio, che ospita l’evento, fino alla Sicilia, il Sud Italia è un’area ricchissima di vitigni autoctoni  come Nero d’Avola, Gaglioppo, Maglioppo, Cesanese, Greco Bianco, Primitivo, Aglianico, Nerello Mascalese, Cannonau, Malvasia Puntinata, Susumaniello, Bombino, Carricante, il Fiano, la Falanghina, solo per citarne alcuni.

Organizzato da Riserva Grande,  in collaborazione con Andrea Petrini e con Luciano Pignataro, Beviamoci Sud  era articolato in banchi di assaggio e seminari di grande interesse. Grande importanza è stata data proprio ai seminari con l’obiettivo di approfondire, tramite degustazioni orizzontali o verticali, le caratteristiche principali dei vari terroir e dei loro vitigni di elezione.

La novità di quest’anno è stata la partecipazione straordinaria di Gabriele Gorelli, Master of Wine, che, nella veste di Direttore Tecnico ha curato i due seminari Assovini Sicilia, in cui ha raccontato la complessità e varietà enoica dell’Isola, dai rossi dell’Est ai bianchi dell’Ovest, affiancato da un grande esperto di vino, Daniele Cernilli, Doctor Wine .

“Sono particolarmente contento di essere ambasciatore di quella che oggi è probabilmente la regione italiana che ha più possibilità e potenzialità di racconto, in quanto è così frammentata e, allo stesso tempo, è diventata sempre più contemporanea nei confronti dei mercati e soprattutto dei consumatori più giovani”, commenta Gabriele Gorelli, “Avere questa opportunità, per me, è particolarmente significativo”. 

“La Sicilia è portavoce di una realtà vitivinicola importante e unica”, commenta Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, “un contenitore di biodiversità, dai diversi terroir ai vitigni autoctoni. L’Isola si contraddistingue sempre di più per la sua offerta ampia, generosa e di qualità. Un mosaico estremamente affascinante e competitivo”.

Assovini Sicilia” è l’associazione di vitivinicoltori siciliani che riunisce oltre 91 aziende vitivinicole con l’obiettivo di promuovere il vino siciliano di qualità nel mondo.

Il primo Seminario Assovini Sicilia, "Il variegato universo dei bianchi nelle terre dell’Ovest siciliano" ha raccontato:

Grillo 2021, Masseria del Feudo

Grillo Mozia 2021, Tasca d’Almerita Fondazione Whitaker

Grillo  Lalùci 2021,  Baglio del Cristo di Campobello

Catarratto Midor 2021, Tenuta Ghorghi Tondi

Alcamo classico Vigna Casalj 2020, Tenuta Rapitalà, Camporeale (PA)

Il secondo Seminario Assovini Sicilia, a cui ho avuto il piacere di partecipare,"Cinque sfumature di rosso nella Sicilia orientale” ha raccontato:

Il Frappato Doc Vittoria 2021 Valle dell’Acate 

 (100% Frappato) 

areale di Vittoria , Contrada Bidini – Acate (Rg), Sicilia Orientale,   terra nera, abbastanza compatta con ciottoli bianchi a circa 100 metri slm; biologico; rosso rubino tenue e brillante,  sentori di frutti rossi, fresco, chiusura asciutta gradevole e persistente.

Etna Rosso  Contrada Villagrande 2017 Barone di Villagrande

(80% Nerello mascalese, 20% Nerello cappuccio - Nerello mantellato) 

contrada di Milo (CT) versante est dell’Etna, a 700 metri s.l.m, affacciato sulla costa di Taormina; terra scura, vulcanica, forte escursione termica fra il giorno e la notte; sentori delicatamente fruttati  e di bosco, note balsamiche, tannini bilanciati da una bella acidità.

Contrada Blandano Etna Rosso Riserva 2017 Terra Costantino 

 (90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio)

Contrada Blandano (CT), biologico, versante sud - est dell’Etna, 450-550 metri s.l.m., sabbie di matrice vulcanica; note fruttate e di sottobosco, sentori di erbe aromatiche e spezie, complesso ed elegante.

Piano dei Daini Etna Rosso 2019 Tenute Bosco 

(90% Nerello mascalese, 10% Nerello cappuccio) 

Solicchiata,in contrada Piano dei Daini, Castiglione di Sicilia (CT), Etna versante nord, 600 metri s.l.m, terreno vulcanico; biologico; rosso rubino luminoso, sentori  fruttati e floreali di rosa e viola, con note terrose che rimandano al sottobosco. Sapido, minerale e piacevolmente  fresco,  chiusura molto persistente.

Scalunera Etna Rosso 2019 Torre Mora 

(97% Nerello mascalese, 3% Nerello Cappuccio)

Etna, Contrada Dafara Galluzzo, Rovittello – Castiglione di Sicilia (CT), suolo vulcanico a 600/700 metri s.l.m, con una escursione termica notevole; biologico; intensi  aromi di frutti rossi e una lieve affumicatura; tannini eleganti, finale sapido in armonia con i tannini morbidi.

Cerasuolo di Vittoria aMarAnto Docg 2018 Tenuta Santo Spirito 

(50 % Frappato, 50% Nero d’Avola)

Vittoria (RG), terre caratterizzate da componenti sabbiose di natura calcarea e silice a 200 metri s.l.m; rosso ciliegia intenso, sentori di frutti a bacca rossa misti a note floreali che richiamano i petali di rosa; elegante, equilibrato e con una  buona persistenza.

Doppiozeta 2018 Noto Rosso Doc Zisola  

(100% Nero d’Avola)

Contrada Zisola, Noto (SR) Sicilia Sud-Orientale, la punta più estrema dell’isola; terreno di medio impasto, con prevalenza di calcare e buona presenza di scheletro, tra 100 e 130 metri s.l.m; viticoltura  biologica (in conversione); rosso intenso, aromi marcati di frutta e spezie, morbido, corposo ed elegante.

Saia 2019 Nero d’Avola Doc Feudo Maccari 

(100% Nero d’Avola) 

Contrada Maccari, vigne affacciate sullo Jonio e sull’oasi naturale di Vendìcari,  Noto (SR); terreni altamente calcarei; biologico; rosso rubino, aromi di frutta rossa matura e floreali di viola, con leggere note di spezie dolci e tabacco; intenso, elegante e di grande struttura, tannini eleganti.

In “Assovini Sicilia” convivono ed operano- indipendentemente dalle proprie dimensioni- piccole, medie e grandi aziende. Ciascuna, con il proprio profilo e storia imprenditoriale, contribuisce al raggiungimento di determinati obiettivi comuni e a rafforzare il brand “Assovini Sicilia”, inteso come piena espressione e unione di storia, territori, vitigni, terroir.

Qualche numero:

Il vigneto siciliano è il più grande di tutta l'Italia, ben 97000 ettari. Più grande del vigneto del Sudafrica e di dimensioni equivalenti al vigneto della Germania. 

È la più grande area vinicola biologica in Italia, 27000 ettari di vigneto biologico, il 30% della superficie italiana: più di tre volte di quello biologico del Veneto, il doppio di quello della Toscana e quasi il doppio di quello della Puglia. 

È la prima regione in Italia per superficie biologica con 37000 ettari e con 42000 ha di vigneti sostenibili.

Ha una abbondanza ampelografica con più di 70  varietà autoctone e un suolo estremamente diversificato.

Le aziende Assovini Sicilia che hanno partecipato a Beviamoci Sud sono Barone di Villagrande, Baglio del Cristo di Campobello, Cantine Nicosia, Donnafugata, Gorghi Tondi, Masseria del Feudo, Rapitalà, Tasca d’Almerita, Tenuta Santo Spirito, Terra Costantino, Tenute Bosco, Torre Mora, Valle dell’Acate, Zisola-Feudo Mazzei.