Siamo
in Tuscia, un territorio talmente importante per la civiltà etrusca, artefice
della diffusione della cultura del vino in Italia, da vedere nascere qui quattro
delle città-Stato della dodecapoli etrusca, Tarquinia, Vulci, Cerveteri e Veio.
Stiamo andando all’Azienda Muscari
Tomajoli. Lasciamo la provinciale, percorriamo un tratto di strada sterrata
e arriviamo all’azienda, alle spalle un bosco, davanti, in lontananza, il mare
e sullo sfondo l’Argentario: è una
luminosa e calda giornata di inizio luglio.
Siamo
vicino Tarquinia, 150 metri sul livello del mare, terreni calcareo-argillosi,
brezza che spira dal mare a sette km di distanza. Qui, nel 2007
Sergio Muscari Tomajoli, dopo
aver effettuato le analisi del suolo e del clima sui terreni appartenenti alla
famiglia dai primi anni del Novecento, con l’aiuto dell’enologo Gabriele Gadenz, decide di piantare i
vigneti di Montepulciano, Petit Verdot e Vermentino. Ora, a condurre l'azienda,
è il figlio Marco che ha saputo
circondarsi di persone motivate e appassionate come lui, dando coerente continuità al progetto del padre.
Marco
ha idee molto chiare e tanta determinazione e in pochi anni ha creato una
piccola grande realtà. Un ossimoro? Piccola, 2 ettari i terreni vitati, 50
quintali per ettaro la resa, 9000 le bottiglie prodotte, 4 le referenze; grande, costante e indiscussa la qualità. Marco
ci accoglie, insieme al suo amicofraterno e collaboratore Pietro. Marco ci
racconta la storia dell’azienda, Pietro ci accompagna prima in vigna e poi in
cantina. Nel nostro giro ci mostra un terreno, da poco ripulito, dove si
nascondeva un piccolissimo vigneto a piede franco con viti centenarie.
Marco in vigna ha scelto
la sostenibilità che prevede buone pratiche in favore
dell'ecosistema, per preservare la natura e proteggere la salute della terra.
Le viti sono allevate nel rispetto della naturalità della pianta e del suo
ciclo naturale. Agricoltura biologica, selezione estrema, rese basse, intorno
ai 50 q/ha, rispetto della vite, lavorazione manuale, bandito l’uso di diserbanti,
uso di sostanze ammesse nell'agricoltura
biologica (rame e zolfo, argille fine tipo zeolite, propoli).
In
cantina vinifica tutto in purezza, non vengono effettuate filtrazioni e
chiarifiche, l’uso della solforosa è ben al di sotto di quanto consentito dal biologico. I vini sono
prodotti utilizzando esclusivamente le uve coltivate nei due ettari di vigneti,
vinificate e imbottigliate nella cantina di proprietà. Il processo
produttivo dal vigneto alla bottiglia è seguito e controllato scrupolosamente
per ottenere la massima qualità possibile.
Fino al 2021 i vini prodotti erano tre, un
bianco, un rosso e un rosato. Il bianco, un vermentino corso in purezza, la cui
scelta, suggerita dall’enologo Gabriele Gadenz, è motivata dalla latitudine dei
vigneti, la stessa del centro sud della Corsica. Le uve per il bianco e il
rosato vengono raffreddate per una notte intera e il mattino successivo le uve
intere vanno alla pressatura, facendo la prima macerazione e poi un ciclo di
pressatura soffice; prima della fermentazione il mosto viene decantato a freddo
per 72 ore. Le bottiglie sono prodotte in quantità limitata ed interamente
numerate, le etichette splendide, essenziali, di grande impatto e legate al
territorio, sono opere d’arte firmate dall’artista Guido Sileoni, la cui ultima, splendida ed
emozionante mostra, "Alius Pulchritūdo-Antripofórme", un viaggio
nello studio e nell'opera dell'artista, si è tenuta a Palazzo Bruschi Falgari,
a Tarquinia. L'immagine femminile come figura archetipica, una raccolta di
dipinti ad olio su tela, che raccontano l'evoluzione artistica del pittore tra
il 2013 e il 2020. L’Azienda Muscari Tomajoli ha partecipato all'inaugurazione
della mostra offrendo un brindisi con il rosato Velca e al Finissage, un
dialogo tra vino e pittura attraverso vista e gusto, con la degustazione di
AITA.
Il
legame tra arte e vino è sempre stato molto forte fin da epoche remote ed è
stato rafforzato dalla commissione di
opere espressione del luogo di produzione del vino, perchè l’arte arricchisce
la narrazione del vino e del territorio in cui nasce. Il mondo etrusco è fonte
di ispirazione e rivive nelle etichette dell’artista: “Nethun” è il nome in etrusco del dio delle acque e del mare,
richiamo alle origini etrusche del territorio ed al legame indissolubile con il
mare. Al bellissimo ritratto di Velia Spurinas Velcha, negli affreschi della
tomba dell’Orco, si ispira Guido Sileoni per “Velca” in cui la donna tiene in mano un uovo, simbolo di
fertilità. Per “Pantaleone”
l’artista reinterpreta i due felini
riprodotti nella tomba dei Baccanti, e raffigura un leone simbolo di uno dei patroni di Tarquinia, San
Pantaleone.
Nel 2019 prende vita il
progetto che ha portato alla produzione del
vino di punta dell’azienda: Aita,
Montepulciano in purezza proveniente da
una parte del vigneto più adatta a una raccolta tardiva. “Aita non è soltanto un vino, – spiega Marco Muscari Tomajoli – è un progetto culturale e la nostra sfida
più ambiziosa. Pensato per far dialogare arte e territorio”. L'uva
raggiunge una alta concentrazione zuccherina, di sostanze polifenoliche e
aromatiche. Le rese sono estremamente basse, 0,5kg per pianta. Le uve
selezionate e raccolte a metà ottobre vengono portate in cantina a mano in
piccole cassette e lavorate subito, la pigiatura avviene entro un’ora dalla
raccolta. la fermentazione è spontanea e si attiva grazie ai lieviti indigeni
naturalmente presenti nelle uve.
Con la determinazione a ottenere il massimo che lo contraddistingue Marco ha puntato alto e ha voluto per l’affinamento un legno molto importante. Sembrava una missione impossibile, nonostante ciò, ha contattato la Tonnellerie Taransaud, una delle migliori al mondo, e ha ottenuto il loro modello top di gamma, il T5, una barrique d’eccezione prodotta in serie limitata, in 225 litri e 228 litri. La barrique è di rovere francese proveniente dalla foresta di Tronçais, stagionato 5 anni all’aria aperta, lavorata e assemblata da un Meilleur Ouvrier de France (simbolo di eccellenza, il titolo attesta l’acquisizione di un’alta qualifica nell’esercizio dell’attività professionale) che la firma personalmente. L’Aita per 18 mesi affina nella barrique T5 Taransaud e altri 9 in bottiglia. La bottiglia, completamente nera, è un modello particolare di una vetreria locale, il sughero è un mono pezzo, sulla gomma lacca vine apposto il timbro personalizzato; l'etichetta non ha descrizione, vi è solo l’immagine di Aita, divinità etrusca dell'oltretomba, raffigurata nella Tomba dell'orco e reinterpretata dall’artista Guido Sileoni. 600 le bottiglie prodotte, nel 2021 cento bottiglie messe in vendita online si sono esaurite nell’arco di 24 ore.
La degustazione
È
arrivato il momento per degustare i vini. La giornata è calda ma all’ombra
della veranda, accarezzati dalla brezza che
spira dal mare, godiamo appieno della attenta e calorosa ospitalità di
Marco che ci racconta con passione i suoi vini.
Nethun
Nethun
è il nome in etrusco del dio delle acque e del mare.
100%
Vermentino. Vinificazione: Raccolta
manuale nella prima decade di Settembre, con scelta accurata dei grappoli nel
vigneto. Criomacerazione delle uve intere con ghiaccio secco direttamente in
pressa. Il mosto ottenuto dalla pressatura soffice viene lasciato 72 ore in
decantazione statica a 5°C. Successivamente viene travasato ed innestata la
fermentazione che avviene a temperatura controllata. A seguire il vino viene
conservato per 6 mesi sulle fecce fini, riportate in sospensione grazie a
numerosi bâtonnage. Il vino matura per circa 6 mesi in acciaio e per altri 4
riposa in bottiglia.
Nethun
2021. Colore giallo paglierino luminoso. Al naso è intenso, fine, floreale di
ginestra, agrumato, con note di macchia mediterranea, erbe aromatiche e sentori
salmastri; il sorso è fresco e sapido. Nella retrolfattiva torna coerente
con un lungo finale.
Nethun
2017. Più complesso, al naso si aggiungono note di pompelmo, erba tagliata,
sentori iodati, salmastri e di pietra focaia. In bocca fresco e sapido. Nella retrolfattiva torna coerente e fine in
un lungo finale.
Nethun
2015. Al naso frutta matura, agrumi, salmastro. Le sensazioni fruttate tornano
all’assaggio insieme a sentori agrumati. Persistente finale.
Velca 2021
Il
nome si ispira a Velia Spurinna, meglio conosciuta come la bellissima fanciulla
Velcha
Montepulciano
100%. Rosato. Vinificazione: Raccolta manuale nella prima decade di Settembre
con scelta accurata dei grappoli nel vigneto. Pressatura soffice con il 30% di
grappolo intero. Il mosto ottenuto viene lasciato 72 ore in decantazione
statica a 5°C. Successivamente viene travasato ed innestata la fermentazione
che avviene a temperatura controllata. A seguire il vino viene conservato per 3
mesi sulle fecce fini, riportate in sospensione grazie a numerosi bâtonnage. Il vino matura per circa
6 mesi in acciaio e per altri 3 riposa in bottiglia.
Colore
rosa tenue, al naso sentori floreali di
rosa, melograno, fragolina e frutti di bosco, macchia mediterranea e erbe aromatiche;
al palato è fresco e sapido con note di fragoline di bosco. Retrolfattiva
coerente cui si aggiungono note di pepe bianco; finale persistente.
Pantaleone 2019
Interpretazione
dei due felini riprodotti nella tomba dei Baccanti, raffigura un leone
simbolo di San Pantaleone, uno dei
patroni di Tarquinia.
Petit
verdot 100%. Vinificazione: raccolta manuale alla fine di Settembre, con scelta
accurata dei grappoli nel vigneto. Raccolta manuale alla fine di Settembre, con
scelta accurata dei grappoli nel vigneto. Fermentazione a temperatura
controllata in acciaio con numerose follature manuali alternate a rimontaggi.
Dopo la svinatura il vino viene conservato per 6 mesi sulle fecce fini e
durante questo periodo svolge la fermentazione malolattica. Dopo aver maturato
per 6 mesi in acciaio il vino viene imbottigliato e lasciato affinare per altri
6 mesi in bottiglia.
Colore
rosso rubino intenso, impenetrabile. Sentori di marasca, piccoli frutti di
bosco, macchia mediterranea, spezie dolci e note di cacao. Al palato è fresco e
sapido, i tannini morbidi e delicati. Nella retrolfattiva torna coerente.
Finale di notevole persistenza.
AITA 2019
Divinità
etrusca dell'oltretomba, raffigurata nella Tomba dell'Orco.
100%
Montepulciano. Selezione di uve Montepulciano proveniente da una specifica area
di una parcella di circa 1 ha. La resa è estremamente bassa, 0,5kg per pianta.
Le uve sono raccolte tardivamente, nella metà di Ottobre, a mano in piccole
cassette da 15kg. La pigiatura avviene entro un’ora dalla raccolta. La
fermentazione si attiva spontaneamente per mezzo dei lieviti naturalmente
presenti nelle uve. Durante questa fase, vengono effettuate follature manuali
quotidiane, alternate a numerosi rimontaggi. Al termine della stessa il vino
viene trasferito in barrique T5 Taransaud
dove effettuerà anche la fermentazione malolattica. Qui il vino affina
per 18 mesi e in seguito riposa altri 9 mesi in bottiglia prima di essere messo
in commercio. Prima annata in commercio.
Colore rosso rubino intenso, brillante ed impenetrabile. Al naso intenso con sentori di marasca,amarena, ribes, mora, mirtillo; note di spezia e balsamiche; complesso. Il sorso è pieno, morbido, avvolgente, il tannino vellutato. Il finale è lunghissimo.
Marco
Muscari Tomajoli
Loc.
Bandita S. Pantaleo, snc 01016 Tarquinia (VT)
tel.
3288990631 vinimuscaritomajoli@gmail.com www.muscaritomajoli.it




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