lunedì 11 dicembre 2023

CONSORZIO ITALIA DEL VINO, VERSO IL 2024 TRA SFIDE, SINERGIE, RICERCA E SVILUPPO

CONSORZIO ITALIA DEL VINO, VERSO IL 2024 TRA SFIDE, SINERGIE, RICERCA E SVILUPPO

Volge al termine il 2023 e anche per Italia del Vino è tempo di bilanci rispetto all’anno che sta per concludersi e di progetti per quello a venire. Come rilevano i dati ufficiali, il mercato del vino sta vivendo un periodo non particolarmente favorevole

Si assiste a una riduzione dei consumi di vino in tutto il mondo, Italia compresa. Nel 2023 il fatturato dell’industria vinicola italiana è atteso al primo calo dal 2020: i conti chiuderanno in passivo del 2.9%, a 13.3 miliardi di euro, di cui 7.65 sul lato export (-2.2%) e 5.61 sul versante del mercato nazionale (-4%).

Calo che si registra dopo un biennio di crescita (+26% nel 2021 post-Covid e +6.6% nel 2022, su cui hanno fortemente impattato i costi di energia e materie oltre che la dinamica inflazionistica).

Nel mondo si consumano circa 280 milioni di ettolitri di vino. Oltre la metà di questi volumi è fatta in una manciata di Paesi, con in testa gli Stati Uniti (14%), seguiti da Francia (10%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%). Poi Canada (2%) e Giappone (1%). I Paesi monitorati costituiscono l’ossatura dell’export italiano di vino: il 64% a valore, con in testa gli Usa (24%), seguiti da Germania (15%), UK (10%), Canada (6%), Francia (4%), Giappone (3%), con fanalino di coda la Cina (1,5% di quota), Paese a cui da più di un decennio si è guardato con molta attenzione, ma che negli ultimi tre anni ha rallentato fortemente i ritmi di importazione e anche di consumo.

In un contesto generale che vede – tra i Paesi su cui l’Italia è più esposta – solo gli Usa e il Canada in crescita in termini di consumi, mentre dinamiche negative coinvolgono più o meno pesantemente UK, Germania, Giappone e Francia, per il nostro Paese sono previsti scenari di relativa stabilità, con elementi di preoccupazione dettati dall’erosione dei consumi nazionali (-1.2 milioni di ettolitri al 2039, ricordando che il mercato nazionale vale la metà del totale).

L’export risulta ancora e sempre di più la chiave di volta per rendere sostenibile il settore, anche se le proiezioni da qui al 2039 rispetto alla media 2010/19 vedono una crescita di 1,8 milioni di ettolitri (attorno quindi a 22.5-23 milioni), che va a compensare solo in parte l’ammanco generato dal mercato interno, con un saldo positivo di poco più di mezzo milione di ettolitri.

L’evoluzione attesa, intesa come incrocio di dati demografici e di attitudine al consumo, indica che il mondo che consuma vino in futuro non costruirà più la sua crescita sul volume, ma molto più probabilmente sul valore espresso dalle bottiglie di vino. Una componente - quella del valore - che ha più declinazioni: il benessere fisico e spirituale, la sostenibilità ambientale ed etica, il consumo “sociale”, in cui il vino entra sempre di più in competizione serrata con altre bevande.

“Unire le forze mostrando al mondo un fronte comune e coeso - spiega il Presidente Roberta Corrà - è fondamentale per comunicare efficacemente l’eccellenza enoica italiana anche e soprattutto in ottica export. Per il 2024 Italia del Vino ha in programma di fare sistema nelle due principali fiere internazionali di settore: Vinexpo Parigi e Prowein Dusseldorf, con una partecipazione collettiva delle aziende del Consorzio. Continueremo poi a investire in progetti di ricerca e sviluppo, concentrandosi sull'innovazione tecnologica e sulla digitalizzazione, in linea con gli obiettivi indicati dall'Unione Europea. In questo periodo storico in cui la tecnologia e la digitalizzazione giocano un ruolo sempre più cruciale, investimenti di questo tipo possono contribuire significativamente a migliorare la competitività e la sostenibilità del settore vinicolo italiano, all’interno di uno scenario internazionale che appare sempre più complesso e sfidante” 

IL CONSORZIO ITALIA DEL VINO

Italia del Vino, il Consorzio leader nell’esportazione di settore, nel corso del 2023 ha raggiunto il numero di venticinque soci grazie all’ingresso di tre prestigiose realtà della vitivinicoltura nazionale: Diesel Farm (Renzo Rosso e Arianna Alessi); Tenimenti Leone (Gruppo Calzedonia e Famiglia Veronesi) e Nosio spa (Gruppo Mezzacorona). Con questi ingressi il fatturato aggregato di Italia del Vino supera 1,5 miliardi € con una quota dell’export nazionale di settore del 15%. L’occupazione complessiva si attesta su 3.500 unità per una produzione complessiva di oltre 230 milioni di bottiglie ed una superficie vitata complessiva di oltre 15 mila ettari ubicati in 19 regioni italiane. Il Consorzio vede dunque queste cantine aderenti: Angelini Wines & Estates, Banfi, Bisol 1542, Ca Maiol, Cantina Mesa, Cantine Lunae, Casa Vinicola Sartori, Di Majo Norante, Diesel Farm, Duca di Salaparuta, Ferrari Fratelli Lunelli, Gruppo Italiano Vini, Librandi Antonio e Nicodemo, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Nosio Spa, Ronchi di Manzano & C., Santa Margherita Gruppo Vinicolo, Tenimenti Leone, Tenuta La Palazza, Terre de La Custodia, Terredora di Paolo, Torrevento, Zaccagnini e Zonin1821.

MG Logos di Stefano Carboni & C.

Sede: Viale Cesare Pavese 15 – int. 10, 00144 Roma

domenica 10 dicembre 2023

AZIENDA VITIVINICOLA MUSCARI TOMAJOLI: VINO, PASSIONE, ARTE



Siamo in Tuscia, un territorio talmente importante per la civiltà etrusca, artefice della diffusione della cultura del vino in Italia, da vedere nascere qui quattro delle città-Stato della dodecapoli etrusca, Tarquinia, Vulci, Cerveteri e Veio. Stiamo andando all’Azienda Muscari Tomajoli. Lasciamo la provinciale, percorriamo un tratto di strada sterrata e arriviamo all’azienda, alle spalle un bosco, davanti, in lontananza, il mare e sullo sfondo l’Argentario:  è una luminosa e calda giornata di inizio luglio.   

Siamo vicino Tarquinia, 150 metri sul livello del mare, terreni calcareo-argillosi, brezza che spira dal mare a sette km di distanza.  Qui, nel 2007  Sergio Muscari Tomajoli, dopo aver effettuato le analisi del suolo e del clima sui terreni appartenenti alla famiglia dai primi anni del Novecento, con l’aiuto dell’enologo Gabriele Gadenz, decide di piantare i vigneti di Montepulciano, Petit Verdot e Vermentino. Ora, a condurre l'azienda, è il figlio Marco che ha saputo circondarsi di persone motivate e appassionate come lui, dando coerente  continuità al progetto del padre.



Marco ha idee molto chiare e tanta determinazione e in pochi anni ha creato una piccola grande realtà. Un ossimoro? Piccola, 2 ettari i terreni vitati, 50 quintali per ettaro la resa, 9000 le bottiglie prodotte, 4 le referenze;  grande, costante e indiscussa la qualità. Marco ci accoglie, insieme al suo amicofraterno e collaboratore Pietro. Marco ci racconta la storia dell’azienda, Pietro ci accompagna prima in vigna e poi in cantina. Nel nostro giro ci mostra un terreno, da poco ripulito, dove si nascondeva un piccolissimo vigneto a piede franco con viti centenarie.

Marco in vigna ha scelto la sostenibilità che prevede buone pratiche in favore dell'ecosistema, per preservare la natura e proteggere la salute della terra. Le viti sono allevate nel rispetto della naturalità della pianta e del suo ciclo naturale. Agricoltura biologica, selezione estrema, rese basse, intorno ai 50 q/ha, rispetto della vite, lavorazione manuale, bandito l’uso di diserbanti, uso di sostanze ammesse  nell'agricoltura biologica (rame e zolfo, argille fine tipo zeolite, propoli).

In cantina vinifica tutto in purezza, non vengono effettuate filtrazioni e chiarifiche, l’uso della solforosa è ben al di sotto di quanto  consentito dal biologico. I vini sono prodotti utilizzando esclusivamente le uve coltivate nei due ettari di vigneti, vinificate e imbottigliate nella cantina di proprietà.  Il processo produttivo dal vigneto alla bottiglia è seguito e controllato scrupolosamente per ottenere la massima qualità possibile.



Fino al 2021 i vini prodotti erano tre, un bianco, un rosso e un rosato. Il bianco, un vermentino corso in purezza, la cui scelta, suggerita dall’enologo Gabriele Gadenz, è motivata dalla latitudine dei vigneti, la stessa del centro sud della Corsica. Le uve per il bianco e il rosato vengono raffreddate per una notte intera e il mattino successivo le uve intere vanno alla pressatura, facendo la prima macerazione e poi un ciclo di pressatura soffice; prima della fermentazione il mosto viene decantato a freddo per 72 ore. Le bottiglie sono prodotte in quantità limitata ed interamente numerate, le etichette splendide, essenziali, di grande impatto e legate al territorio, sono opere d’arte firmate dall’artista Guido Sileoni, la cui ultima, splendida ed emozionante mostra, "Alius Pulchritūdo-Antripofórme", un viaggio nello studio e nell'opera dell'artista, si è tenuta a Palazzo Bruschi Falgari, a Tarquinia. L'immagine femminile come figura archetipica, una raccolta di dipinti ad olio su tela, che raccontano l'evoluzione artistica del pittore tra il 2013 e il 2020. L’Azienda Muscari Tomajoli ha partecipato all'inaugurazione della mostra offrendo un brindisi con il rosato Velca e al Finissage, un dialogo tra vino e pittura attraverso vista e gusto, con la degustazione di AITA.

Il legame tra arte e vino è sempre stato molto forte fin da epoche remote ed è stato  rafforzato dalla commissione di opere espressione del luogo di produzione del vino, perchè l’arte arricchisce la narrazione del vino e del territorio in cui nasce. Il mondo etrusco è fonte di ispirazione e rivive nelle etichette dell’artista: “Nethun” è il nome in etrusco del dio delle acque e del mare, richiamo alle origini etrusche del territorio ed al legame indissolubile con il mare. Al bellissimo ritratto di Velia Spurinas Velcha, negli affreschi della tomba dell’Orco, si ispira Guido Sileoni per “Velca” in cui la donna tiene in mano un uovo, simbolo di fertilità. Per “Pantaleone” l’artista  reinterpreta i due felini riprodotti nella tomba dei Baccanti, e raffigura un leone simbolo  di uno dei patroni di Tarquinia, San Pantaleone.

Nel 2019 prende vita il progetto che ha portato alla produzione del  vino di punta dell’azienda:  Aita, Montepulciano in purezza proveniente  da una parte del vigneto più adatta a una raccolta tardiva. “Aita non è soltanto un vino, – spiega Marco Muscari Tomajoli – è un progetto culturale e la nostra sfida più ambiziosa. Pensato per far dialogare arte e territorio”. L'uva raggiunge una alta concentrazione zuccherina, di sostanze polifenoliche e aromatiche. Le rese sono estremamente basse, 0,5kg per pianta. Le uve selezionate e raccolte a metà ottobre vengono portate in cantina a mano in piccole cassette e lavorate subito, la pigiatura avviene entro un’ora dalla raccolta. la fermentazione è spontanea e si attiva grazie ai lieviti indigeni naturalmente presenti nelle uve.

Con la determinazione a ottenere il massimo che lo contraddistingue Marco ha puntato alto e ha voluto per l’affinamento  un legno molto importante. Sembrava una missione impossibile, nonostante ciò, ha contattato la Tonnellerie Taransaud, una delle migliori al mondo, e ha ottenuto il loro modello top di gamma, il T5, una barrique d’eccezione prodotta in serie limitata, in 225 litri e 228 litri. La barrique è di rovere francese proveniente dalla foresta di Tronçais, stagionato 5 anni all’aria aperta, lavorata e assemblata da un Meilleur Ouvrier de France (simbolo di eccellenza, il titolo attesta l’acquisizione di un’alta qualifica nell’esercizio dell’attività professionale) che la firma personalmente. L’Aita per 18 mesi affina nella barrique T5 Taransaud e altri 9 in bottiglia. La bottiglia, completamente nera, è un modello particolare di una vetreria locale, il sughero è un  mono pezzo, sulla gomma lacca vine apposto il timbro personalizzato; l'etichetta non ha descrizione, vi è solo l’immagine di Aita, divinità etrusca dell'oltretomba, raffigurata nella Tomba dell'orco e reinterpretata dall’artista Guido Sileoni.  600 le bottiglie prodotte, nel 2021 cento bottiglie messe in vendita online si sono esaurite nell’arco di 24 ore.


La degustazione

È arrivato il momento per degustare i vini. La giornata è calda ma all’ombra della veranda, accarezzati dalla brezza che  spira dal mare, godiamo appieno della attenta e calorosa ospitalità di Marco che ci racconta con passione i suoi vini.

Nethun

Nethun è il nome in etrusco del dio delle acque e del mare.

100% Vermentino.  Vinificazione: Raccolta manuale nella prima decade di Settembre, con scelta accurata dei grappoli nel vigneto. Criomacerazione delle uve intere con ghiaccio secco direttamente in pressa. Il mosto ottenuto dalla pressatura soffice viene lasciato 72 ore in decantazione statica a 5°C. Successivamente viene travasato ed innestata la fermentazione che avviene a temperatura controllata. A seguire il vino viene conservato per 6 mesi sulle fecce fini, riportate in sospensione grazie a numerosi bâtonnage. Il vino matura per circa 6 mesi in acciaio e per altri 4 riposa in bottiglia.

Nethun 2021. Colore giallo paglierino luminoso. Al naso è intenso, fine, floreale di ginestra, agrumato, con note di macchia mediterranea, erbe aromatiche e sentori salmastri; il sorso è fresco e sapido. Nella retrolfattiva torna coerente con  un lungo finale.

Nethun 2017. Più complesso, al naso si aggiungono note di pompelmo, erba tagliata, sentori iodati, salmastri e di pietra focaia. In bocca fresco e sapido.  Nella retrolfattiva torna coerente e fine in un lungo finale.

Nethun 2015. Al naso frutta matura, agrumi, salmastro. Le sensazioni fruttate tornano all’assaggio insieme a sentori agrumati. Persistente finale.

Velca 2021

Il nome si ispira a Velia Spurinna, meglio conosciuta come la bellissima fanciulla Velcha

Montepulciano 100%. Rosato. Vinificazione: Raccolta manuale nella prima decade di Settembre con scelta accurata dei grappoli nel vigneto. Pressatura soffice con il 30% di grappolo intero. Il mosto ottenuto viene lasciato 72 ore in decantazione statica a 5°C. Successivamente viene travasato ed innestata la fermentazione che avviene a temperatura controllata. A seguire il vino viene conservato per 3 mesi sulle fecce fini, riportate in sospensione grazie a  numerosi bâtonnage. Il vino matura per circa 6 mesi in acciaio e per altri 3 riposa in bottiglia.

Colore rosa tenue, al naso sentori  floreali di rosa, melograno, fragolina e frutti di bosco, macchia mediterranea e erbe aromatiche; al palato è fresco e sapido con note di fragoline di bosco. Retrolfattiva coerente cui si aggiungono note di pepe bianco; finale persistente.

Pantaleone 2019

Interpretazione dei due felini riprodotti nella tomba dei Baccanti, raffigura un leone simbolo  di San Pantaleone, uno dei patroni di Tarquinia.

Petit verdot 100%. Vinificazione: raccolta manuale alla fine di Settembre, con scelta accurata dei grappoli nel vigneto. Raccolta manuale alla fine di Settembre, con scelta accurata dei grappoli nel vigneto. Fermentazione a temperatura controllata in acciaio con numerose follature manuali alternate a rimontaggi. Dopo la svinatura il vino viene conservato per 6 mesi sulle fecce fini e durante questo periodo svolge la fermentazione malolattica. Dopo aver maturato per 6 mesi in acciaio il vino viene imbottigliato e lasciato affinare per altri 6 mesi in bottiglia.

Colore rosso rubino intenso, impenetrabile. Sentori di marasca, piccoli frutti di bosco, macchia mediterranea, spezie dolci e note di cacao. Al palato è fresco e sapido, i tannini morbidi e delicati. Nella retrolfattiva torna coerente. Finale di notevole persistenza.

AITA 2019

Divinità etrusca dell'oltretomba, raffigurata nella Tomba dell'Orco.

100% Montepulciano. Selezione di uve Montepulciano proveniente da una specifica area di una parcella di circa 1 ha. La resa è estremamente bassa, 0,5kg per pianta. Le uve sono raccolte tardivamente, nella metà di Ottobre, a mano in piccole cassette da 15kg. La pigiatura avviene entro un’ora dalla raccolta. La fermentazione si attiva spontaneamente per mezzo dei lieviti naturalmente presenti nelle uve. Durante questa fase, vengono effettuate follature manuali quotidiane, alternate a numerosi rimontaggi. Al termine della stessa il vino viene trasferito in barrique T5 Taransaud  dove effettuerà anche la fermentazione malolattica. Qui il vino affina per 18 mesi e in seguito riposa altri 9 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio.  Prima annata in commercio.

Colore rosso rubino intenso, brillante ed impenetrabile. Al naso intenso con sentori di marasca,amarena, ribes, mora, mirtillo; note di spezia e balsamiche; complesso. Il sorso è pieno, morbido, avvolgente, il tannino vellutato. Il finale è lunghissimo.

Marco Muscari Tomajoli

Loc. Bandita S. Pantaleo, snc 01016 Tarquinia (VT)

tel. 3288990631 vinimuscaritomajoli@gmail.com www.muscaritomajoli.it

giovedì 30 novembre 2023

A ROMA LA XII EDIZIONE DI LIFE OF WINE, DALLA FINE DEGLI ANNI '90 AI GIORNI NOSTRI: UN VIAGGIO UNICO NELLE ETÀ DEL VINO

Life of Wine XII edizione

 Dalla fine degli anni '90 fino ai giorni nostri    un viaggio unico alla scoperta dell'evoluzione del vino

 56 cantine italiane,  oltre 170 vecchie annate, oltre 200 vini da tutta Italia

mercoledì 29 novembre 2023

12º MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI, LA PRIMA A BOLOGNA



Il 12º Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, tenutosi per la prima volta a BolognaFiere, ha raggiunto un record di partecipazione con 985 vignaioli, oltre 26.000 ingressi nei tre giorni di evento, e un elevato numero di operatori del settore. Organizzato dalla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), l'evento si è distinto per la qualità dei vini esposti e per l’importante connessione tra agricoltura e manutenzione del territorio, con il vignaiolo indipendente come custode dell'ambiente.

La location di BolognaFiere ha garantito ampi spazi e una disposizione ordinata degli stand, favorendo le degustazioni e gli incontri con il pubblico in un ambiente luminoso e piacevole, nonostante l’affluenza. Secondo il presidente FIVI, Lorenzo Cesconi, la riuscita della manifestazione è stata legata non tanto ai numeri quanto alla qualità e autenticità dei vignaioli e dei loro prodotti.

Accanto ai vignaioli, sono state coinvolte associazioni straniere e 29 olivicoltori della FIOI (Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti), siglando un'alleanza strategica tra produttori agricoli. Inoltre, l'evento ha visto una crescita significativa rispetto all'anno precedente, attirando non solo il pubblico, ma anche operatori di settore, ristoratori, enotecari e trader esteri, favoriti dalla posizione centrale e facilmente raggiungibile di Bologna.

Durante il terzo giorno si è tenuta l’Assemblea annuale dei soci FIVI, con la presentazione di un dossier sul ruolo del vignaiolo nella conservazione del territorio, sottolineando l’importanza del disegno di legge in discussione presso la Commissione Agricoltura della Camera. Il Mercato ha visto anche la consegna di due importanti premi: il Premio "Leonildo Pieropan" a Emidio Pepe, e il premio "Vignaiolo come noi" al musicista Stefano Belisari, noto come Elio.

Il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, ha elogiato il successo dell’evento, considerandolo un importante momento di confronto per i produttori e un’opportunità per consolidare il ruolo di Bologna come centro fieristico per i vini di eccellenza. L’entusiasmo ha coinvolto anche la città, grazie alle iniziative "Fuori Mercato" promosse in collaborazione con Confcommercio Ascom e AMO.


Ufficio stampa FIVI

Axelle Brown Videau  axelle@origamiconsulting.it

Mirta Oregna  mirta_oregna@yahoo.it

Ufficio Stampa BolognaFiere

Daniela Modonesi  daniela.modonesi@bolognafiere.it


martedì 28 novembre 2023

31° MONDIAL DES VINS EXTRÊMES: LA PREMIAZIONE IL 1° DICEMBRE NELLA CAPITALE

 31° MONDIAL DES VINS EXTRÊMES: LA PREMIAZIONE IL 1° DICEMBRE NELLA CAPITALE

La consegna delle medaglie al Palazzo Rospigliosi di Roma sarà introdotta da una tavola rotonda sull’importanza della viticoltura eroica.
I banchi d’assaggio all’Hotel Savoy a partire dalle 16.00.
 
Si terrà il 1° dicembre a Palazzo Rospigliosi a Roma la premiazione dei vincitori del Mondial des Vins Extrêmes - concorso enologico, l’unico concorso enologico al mondo specificatamente dedicato ai vini frutto di viticoltura eroica che dal 1992 si propone di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole isolane o montane, in forte pendenza o terrazzate.
 
A introdurre la cerimonia, a partire dalle ore 10.00, sarà la tavola rotonda dal titolo I vini da viticoltura eroica: quando il territorio lascia il segno. Si confronteranno sul tema giornalisti, produttori, politici e addetti ai lavori, moderati da Manuela Zennaro, wine&food writer, direttrice di Excellence Magazine e delegata per la Regione Lazio dell’Associazione Nazionale le Donne del Vino. Nella stessa occasione la giornalista e conduttrice televisiva Valentina Bisti verrà nominata Ambasciatrice della Viticoltura Eroica CERVIM – Centro di Ricerche, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana.
 
Alle 11.30 avverrà la consegna delle 45 Grandi Medaglie d’Oro e 238 Medaglie d’Oro ai vini che si sono distinti nel Mondial des Vins Extrêmes, selezionati con cura tra le 863 etichette in gara provenienti da 319 aziende di 26 Paesi.
“La giornata dedicata ai vincitori del 31° Mondial des Vins Extrêmes rappresenta un meritato riconoscimento per i produttori eroici di tutto il mondo e un’esperienza imperdibile per i winelover che prenderanno parte ai banchi d’assaggio – dichiara Stefano Celi, Presidente del CERVIM – Promette di essere un appuntamento indimenticabile che celebra la passione e la dedizione dei vignaioli contenute in ogni sorso”.
 
L’evento si concluderà all’Hotel Savoy con i banchi d’assaggio delle eccellenze premiate. La degustazione sarà organizzata in tre turni a partire dalle 16.00, ciascuno dalla durata di due ore. Il primo, dalle 16.00 alle 18.00, sarà riservato esclusivamente a giornalisti e operatori accreditati. 
I successivi, dalle 18.00 alle 20.00 e dalle 20.00 alle 22.00, saranno aperti anche al pubblico di appassionati al costo di 25 euro. È prevista una riduzione a 15 euro per i soci Go Wine e a 20 euro per i membri di associazioni di settore (AIS, FISAR, ONAV). I biglietti d’ingresso possono essere acquistati qui.

lunedì 27 novembre 2023

12º MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI: BUONA LA PRIMA A BOLOGNA!

 
 

12º MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI

BUONA LA PRIMA A BOLOGNA!

 Con 985 Vignaioli e più di 26mila ingressi distribuiti nei tre giorni

12° edizione record per la manifestazione della FIVI organizzata   per la prima volta a BolognaFiere.

Presentate le proposte sul rapporto tra agricoltura e manutenzione del territorio, di cui il Vignaiolo Indipendente è il primo custode.

 Erano alte le aspettative per questa prima edizione a Bologna del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che già si preannunciava da record con 985 Vignaioli partecipanti, 2 associazioni di Vignaioli stranieri e 29 olivicoltori della FIOI a sancire un’importante alleanza tra produttori agricoli. E i risultati sono stati all’altezza delle aspettative, con un costante afflusso di pubblico nei 3 giorni di manifestazione e un ottimo ritorno in  termini di soddisfazione di espositori e visitatori.

 A parlare sono prima di tutto i numeri, con oltre 26mila ingressi totali, ma più dei numeri ciò che ha contato è stata la qualità dell’evento nella sua totalità.

I nuovi spazi fieristici di BolognaFiere hanno permesso di disporre gli stand dei Vignaioli in un contesto ampio e gradevole, luminoso   e poco rumoroso nonostante il grande afflusso di pubblico, favorendo così gli incontri ai banchi, gli assaggi e anche gli spostamenti dei visitatori tra i corridoi. Un vero clima di festa.

 “Buona la prima – dichiara Lorenzo Cesconi, Presidente FIVI - verrebbe da dire, non fosse la dodicesima edizione di questo nostro Mercato dei vini. Ma è la prima volta qui a Bologna, con risultati  che ci rendono davvero molto soddisfatti: abbiamo dimostrato ancora una volta che il cuore di questa manifestazione sono le Vignaiole e i Vignaioli, con i loro vini, a raccontare tanti tasselli    del grande puzzle dell’Italia del vino. E non è una questione di numeri: come per i nostri vini, è una questione di autenticità e qualità, gli elementi fondanti di questo evento, ormai uno dei più importanti in Italia. Ci sono ancora molte cose da mettere a punto, non c’è dubbio: ma siamo nelle condizioni ideali per fare meglio, grazie alla forza dei contenuti che mettiamo sul tavolo e alla  positiva collaborazione con BolognaFiere”.

Confermato anche a Bologna il comune denominatore del  Mercato dei Vini: la qualità, sincera e senza fronzoli, trasmessa    al pubblico dai Vignaioli e dalle Vignaiole attraverso i loro vini,      in un ambiente dall’allestimento che resta essenziale e dove l’assegnazione della posizione nei padiglioni è frutto - dai più  piccoli ai più grandi, dalle aziende con decenni di storia a quelle   alle prime vendemmie - di un sorteggio casuale, nella piena   filosofia FIVI di eguaglianza e democraticità.

Contenta anche BolognaFiere, con il Presidente Gianpiero Calzolari: “Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione bolognese del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti.               Il numero di espositori e il clima di entusiasmo che si è creato attorno a questa manifestazione ci avevano già fatto ben sperare.    La conferma è arrivata dai tanti visitatori accorsi in fiera e alle iniziative “Fuori Mercato” promosse in città da Confcommercio Ascom e AMO. Il Mercato dei Vini è stato una festa corale e un importante momento di confronto tra gli operatori. La città ha risposto con calore, dimostrando di voler accogliere la comunità    dei Vignaioli Indipendenti e i valori che le piccole e le medie  cantine promuovono. Considero questo il primo passo di un  percorso che ci vedrà impegnati per molto tempo accanto a FIVI.     Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti contribuisce, infatti,   a consolidare il ruolo di BolognaFiere come riferimento fieristico    di primo piano per i produttori e i consumatori di vini di eccellenza, sostenibili, saldamente legati alla storia e alla cultura dei territori.    E ora appuntamento a febbraio con la Slow Wine Fair 2024”.

Dal lato del pubblico, in questa edizione 2023 il Mercato dei Vini   ha confermato di essere uno dei principali appuntamenti del mondo del vino italiano: non solo gli ingressi sono aumentati di oltre 2.000 unità rispetto all’edizione precedente, ma è cresciuta ulteriormente l’attenzione di operatori di settore, ristoratori e enotecari e di piccoli trader esteri favoriti dalla centralità e raggiungibilità di Bologna. La conferma del successo è sostenuta dalle moltissime uscite sulla stampa e dalla frizzante attività sui social media, con la condivisione di migliaia di foto e video.

Il Mercato dei Vini è prima di tutto il principale appuntamento associativo della FIVI, che in questo contesto organizza l’Assemblea annuale dei soci, quest’anno ancora più partecipata degli anni scorsi.

La manutenzione del territorio e l’importante azione portata avanti dai Vignaioli in questo senso sono stati al centro di un dossier presentato proprio durante l’Assemblea, che si è svolta   la mattina del terzo giorno di Mercato. Puntuali le richieste alla classe politica, che si concentrano sul disegno di legge attualmente in esame presso la XIII Commissione Agricoltura della Camera “Disposizioni per il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente del territorio e per l’istituzione della   Giornata nazionale dell’agricoltura”.

L’Assemblea si è conclusa con la consegna del Premio “Leonildo Pieropan” 2023 a Emidio Pepe, Vignaiolo in Abruzzo e storico  socio FIVI, mentre al taglio del nastro era stato consegnato al musicista Stefano Belisari in arte Elio il nuovo premio “Vignaiolo come noi”.

Ufficio Stampa FIVI

Axelle Brown Videau | 338 7848516 | axelle@origamiconsulting.it Mirta Oregna | 338 7000168 | mirta_oregna@yahoo.it

Ufficio Stampa BolognaFiere

Daniela Modonesi | 366 6659090 | daniela.modonesi@bolognafiere.it

FIVI - Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’organizzazione senza scopo di lucro nata nel 2008, che si propone di promuovere e tutelare la figura, il lavoro, gli interessi e le esigenze tecnico-economiche del Vignaiolo Indipendente italiano, inteso quale soggetto che attua il completo ciclo produttivo del vino, dalla coltivazione delle uve fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione del prodotto finale. Attualmente sono 1.700 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di oltre 15.000 ettari di vigneto.
 
Il Marchio FIVI raffigura “Ampelio”, immagine di un Vignaiolo che porta una cesta d’uva sulle spalle e la cui ombra prende la forma di una bottiglia. In questa figura è riassunto tutto quello che per la FIVI significa essere Vignaioli, impegnati quotidianamente in un processo che segue tutta la filiera di produzione, operando costantemente per custodire, tutelare e promuovere il territorio di appartenenza.

lunedì 13 novembre 2023

IL GIRO D’ITALIA DI RIETI 2023 È GIUNTO ALLA SUA NONA EDIZIONE

 Il Giro d’Italia di Rieti 2023, giunto alla sua nona edizione, rappresenta un evento imperdibile per gli appassionati di enogastronomia e per gli operatori del settore. Nato dalla collaborazione tra Antonio Di Carlo, produttore della Cantina Le Macchie, e Francesco Guercilena, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Lazio, questo appuntamento si terrà il 18 novembre presso il Ristorante La Foresta di Rieti, con inizio alle ore 11.

La manifestazione riunisce produttori di vino, birra e prodotti agroalimentari di tutta Italia, rendendo omaggio alle eccellenze del settore vitivinicolo e gastronomico. L’edizione del 2022 ha visto una partecipazione significativa: 2.500 visitatori, 163 cantine e 62 aziende alimentari hanno animato l’evento, attirando anche l’attenzione di 65 giornalisti e food blogger accreditati e di oltre 100 operatori Horeca.

L'obiettivo principale del Giro d’Italia di Rieti è promuovere la cultura enogastronomica locale, stimolare la collaborazione tra produttori, esperti e pubblico e rafforzare il legame tra i professionisti del settore e gli appassionati. La giornata offrirà un’ampia varietà di attività, dai dibattiti e seminari alle premiazioni e degustazioni, che permetteranno ai partecipanti di immergersi in un percorso sensoriale completo. Saranno protagonisti i prodotti tipici come vini, birre, oli, mieli, salumi, formaggi, confetture, pane e dolci tradizionali.

L’edizione di quest'anno porrà un focus speciale sulle aziende laziali, che incarnano qualità e innovazione, e vedrà anche la partecipazione dell’Associazione provinciale cuochi Rieti della Federazione italiana cuochi, arricchendo ulteriormente l’offerta gastronomica.

Un appuntamento di grande richiamo, il Giro d’Italia di Rieti rappresenta un’opportunità unica per conoscere da vicino le eccellenze del settore, in un contesto stimolante e conviviale.

Giro d’Italia Rieti 2023, il programma:

ore 11 – Inaugurazione della manifestazione

ore 12 – Seminario degustazione del caffè

ore 13 – Seminario sulle malvasie d’Italia

ore 14 –Seminario sui vini Rosati d’Italia

ore 15:30 – Premiazioni Migliori produttori della Manifestazione suddivise per diverse categorie

ore 16:30 –Seminario sui vini da dessert

ore 17:30 – Momento Le vecchie annate i produttori che lo vorranno apriranno nel loro banco d’assaggio una bottiglia di una vecchia annata a piacere della loro cantina

ore 18 – Seminario sui vini spumanti di uve Rosse


Quando: 18 novembre 2023

Dove: Ristorante La Foresta

Orari: dalle ore 11,00

Costo: 40,00 

Info:

 Ristorante La Foresta

Via Foresta, 51 Rieti

0746 220455

info@giroditaliarieti.it



giovedì 9 novembre 2023

FISH AND CHIPS: A CASALATTICO SI CELEBRA L' "IRISH FEST"


FISH AND CHIPS

Perché mettere la ricetta del ”fish and chips”, nota specialità del Regno Unito, già pasto delle classi lavoratrici, avvolto in carta di giornale e poi street food d’eccezione. Perché la sua storia si intreccia  con quella dei migranti italiani che dalla Ciociaria si spostarono in Scozia, Galles e Irlanda. Furono loro a capire il potenziale di questo cibo a buon mercato e ad aprire negozietti per venderlo. Si racconta che fu Giuseppe Cervi di Picinisco, che aprì a fine Ottocento, il primo Fish and chips Shop a Dublino, al numero 22 di Great Brunswick Street, l’attuale Pearse Street. Sembra anche che il tipico ordine  “one and one” di Dublino, derivi da “uno di questo e uno di quello?” che la moglie di Cervi, indicando il pesce e le patate,chiedeva ai clienti. Un’altra versione vuole che il piatto sia stato portato in Irlanda dalla Scozia dai nostri migranti che anche qui avevano aperto le rivendite del famoso cibo. Furono soprattutto i migranti provenienti da Casalattico che si dedicarono a quest’attività in Irlanda. L'estate Casalattico si ripopola con i figli e i nipoti degli emigranti e il 14 agosto si celebra l'“Irish Fest” in cui viene distribuito il famoso piatto composto da merluzzo fritto in pastella e patate, “fish and chips”, preparato dai migranti che hanno questa attività in Irlanda e che tornano per l’occasisone. Durante i mesi estivi da 556 residenti si raggiungono anche 1800 presenze di italiani residenti all'estero.

Ingredienti: 700 g di filetti di merluzzo 500 g di farina 00 200 g di acqua frizzante 10 g di lievito di birra 2 cipollotti 1 l di olio di semi di arachide 4 patate 200 g di burro sale Per la salsa: 600 g di pomodori ramati 1 mazzetto di basilico 1 mazzetto di prezzemolo 2 spicchi di aglio olio evo

Ingredienti per 4 persone

800 g di patate

700 g  di merluzzo i filetti

olio per friggere

100 g di farina

Per la pastella

210 g di farina bianca

90 g di farina di riso

200 g di acqua frizzante o birra ghiacciata

1/2 cucchiaino di sale

Procedimento

Pelate le patate, tagliatele in grossi bastoncini e immergetele in acqua e ghiaccio fino al momento di friggerle.

Nel frattempo preparate la pastella: versate la farina in una ciotola, unite l’acqua mescolando con una frusta o un cucchiaio fino a ottenere un composto liscio, omogeneo e poco denso.

Lavate il pesce, asciugatelo, eliminate tutte le lische e ricavatene i filetti, (oppure acquistateli già pronti). Passate  i filetti nella farina e poi immergeteli nella pastella. Friggeteli in abbondante olio a 170°C , pochi per volta per non abbassare la temperatura di cottura, rivoltandoli spesso fino a quando saranno ben croccanti e dorati. Toglieteli dall’olio e fateli asciugare su carta paglia o da fritti; salate solo prima di servire.

Scolate le patate, asciugatele e friggetele in abbondante olio di arachidi. Cuocetene poche alla volta per mantenere l'olio caldo e ottenere delle patate ben croccanti fuori e morbide dentro. Toglietele dall’olio e mettetele su carta paglia o da fritti; salate solo prima di servire.