sabato 3 ottobre 2020

CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES: DOC SICILIA, TOSCANA IGT E IGP TERRE SICILIANE LE DENOMINAZIONI PIÙ PREMIATE D’ITALIA

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Presentata a Roma una selezione dei vini italiani vincitori dell’ultima edizione della competizione. Campioni pronti a sbarcare al Wine Paris & Vinexpo Paris. Sotto i riflettori anche le migliori etichette del Concours Mondial du Sauvignon 2020.

VINO, CONCOURS MONDIAL DE BRUXELLES:

DOC SICILIA, TOSCANA IGT E IGP TERRE SICILIANE

LE DENOMINAZIONI PIÙ PREMIATE D’ITALIA

Su 8.500 vini e oltre 40 Nazioni in gara, il Belpaese è saldamente nella Top3 con 363 medaglie conquistate, tra conferme e rivelazioni.

Sono complessivamente 363 le medaglie conquistate dai vini italiani. A brillare, in particolare, Doc Sicilia, Igt Toscana e Igp Terre Siciliane: tre denominazioni che hanno incassato un numero di premi a doppia cifra (80 complessivamente), seguite da Salento Igt e Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg (rispettivamente 12). A tracciare il trend in fatto di preferenze a livello internazionale è stato il ConcoursMondial de Bruxelles n.27, l’unico concorso itinerante al mondo che a Brno, in Repubblica Ceca, dal 4 al 6 settembre ha riunito 250 degustatori esperti (arrivati quest’anno solo dall’Europa a causa dell’attuale emergenza sanitaria), per giudicare 8.500 vini in gara provenienti da 46 nazioni, Italia in testa, ormai saldamente nella Top3 dei Paesi per numero di medaglie, dopo Francia (570) e Spagna (495).


Nel dettaglio, sono state 14 le Gran Medaglie d’Oro, il massimo riconoscimento previsto dalla competizione, 111 quelle d’Oro e 238 quelle d’Argento assegnate al Belpaese, a cui si aggiungono gli speciali trofei “Rivelazione Internazionale 2020 Vino dolce” (Vin Santo del Chianti Doc Occhio di Pernice Riserva 2012 - Fattoria la Vialla - Toscana) e “Vino Rivelazione 2020 Italia” (Colli Euganei Doc Ottomano Rosso Riserva 2016 - Montegrande - Veneto). Risultati che dimostrano, tra conferme e sorprese, il ruolo da protagonista delle cantine dello Stivale in questa storica competizione enologica internazionale e itinerante, ma anche l’indiscussa qualità del made in Italy enoico e il suo fascino, basato sulla spiccata identità del vino e sul forte legame con il territorio di produzione.

Lo sanno bene gli organizzatori del Concours Mondial de Bruxelles che, non a caso, hanno scelto una delle terrazze più suggestive di Roma, quella di Civita a Palazzo Generali, per premiare 32 produttori campioni (di cui 8 vincitori della Gran Medaglie d’Oro), che hanno contribuito al successo dei vini tricolore a Brno, e per permettere ad un ristretto pubblico di operatori e buyer di conoscere da vicino le loro etichette vincitrici ed una selezione di vini cechi medagliati, nel corso di un’esclusiva degustazione, arricchita anche da alcuni dei migliori vini dell’ultima edizione del Concours Mondial du Sauvignon 2020 (5-7 marzo, Blois - Touraine, Francia) sotto l’egida del Concours Mondial de Bruxelles. Saranno loro, inoltre, i protagonisti della collettiva CMB che si prepara a sbarcare al Wine Paris & Vinexpo Paris 2021, in agenda dal 15 al 17 febbraio nella capitale francese.

 

 “Favorire la visibilità delle eccellenze vinicole dei Paesi aderenti, Italia in primis, è un compito importante che ci rende orgogliosi, soprattutto alla luce del difficile momento storico che sta condizionando pesantemente l’export e i consumi. Promozione e conoscenza sono da sempre le parole chiave del nostro prestigioso concorso - ha detto Thomas Costenoble, direttore del Concours Mondial de Bruxelles – che quest’anno, pur svolgendosi in condizioni assolutamente inedite per via dell’emergenza sanitaria e con la presenza quindi di degustatori provenienti esclusivamente dai paesi europei, ha comunque garantito alti standard organizzativi e qualitativi e, soprattutto, ha tenuto fede agli intenti storici di fare da cassa di risonanza dei vini premiati a livello mondiale, di tracciare i nuovi trend e di creare momenti d’incontro decisivi per offrire ai produttori aderenti alla nostra rete nuove opportunità commerciali. Senza dimenticare il valore determinante che le medaglie del Concours Mondial de Bruxelles rivestono agli occhi dei consumatori e dunque a livello di acquisti. Malgrado la pandemia, abbiamo chiuso con successo la 27esima edizione della competizione e con questa consapevolezza stiamo già lavorando all’appuntamento del 2021 in Cina”.

 

Dopo l’edizione record di Pechino nel 2018, infatti, il Concours Mondial de Bruxelles si spinge di nuovo oltre i confini europei per approdare questa volta, dal 22 al 24 maggio 2021, nella regione di Ningxia. Una delle aree vitivinicole emergenti della Cina, quest’ultima, considerata ormai una “golden zone” per la coltivazione delle uve da vino, dove trovano ampi margini di crescita vitigni quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Syrah, Chardonnay, ma anche Riesling italico, Gamay e Semillon.

Tutti i risultati del Concours Mondial de Bruxelles 2020 possono essere consultati al seguente link:

https://concoursmondial.com/it/risultati/

Le cantine italiane presenti a Roma nell’esclusiva degustazione:

    Azienda Agricola Bagliesi Vito (Sicilia)

    Azienda Agricola Cirimannu (Puglia)

    Azienda Agricola G. Milazzo (Sicilia)

    Azienda Agricola Montegrande (Veneto)

    Azienda Agricola Selezione Teo Costa (Piemonte)

    Azienda Agricola Valentini (Toscana)

    Aziende Vitivinicole Valle (Friuli Venezia Giulia)

    Borgo Stajnbech (Veneto)

    Campoverde SPA Agricola (Calabria)

    Cantina dei Monaci (Campania)

    Cantina Mazzei G. Battani (Toscana)

    Cantina Orsogna (Abruzzo)

    Corte alla Flora (Toscana)

    De'Ricci Cantine Storiche (Toscana)

    Fattoria di Montechiari (Toscana)

    Fattoria Giuseppe Savini (Abruzzo)

    Fattoria La Vialla (Lombardia)

    I Vicini Società Agricola (Toscana)

    La Pizzuta del Principe (Calabria)

    Marchesi Gondi (Toscana)

    Mondello Wines (Veneto)

    Montedidio Società Agricola (Sicilia)

    Societa' Agricola Bosio (Lombardia)

    Società Agricola Fattoria (Toscana)

    Societa' Agricola Nativ (Campania)

    Societa' Agricola Sutto S.S. (Veneto)

    Tenuta Casteani (Toscana)

    Tenuta di Angoris (Friuli Venezia Giulia)

    Tenuta di Capezzana (Toscana)

   Tenuta vinicola Plonerhof | Erhart Tutzer e Herta Schafer (Trentino Alto Adige)

    Tenute Martarosa (Molise)

    Vie d'Alt (Friuli Venezia Giulia)

 

venerdì 18 settembre 2020

ASSOCIAZIONE VIGNAIOLI IN GROTTAFERRATA: SEI STORIE DI VINO, UN SOLO PRINCIPIO "UNITI VINCIAMO"


Un luogo sacro di grande bellezza ed interesse storico, artistico e museale, il Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata, l’Abbazia greca di San Nilo, presso la città di Grottaferrata, ha ospitato lo scorso lunedì, la presentazione ufficiale dell’associazione "Vignaioli in Grottaferrata".

 Nasciamo dalla forte Unione di sei storie di vino dalle diverse sfumature, siamo vignaioli e produttori legati dalla passione per un territorio speciale  affermano i fondatori dell'associazione, che ha come obiettivo il recupero dell’identità vitivinicola del territorio di Grottaferrata attraverso le singole aziende di prestigio.

 

 Dopo i saluti a nome della città, il sindaco Andreotti, ha evidenziato e ringraziato con particolare enfasi l’impegno e la volontà particolare di Tiziana Torelli, emblema della forza e della determinazione propria delle donne, capaci sempre di ottenere grandi traguardi: imprenditrice del vino e presidente dell’associazione Vignaioli in Grottaferrata, che ha saputo realizzare un progetto ambizioso per il territorio di Grottaferrata: stare insieme per superare tutti insieme le difficoltà di questo anno di pandemia.

L’abate Padre Francesco De Feo del Monastero Esarchico,  ha sottolineato la consonanza di valori e significati del vino per la città come per l’abbazia:  : “un luogo millenario come millenaria è la cultura del vino”.

 Gesù attraverso il vino ha voluto sublimare in maniera insuperabile il suo sacrificio sulla croce. Un elemento ricco di significati spirituali, segno della presenza forte del Signore” ha detto Padre De Feo, che ha anche ricordato come in mille anni di storia in più occasioni i monaci hanno contribuito alla lavorazione della vite.

 È intervenuta anche l’onorevole Maria Spena, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati,  che ha parlato delle difficoltà del settore e dell’importanza del lavoro di squadra.

Il racconto dei sei viticoltori, Agricola Capodarco, Emanuele Ranchella, Castel De Paolis, Gabriele Magno e La Torretta di Riccardo Magno, ha sottolineato le peculiarità delle singole aziende e il progetto comune per la riscoperta delle radici culturali di un territorio prezioso e antico, il recupero dell’identità vitivinicola del territorio di Grottaferrata e la volontà di aprire sempre di più le cantine ai visitatori e ai turisti, vero volano del commercio nazionale e internazionale anche nel settore enogastronomico.

L’associazione "Vignaioli in Grottaferrata" è infatti in grado di offrire visite in cantina, degustazioni, gastronomia tipica, soluzioni di ospitalità, per scoprire le ricchezze e peculiarità locali vivendo momenti unici che rimangano impressi nei ricordi, in collaborazione con le Associazioni attive e gli operatori del territorio. "Vignaioli in Grottaferrata" si prefigge  di lavorare in sinergia con tutti gli attori vocati alla promozione del territorio ed a partire dal 2021 sarà disponibile un calendario di eventi speciali perché nati dall'unione e collaborazione con altre Associazioni, quali Ospitalità Castelli Romani e Gustati Grottaferrata, al pari animati dal principio: "Uniti Vinciamo"

Presente all’evento anche il dottor Stefano Petrocchi, responsabile per conto del Mibact, della Direzione Regionale Musei del Lazio: ”Questa iniziativa avviene in un momento di concentrazione e riscatto. Grottaferrata e San Nilo hanno un ruolo fondamentale nell’unione tra la civiltà occidentale e quella orientale, un luogo unico al mondo che merita di essere nuovamente vivificato e il vino, elemento caratteristico, prodotto culturale di questo territorio, può avere proprio nella millenaria abbazia il suo giusto punto di riferimento”.

L’evento si è concluso con la degustazioni dei vini delle diverse aziende, ascoltandone il racconto direttamente dai produttori, presso i banchi di assaggio allestiti all’interno del cortile cinquecentesco con il portico del Sangallo. 

Le sei aziende associate:

Villa Cavalletti

Emanuele Ranchella

Gabriele Magno

La Torretta di RiccardoMagno

Capodarco

Castel De Paolis

Organizzazione e comunicazione a cura di Romawinexperience.