giovedì 16 febbraio 2017

TORNA A ROMA I MIGLIORI VINI ITALIANI


 

Dal 16 al 19 febbraio 2017 torna a Roma “I migliori vini italiani”, evento dedicato al mondo del vino con la partecipazione di oltre 100 espositori e più di 600 etichette.
Luca Maroni, analista sensoriale, una delle più autorevoli firme dell’enologia italiana, torna nella Capitale al Salone delle Fontane all’ Eur per premiare le eccellenze vitivinicole nazionali. 
I MIGLIORI PRODUTTORI D’ITALIA presenteranno l’eccellenza della loro ultima produzione.

Nella serata inaugurale saranno premiati I MIGLIORI VINI ITALIANI con la consegna dei riconoscimenti da parte di Luca Maroni. 

Dopo il gala di inaugurazione, inizieranno le degustazioni libere dei vini per assaporare e conoscere da vicino i prodotti dell’eccellenza italiana, accompagnati da assaggi di specialità gastronomiche Made in Italy
ORARI
GIOVEDI’ 16 FEBBRAIO 2017
Ore 19.00 – 24.00
Serata di premiazione dei migliori vini italiani, secondo la classifica stilata sui risultati della nota guida ANNUARIO DEI MIGLIORI ITALIANI 2017 di Luca Maroni. A seguire degustazione presso i banchi di assaggio.
VENERDI’ 17 FEBBRAIO 2017 
Ore 16.00 – 24.00 (Ultimo ingresso ore 23.00)
Apertura al pubblico con degustazioni enogastronomiche, presentazioni nuovi vini, degustazioni guidate da Luca Maroni e iniziative collaterali.
SABATO 18 FEBBRAIO 2017
Ore 16.00 – 24.00  (Ultimo ingresso ore 23.00)
Apertura al pubblico con degustazioni enogastronomiche, presentazioni nuovi vini, laboratori per bambinidegustazioni guidate da Luca Maroni e iniziative collaterali.
DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017
Ore 16.00 – 21.00 (Ultimo ingresso ore 20.00)
Apertura al pubblico con degustazioni enogastronomiche, presentazioni nuovi vini, laboratori per bambini, degustazioni guidate da Luca Maroni e iniziative collaterali.

Salone delle Fontane – Eur Via Ciro il Grande, 10-12, 00144 Roma.
Da giovedì 16 a domenica 19 febbraio 2017
Prezzo: 20 euro in omaggio il bicchiere da degustazione e la taschina porta bicchiere.
Ingresso gratuito per gli operatori del settore, previo accredito sul sito www.imiglioriviniitaliani.com o al desk nei giorni di manifestazione.


LE LEVAIN: ECLAIR MON AMOUR


Le levain significa “lievito madre”. È da queste due parole che Giuseppe Solfrizzi comincia la sua
avventura, consacrando tutta la sua passione per la lievitazione e l’artigianalità nella sua massima
espressione.
Nel dicembre 2014 apre Le Levain, una boulangerie - pâtisserie di stampo francese, con un
obiettivo ambizioso: riuscire a trasmettere vere e proprie emozioni ad ogni assaggio.
Da Le Levain ogni prodotto è creato con estrema cura e passione. Vengono utilizzate solo materie
prime eccellenti, valorizzate dal lavoro artigianale: nessun prodotto lavorato o semi-lavorato,
nessun additivo, aroma o conservante.
Tra i dolci più amati da Le Levain c’è l’Éclair, un lungo pasticcino di pasta choux glassato e riempito
con crema, disponibile al cioccolato oppure al caffè. È un prodotto dalla preparazione complessa
ma dal gusto semplice e versatile, che lascia grande spazio alla creatività: ecco perché lo Chef
Giuseppe Solfrizzi lo ha scelto per dedicargli una linea esclusiva in edizione limitata:
Éclair Mon Amour
Nasce così il progetto Éclair Mon Amour: 5 éclairs Speciali, ideati e creati dallo Chef Giuseppe
Solfrizzi, che si susseguiranno uno dopo l’altro da Le Levain come “Speciale del mese”.

Si comincia dal mese di marzo con L’Éclair Exotique: un éclair con chutney d’ananas, cremoso al
frutto della passione, mini babà al rhum ed una leggera mousse alla vaniglia.
Ad aprile c’è l’Éclair Mont Blanc: un éclair con marron glacé, crema chantilly alla fava di Tonka,
meringa, vermicelli di marroni e zeste di lime.
 A maggio c’è l’Éclair Django: ispirato all’oramai celebre dessert creato da Giuseppe Solfrizzi, è un
éclair con pasta choux 100% cioccolato, confit di lampone, croccante al grue e mousse al
cioccolato Valrhona, decorato con foglie d’oro commestibile.
A giugno c’è l’Éclair Caramel Vanille: un éclair con caramello al burro salato morbido, pralinato
mandorla e nocciola, crema chantilly alla vaniglia del Madagascar e caramello croccante. Anche
qui, ritroviamo un abbinamento molto caratterizzante nella linea di prodotti di Le Levain.
A luglio c’è l’Éclair Cheesecake Coccolime: un éclair dal gusto fresco, fatta con cremoso al lime,
mousse fromage blanc, cocco e sablè cheesecake.

Via Luigi Santini, 22-23
Aperto tutti i giorni
Lunedì - Sabato: 8.00 – 20.30
Domenica: 9.00 – 18.30

lunedì 23 gennaio 2017

SOUFFLÈ AL CIOCCOLATO E PEPERONCINO


“Provatelo che ne vale la pena, anzi vi dirò che sarà giudicato squisito”
così Pellegrino Artusi  inizia la ricetta del Soufflè di Luisetta e non si può che essere d’accordo.
Il souffle (dal francese souffler, soffiare) crosta sottile come un velo,  cuore morbido, umido, spumoso e leggero, che si scioglie in bocca, è squisito. Il procedimento non è difficile ma per la sua buona riuscita è necessario rispettare alcune regole.

Un soufflé ben riuscito deve crescere come un cilindro senza cadere lateralmente o spaccarsi.

Gli stampi  vanno imburrati in abbondanza con burro morbido  e su tutta la superficie, senza lasciare spazi non imburrati; altrimenti il soufflé non crescerà diritto e si creperà. Per i soufflé dolci gli stampi si cospargeranno poi  con lo zucchero .
Gli albumi devono essere montati subito prima di essere incorporati al composto e devono avere la giusta consistenza, ovvero, sollevando  la frusta si deve formare  una punta leggermente arcuata che non deve cadere.
La base deve essere fredda, e gli albumi vanno incorporati mescolando delicatamente affinchè non smontino.
Il composto pronto va versato subito nello stampo fino all'orlo, senza lasciare spazi vuoti, poi va livellato.
Lungo il bordo dello stampo va passato il dito per eliminare il composto in eccesso, altrimenti costituirebbe un  punto di ancoraggio facendo crescere il soufflé storto, o facendolo aprire durante la cottura.
Lo stampo deve essere  di porcellana o  di pyrex,  cilindrico, dalle pareti lisce e perfettamente diritte.
La base del soufflé può essere preparata  in anticipo e conservata in frigorifero; gli albumi montati vanno aggiunti solo all’ultimo momento prima di infornare.
La presentazione classica di un soufflé è nello stampo di cottura, appoggiato  su un tovagliolo, al centro di un piatto piano.
Il soufflé deve essere servito subito perchè resiste fuori dal forno pochi minuti prima di cominciare a sgonfiarsi... e, per questo, non è facile da fotografare, è necessario essere molto veloci.
La ricetta di questo soufflè dolce è una mia elaborazione del "Soufflè al limone" dello chef Lele Usai,  preparato  durante un corso svoltosi nella scuola di cucina "A Tavola con lo Chef". Nella ricetta ho usato il cacao e il sofflè cresce in maniera perfetta; sto cercando di perfezionare anche la versione con il cioccolato perchè  il gusto è migliore ma il soufllè mi cresce un po' di meno.
Soufflè al cioccolato e peperoncino
Ingredienti 
pr la crema di base
200 g di  latte
50   g di panna
75   g di zucchero
50   g di tuorli
23   g di maizena
10    g di cacao in polvere
q.b. di peperoncino
per la meringa
200 g di albume
80   g di zucchero

Procedimento
Crema di base
Portare a bollore il latte con la panna e il peperoncino tagliato a pezzetti e lasciare in infusione per 30 minuti. La quantità del peperoncino dipende  dalla sua piccantezza e dal gusto soggettivo, è necessario assaggiare dopo l'infusione. Ho usato il peperoncino lungo calabrese e ne ho messo quasi una metà. 
Nel frattempo in una ciotola   mescolare la maizena con lo zucchero e il cacao, poi unire i tuorli e girare fino a ottenere un composto liscio. Filtrare il latte con la panna, schiacciando con il cucchiaio il peperoncino (e assaggiare), riportare a bollore e versare sul composto di tuorli e polveri; trasferire in un pentolino e cuocere a fuoco basso mescolando fino a raggiungere la giusta consistenza (fino a 82°C).


Meringa
In una ciotola far schiumare gli albumi e unire lo zucchero a pioggia. Montare fino ad ottenere una meringa consistente, deve avere la stessa consistenza della crema.

Mettere in una ciotola 350 g di crema base a temperatura ambiente e stemperare con un po' di  meringa , poi unire la rimanente meringa mescolando delicatamente con una spatola morbida.
Riempire con il composto gli stampi da soufflè (max 10 cm di diametro) precedentemente imburrati e zuccherati, livellare con una spatola, cospargere di zucchero a velo e  pulire bene il bordo con il dito. 
Cuocere in forno caldo a 150°C  fino a quando il soufflè è cresciuto di almeno tre dita.
Servire subito.



giovedì 22 dicembre 2016

BABINGTON'S TEA ROOMS: IL RITO DEL TE' VITTORIANO A ROMA





Babingtons è la cerimonia del tè inglese, la sala da tè più antica della capitale: atmosfera british immutata nel tempo e una storia lunga più di 120 anni che ancora continua grazie a Chiara Bedini e Rory Bruce, pronipoti di Isabel Cargill,  una delle due fondatrici della sala da tè.  
"Quasi tutte le strade portano a Roma. Ma tutte, assolutamente tutte le strade di Roma portano a Piazza di Spagna. Alla Scalinata. Alla fontana del Bernini. Dei due Bernini (padre e figlio). E quindi da Babingtons. Fateci caso.” afferma  Beniamino Placido nella sua prefazione a "Babingtons: un centenario, pubblicato nel 1993 per festeggiare il centenario della Sala da Tè.
Fondata nel 1893, a due passi dalla splendida scalinata di Trinità dei Monti e dal « gruppo di pensioni vicino a via Condotti .. conosciuto come il Ghetto Inglese “- John Pemble - perché frequentato dagli inglesi che, dopo aver ammirato Roma, si ritiravano nelle loro stanze per scrivere o per dipingere, ispirati dalla città meta del Gran Tour. Una città che bisognava conoscere per completare la propria formazione; scriveva Samuel Johnson che “ Un uomo che non sia stato in Italia sarà sempre cosciente della propria inferiorità, per non aver visto quello che un uomo dovrebbe vedere”.
Ancora oggi la scalinata di Trinità dei Monti è tra due presidi inglesi: la Keats & Shelley House a destra e a sinistra  Babingtons, la sala da tè più famosa di Roma, aperta da due energiche signorine inglesi, Miss Anna Maria Babington e Miss Isabel Cargill, venute a Roma determinate ad aprirvi un’attività commerciale, con i loro risparmi, 100 sterline.
L’impresa all’epoca comportava notevoli rischi soprattutto perché in Italia non era diffusa l’usanza di bere il tè che veniva venduto soltanto in farmacia. La sala da tè Babingtons, aperta  in Via Due Macelli 66, riscosse un immediato successo e dopo un anno dalla sua apertura fu spostata nella sede attuale, in Piazza di Spagna. Forse Miss Babington e Miss Cargill, consapevoli di offrire un prodotto tipicamente inglese,  avevano sempre avuto l’obiettivo di  insediarsi nella splendida piazza, frequentata quasi esclusivamente dai visitatori stranieri, soprattutto anglosassoni.
Lo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1914, segnò una battuta d’arresto al successo della sala da tè, la sorella di Isabel, Annie, prese in mano la situazione e rinnovò l’arredamento “Un pavimento di stuoie di cocco fu steso da muro a muro e furono installati lampadari a gas. Le pareti erano rivestite con linoleum di una tinta fra il verde scuro e il marrone. L’arredo consisteva in tavolini quadrati di pino scuro mentre tavolini tondi più grandi occupavano gli angoli. Sedili imbottiti cingevano le pareti, ... l'arco era ornato da una elegante tenda di pesante tessuto cordonato rosso scuro raccolta ai lati con due anelli. Le sedie erano di semplice legno ricurvo e paglia naturale con cuscini verdi. Le teiere, in metallo Britannia, erano importate dall’Inghilterra perché in Italia non esisteva niente di simile...,  
ricorda la figlia Dorothy...e la sala da tè si riempì nuovamente.
Malgrado la politica anti inglese di Mussolini Babingtons restò sempre aperta, con la sua insegna inglese ben evidente e i solidi caratteri in bronzo su una targa di romanissimo travertino. Paradossalmente da Babingtons accadeva di incontrare gerarchi e uomini politici in prima sala mentre la terza sala,  a pochi tavolini di distanza, ospitava l’intelleghenzia antifascista che entrava ed usciva dalla cucina.
Nel gennaio del 1944  la gestione di Babingtons passò alla figlia  Dorothy che ampliò il menù per soddisfare le esigenze della  clientela con nuovi piatti che ancora oggi costituiscono la curiosità di Babingtons come il Canarino e il Poppy Rice. Il  tè rimase comunque la bevanda più richiesta:  il terzogenito di Dorothy si recò personalmente a Londra per creare insieme a mister Richardson, proprietario del magazzino di Worship Street  stracolmo di profumati tè esotici, una nuova  miscela da adattare all'acqua della Barcaccia, nacque così la prima miscela di Babingtons: il Babingtons Special Blend. Fu sempre Valerio a  disegnare il famoso gattino nero, logo della sala, ispirandosi a Mascherino, un gatto nero che di giorno sonnecchiava sui comodi cuscini della sala da tè.
Babingtons  ha ospitato famiglie reali, politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura che rivivono nel libro che custodisce le loro firme e qualche pensiero, gelosamente conservato  da Rory e Chiara.  

Sono loro, rispettivamente  figli di Diana e Valerio, che hanno apportato due grandi novità: l’apertura del Babingtons Tea Shop e l’inaugurazione dell’ingresso sulla Scalinata di Piazza di Spagna. 
 
Anche oggi sui tavolini del 1930, apparecchiati con le tipiche tovagliette di paglia, nelle tazzine di porcellana verde acqua, si sorseggiano i tè serviti nelle teiere d'argento, sempre alle corrette temperature a seconda della miscela.
Ricca e unica la Carta dei tè, Blend classici e esclusivi per i diversi momenti della giornata si alternano a novità interessanti e dinamiche.
Per colazione Babingtons Morning Blend con tè nero Cylon o Babingtons Special Blend, creato negli anni ’50 del Novecento con Ceylon, Darjeeling e China. Poi si passa a Babingtons Afterrnoon Blend con tè neri Cinesi e Indiani leggermente affumicati, o Babingtons Royal Blend, una miscela di China Keemun, Darjeeling Quality Leaf e Formosa Oolong Fancy donata alla Regina Elisabetta II durante la Sua visita a Roma. Grande spazio anche alle singole provenienze, con un’ampia scelta di miscele suddivise fra India, Ceylon, Taiwan e China.
Inseriti in menù i 7 tè di Roma creati dalla blender Babingtons per celebrare la Città Eterna, con nomi che rimandano ai grandi simboli della Capitale dalle caratteristiche differenti e uniche, e quindi Arrivederci Roma, L’Universo di Michelangelo, Vacanze Romane, Rome In Love,  Passeggiata Ai Fori, In Tè Veritas e Emperor’s Tea.
Tutti i giorni, dalle 10.00 am alle 9.00 pm, da Bagintons ci si può  fermare per assaggiare piatti della tradizione inglese prepararti seguendo le ricette di famiglia e con grande attenzione e rispetto alla provenienza della materia prima.
Si può scegliere fra un ricco English Breakfast con uova, bacon, pomodori, funghi alla griglia e pane tostato fatto in casa con burro e marmellate, o un tè accompagnato dai classici Scottish Scones serviti con panna montata e marmellata di fragole. Ma anche optare per un Afternoon Tea con tè a scelta e pasticceria mignon salata e dolce, o per un Brunch con uova Benedectine su muffin all’inglese, un dolce, una spremuta di arancia e una miscela esclusiva di tè o caffè Babingtons. Alla carta anche gli imperdibili home made Club Sandwiches, il Pilaf curry con pollo o uova, il BeefBurger e la Shepherd Pie, quando il freddo inizia a farsi sentire.
Grande spazio anche alla pasticceria con dolci principalmente di origine Anglosassone preparati artigianalmente nel laboratorio proprio seguendo le ricette di “casa Babingtons” o dal celebre libro del 1861 “Mrs Beeton's Book of Household Management”.
Nel Tea Shop all’ingresso si può portare via un po’ di Inghilterra, scegliendo fra l’ampia varietà di selezionate miscele uniche e provenienti da tutto il mondo, da sorseggiare a casa proprio o da regalare in eleganti confezioni personalizzate.

Molti gli eventi , i corsi e le degustazioni che Babingtons organizza per  chi si vuole avvicinare al mondo del tè e conoscerlo in tutte le sue sfaccettature. Quattro percorsi diversi da novembre 2016 a maggio 2017. 
Suggestivi i TèVittoriani, tutti  i lunedì dalle 17.00 alle 19.00, dal  23 gennaio fino al  10 aprile 2017, sarà  possibile godersi un tè nella tipica atmosfera dei Victorian Tea Partiestra, le note  di un’arpa suonata dal vivo e il calore di un camino acceso,  seduti a tavole apparecchiate  con antiche tovaglie e raffinate porcellane dell’epoca della Regina Vittoria,  serviti da cameriere vestite con abiti di fine ‘800: un tuffo nelle origini della sala da tè più vittoriana d’Italia. Costo  37,00 euro o  50,00 euro a persona, per chi vuole accompagnare la degustazione con un bicchiere di Champagne.


Babingtons Tea Room
Piazza di Spagna, 23 – Roma

Tel: +39 06 6780846

Email:  tea@babingtons.com