lunedì 14 settembre 2026

PRAESENTIA, DAL CILENTO LA PROPOSTA DI UN MODELLO REGIONALE PER IL TURISMO ESPERIENZIALE

 Dalla terza tappa di “Praesentia – Gusto di Campania Divina” arriva una proposta per la Campania: elaborare linee guida regionali capaci di mettere a sistema territori, imprese, produzioni, cultura e competenze e trasformare il patrimonio locale in esperienze turistiche strutturate e riconoscibili. Il Cilento, con la Dieta Mediterranea, diventa il laboratorio concreto di questa riflessione.

Non cercare nuove destinazioni, ma costruire intorno a quelle esistenti una rete di esperienze capace di valorizzarne identità, produzioni e patrimonio. È questa la prospettiva che emerge dalla terza tappa di Praesentia – Gusto di Campania Divina, dedicata al rapporto tra Cilento, Dieta Mediterranea e turismo esperienziale.

Al centro della riflessione c'è una proposta rivolta alla Regione Campania: la definizione di linee guida regionali per il turismo esperienziale, uno strumento in grado di mettere in relazione territori, competenze e operatori e di trasformare risorse spesso già presenti, ma non sempre collegate tra loro, in proposte turistiche riconoscibili.

DALLA DIETA MEDITERRANEA UN'IDEA DI TURISMO

Il Cilento rappresenta uno dei territori nei quali questa impostazione trova una delle sue espressioni più immediate. La Dieta Mediterranea non è infatti soltanto un patrimonio gastronomico, ma un sistema di conoscenze e pratiche che comprende agricoltura, paesaggio, convivialità, salute, biodiversità e rapporto con le comunità.



A Pioppi, nel Museo Vivente della Dieta Mediterranea, questo patrimonio trova uno dei suoi luoghi simbolici. È qui che si intreccia la memoria delle comunità cilentane con Ancel Keys, lo studioso statunitense che per decenni analizzò lo stile di vita e l'alimentazione della popolazione locale, contribuendo alla conoscenza internazionale della Dieta Mediterranea.

La sua storia può diventare parte di un'esperienza turistica più ampia, insieme ai luoghi, alle persone e alle tradizioni che hanno reso possibile quella cultura alimentare. La Dieta, riconosciuta dall'UNESCO nel 2010 come patrimonio culturale immateriale dell'umanità, offre proprio per questo una chiave per collegare elementi diversi del territorio.

VELIA, DOVE ARCHEOLOGIA E PAESAGGIO SI INCONTRANO

La stessa logica emerge a Velia, dove il patrimonio archeologico dialoga con l'ambiente naturale nel quale è immerso.



La visita guidata dalla direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D'Angelo, ha evidenziato il valore della macchia mediterranea, delle piante spontanee, dei melograni e della biodiversità che caratterizzano il sito. Qui il patrimonio immateriale può diventare concreto attraverso la bellezza dei luoghi, i sapori e le conoscenze legate al territorio.



Anche l'olio Iulius, prodotto dalla Cooperativa Nuovo Cilento utilizzando gli ulivi presenti nell'area archeologica, racconta questa continuità. Il paesaggio storico non è separato dall'agricoltura contemporanea, ma può diventare parte di un racconto nel quale archeologia, natura e produzioni locali si rafforzano reciprocamente.

È questo uno degli esempi di come potrebbe funzionare un turismo esperienziale costruito a partire dalle risorse reali dei territori.

AGRICOLTURA E TURISMO, UN LEGAME DA RAFFORZARE

In questa prospettiva assume un ruolo centrale anche il rapporto tra agricoltura e turismo. Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania, ha richiamato il valore della Dieta Mediterranea come patrimonio agricolo fatto di biodiversità, produzioni identitarie, tecniche e conoscenze.



Il turista può essere accompagnato nei luoghi della produzione, incontrare agricoltori e produttori, conoscere le storie delle aziende e comprendere il legame tra ciò che arriva sulla tavola e il paesaggio nel quale nasce.

L'esperienza turistica diventa così anche uno strumento per dare maggiore visibilità all'economia locale e per rafforzare il rapporto tra visitatori e comunità.

LE LINEE GUIDA REGIONALI PER METTERE A SISTEMA I TERRITORI

È proprio da queste connessioni che nasce la proposta di costruire un modello regionale per il turismo esperienziale.



Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania, ha introdotto il confronto sottolineando la necessità di costruire un'alleanza con i territori. Istituzioni, imprese turistiche, produttori, operatori culturali, professionisti e comunità locali sono chiamati a partecipare alla costruzione di un sistema nel quale le singole esperienze possano essere collegate e valorizzate.

Non un catalogo indistinto di attività, dunque, ma un metodo per riconoscere le peculiarità dei territori e costruire intorno ad esse percorsi coerenti.

Nel caso del Cilento, la Dieta Mediterranea può rappresentare il filo conduttore capace di unire archeologia, agricoltura, gastronomia, natura, cammini, cultura della salute e tradizioni locali.

IL TURISMO DEL BENESSERE OLTRE LA STAGIONE ESTIVA

Elisabetta Moro, docente alla Suor Orsola Benincasa e alla Federico II, curatrice scientifica di Praesentia e direttrice del Museo Virtuale/Vivente della Dieta Mediterranea, ha evidenziato le potenzialità di questo approccio.



Le ricerche più recenti sull'adesione degli italiani alla Dieta Mediterranea mostrano un interesse che va oltre l'alimentazione e comprende sostenibilità, prodotti locali, attività fisica, movimento e benessere. Da qui la possibilità di rivolgersi a un visitatore interessato a vivere il territorio e non soltanto a soggiornarvi.

Camminare, conoscere i produttori, partecipare a laboratori di cucina, scoprire le erbe spontanee, visitare siti archeologici, seguire i percorsi legati alla storia di Ancel Keys: esperienze diverse possono convergere nella costruzione di una destinazione del benessere mediterraneo.

Una proposta di questo tipo permette inoltre di superare la dipendenza dalla sola stagione balneare. La raccolta delle olive e dell'uva in autunno, i cammini e la gastronomia in inverno, la biodiversità e la natura in primavera possono diventare altrettante occasioni per conoscere il territorio.

TURISMO E SVILUPPO DELLE COMUNITÀ

La valorizzazione turistica acquista così una dimensione economica e sociale. L'obiettivo non è soltanto aumentare le presenze, ma fare in modo che il turismo produca ricadute sulle comunità, sulle imprese e sulle professionalità locali.

Stefano Pisani, sindaco di Pollica, ha posto l'accento proprio sulla necessità di trasformare il patrimonio del territorio in uno strumento capace di creare opportunità e favorire la permanenza delle persone nei piccoli comuni.

In questo quadro si inserisce il progetto del Cammino della Dieta Mediterranea, un percorso di circa 140 chilometri attraverso 13 comuni, pensato per collegare territori e comunità attraverso un patrimonio condiviso.

La sfida riguarda anche le nuove generazioni: trasferire conoscenze e tradizioni significa creare le condizioni perché possano diventare competenze, professioni e nuove opportunità di lavoro.

LA GASTRONOMIA COME ESPERIENZA

La cucina rappresenta un altro elemento attraverso il quale questo patrimonio può essere trasformato in esperienza.

Lo showcooking coordinato dal giornalista Luciano Pignataro ha portato al centro della scena prodotti, ricette e saperi del Cilento, con la partecipazione di Franca Feola della Locanda Le Tre Sorelle di Casal Velino, Marco Cefalo di In Cibum e Antonello Aliberti della Pasticceria Aliberti di Casal Velino.

Dalle erbe spontanee alle alici, dai fichi del Cilento alle produzioni locali, fino alle preparazioni dolci, la cucina diventa così uno strumento per raccontare un territorio attraverso i suoi ingredienti e le sue tradizioni. Un racconto completato dalla musica della posteggia di Francesco Formicola e Tommaso Immediata.



DAL CILENTO UNA PROPOSTA PER TUTTA LA CAMPANIA

La riflessione di Praesentia parte dunque da un territorio particolarmente rappresentativo, ma guarda all'intera Campania.

Il Cilento mostra come patrimonio culturale, agricoltura, paesaggio, gastronomia e comunità possano essere collegati all'interno di un'unica proposta turistica. Le linee guida regionali potrebbero offrire il quadro necessario per replicare questo metodo in altri territori, rispettandone le specificità.

La prospettiva è quella di passare dalla semplice valorizzazione delle risorse alla costruzione di esperienze organizzate e riconoscibili: mettere in rete ciò che già esiste, creare nuove occasioni di visita e fare del patrimonio locale una leva per l'economia e per le comunità.

È questa, dal Cilento, la proposta che Praesentia consegna alla Campania: non un nuovo prodotto da costruire artificialmente, ma un metodo per dare forma turistica alle identità che i territori già possiedono.