martedì 30 agosto 2022

"VINI D’ABBAZIA" LE STORIE VITIVINICOLE DELLE ABBAZIE D’ITALIA

                         "VINI D'ABBAZIA" 
   DAL 2 AL 4 SETTEMBRE, NEL CHIOSTRO DELL’ABBAZIA DI FOSSANOVA A PRIVERNO

CHIOSTRO DELL’ABBAZIA DI FOSSANOVA



Il vino in Europa e nel mondo ha sempre avuto un profondo e inscindibile legame con il cristianesimo; la Chiesa cattolica ha sempre posto grande attenzione alla viticoltura proprio per poter assolvere al sacramento dell’Eucaristia:

“Il sacramento dell’eucaristia può essere celebrato solo con il vino della vite, perché questo è il volere di Cristo Gesù, che scelse il vino quando ordinò questo sacramento” scriveva san Tommaso d’Aquino nel XIII sec.

Monasteri, abbazie e conventi, sin dal Medioevo, hanno avuto un ruolo fondamentale nella produzione del vino e nella preservazione di vitigni che altrimenti sarebbero andati perduti.

Una storia che merita di essere raccontata. È questo lo scopo di Vini d’Abbazia, la manifestazione che si svolgerà dal 2 al 4 settembre 2022 nello splendido scenario del Borgo di Fossanova a Priverno (Latina). L’evento è organizzato da Pro Loco di Sabaudia e Associazione Passione di Vino, in collaborazione con Slowine, Strada del Vino di Latina, Pro Loco di Priverno, con il contributo della Regione Lazio, dell’Arsial, del Comune di Priverno e della Direzione Regionale dei Musei del Lazio.

Vini d’Abbazia mira a raccontare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella preservazione di vitigni che altrimenti sarebbero andati perduti. Proprio al tema “Il vino tra storia e territorio” è dedicato l’incontro che aprirà la manifestazione venerdì 2 settembre alle ore 18, con la partecipazione di Enrica Onorati, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio - Marcello Masi, autore e conduttore del programma di Rai1 Linea Verde - Marco Carpineti, presidente Strada del Vino di Latina - Rocco Tolfa, giornalista TG2. Condurrà l’incontro l’autrice televisiva Isabella Perugini, introdotto dai saluti di Annamaria Bilancia, Sindaco di Priverno.

A seguire, l’apertura della Mostra sui Vini d’Abbazia allestita all’Auditorium Infermeria dei Conversi: di ogni Cantina presente alla manifestazione verrà raccontata la storia e il legame con le dimore dei monaci.

Protagoniste dell’evento saranno le abbazie, i monasteri e i conventi dislocati su tutto il territorio italiano: a partire dall’Alto Adige, con la presenza dell’Abbazia di Novacella, quella di Muri-Gries e della Cantina Valle Isarco che cura i vigneti del Monastero di Sabiona; l’Abbazia di Praglia – Monastero Benedettino della provincia di Padova - e l’Abbazia di Busco del Veneto; l’Abbazia di Rosazzo del Friuli Venezia Giulia, i cui vigneti millenari sono affidati alla Cantina Livio Felluga. 

BADIA A PASSIGNANO

La Toscana è rappresentata dalla Badia di Passignano (Abbazia di Vallombrosa), le cui storiche cantine sono in uso da parte della Famiglia Antinori e dal Monastero dei Frati Bianchi di Fivizzano (Massa Carrara); mentre l’Umbria e il suo legame tra vino e religione verrà raccontato dall’Azienda Agricola Arnaldo Caprai e dal Monastero di Bose, con le uve coltivate nelle terre del Monastero di San Masseo ai piedi del centro storico di Assisi.

MONASTERO DELLE SUORE TRAPPISTE DI VITORCHIANO


Ben rappresentato il Lazio, con i vini artigianali del Monastero delle suore Trappiste di Vitorchiano, dall’Abbazia di Valvisciolo di Sermoneta e dai vini prodotti nel territorio pontino con le Cantine che aderiscono alla Strada del Vino di Latina: Sant’Andrea, Marco Carpineti, Casale del Giglio, Cincinnato, Pietra Pinta, La Valle dell’Usignolo, Villa Gianna, Donato Giangirolami.

In Campania, la Cantina Feudi di San Gregorio ha voluto dedicare uno dei loro vini più importanti all’Abbazia del Goleto che, fondata nel 1133 a Sant’Angelo dei Lombardi, ha salvato nel medioevo i vitigni autoctoni campani Greco di Tufo, Fiano e Aglianico; presente anche l’Abbazia di Crapolla di Vico Equense.

Ad accendere i riflettori internazionali su Vini d’Abbazia sarà la partecipazione del gruppo Les Grands Chais de France, con il marchio Francois Martenot, che racconterà lo straordinario patrimonio storico culturale vitivinicolo della Borgogna, con i rinomati vini dell’Hospice de Beaune. Nella Sala del Refettorio dell’Abbazia, venerdì 2 settembre alle ore 20, proprio Cedric Dechelette, della Maison François Martenot, sarà protagonista della Master Class con degustazione dei vini di Borgogna firmati Hospices de Beaune.

 La location

L’Abbazia di Fossanova è il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia. I monaci cistercensi che la fondarono nel 1208 provenivano dal monastero di Citeaux in Francia: un monastero che è stato fondamentale per la produzione dei blasonati vini della Borgogna. Da questo legame nasce l’idea di ospitare a Fossanova una manifestazione che racconti il contributo dei religiosi alla storia del vino. Il complesso monumentale è straordinario. Circondato da un borgo che non ha quasi bisogno di presentazioni, né al turista che vi si reca e che viene immediatamente circondato dalla rara bellezza delle stradine, dei ciottoli, dei piccoli negozietti artigianali che regalano una vita speciale agli abitanti del posto, né a questi ultimi che, ogni giorno, godono della bellissima pace di un luogo senza tempo.

L’evento

Alla tre giorni dell’evento, che si svolgerà proprio nel caratteristico chiostro dell’Abbazia dalle ore 18 alle 22, parteciperanno oltre venti cantine selezionate con la collaborazione di Slow Wine. Alle degustazioni si alterneranno anche momenti di confronto volti a scoprire le connessioni di questa tipologia di vini con i periodi storici e le realtà culturali in cui sono nati. Oltre all’incontro dedicato ai vini di Borgogna, sono in programma altre due Master Class: sabato 3 settembre alle ore 20, il produttore Marco Caprai racconterà il Sagrantino dalle sue origini, legate a San Francesco, al successo internazionale di oggi. Nel corso della Master Class verranno degustati alcuni dei suoi vini più celebri. Domenica 4 settembre alle ore 20, il produttore Nazzareno Milita della Strada del Vino di Latina, parlerà dei vini del territorio pontino, con una degustazione di alcune delle sue eccellenze.

“Siamo molto orgogliosi di portare alla conoscenza di tutti un racconto storico così importante. L’evento è unico nel suo genere e siamo sicuri che metterà alla luce un vero e proprio patrimonio culturale da riaffermare e difendere. Poterlo fare in uno scenario storico, artistico e religioso come l’Abbazia di Fossanova, fondata proprio dai frati cistercensi provenienti dalla Borgogna e dove, tra l’altro, è morto San Tommaso d’Aquino, fa assumere all’evento un fascino unico”, le parole di Gennaro di Leva, presidente Pro Loco di Sabaudia e di Massimo Bevilacqua, presidente Associazione “Passione di Vino”.

 Un evento che merita di essere visto, vissuto e raccontato, non solo con gli occhi e la voce di chi lo ha pensato, ma anche con le emozioni di tutti gli attori coinvolti e di un territorio magico e ricco di storia. Proprio a questo scopo sono previste nei giorni di sabato e domenica alcune visite guidate al Borgo di Fossanova, dal titolo “Quando i monaci creano il gusto”, organizzate a cura di Slow Food Travel Monti Lepini.

 INFO

L’Abbazia di Fossanova è raggiungibile con circa un’ora e mezza d’auto da Roma o con la linea ferroviaria per Priverno/Fossanova.

Abbazia di Fossanova – Via San Tommaso d’Aquino, 1 – Priverno (LT)

Da venerdì 2 a domenica 4 settembre 2022 - Dalle ore 18.00 alle 22.00

Biglietto giornaliero €20,00 – Biglietto giornaliero + Master Class €30,00

Prevendita e info www.vinidabbazia.com

 

lunedì 27 giugno 2022

SOGNANDO LA CATALOGNA: “CATALUNYA, ON EL MENJAR ÉS CULTURA”, ALLA SCOPERTA DI GASTRONOMIA, TERRITORI E VINO

 

CATALOGNA, DOVE MANGIARE È CULTURA

Potrei dire “e quattro”, è la quarta volta che vado in Catalogna, perché l’evento che si è svolto all’Orto Botanico di Roma "Catalunya, on el menjar ès cultura" è stato una fantastica immersione nella cultura catalana. Complice la splendida cornice verde, l’insolita calura per il mese di maggio e gli ottimi vini, ho immaginato di esservi tornata, virtualmente. 

Si fa presto a dire Catalogna, in realtà i miei “precedenti” viaggi riguardavano piuttosto Barcellona, città cosmopolita, multietnica e multiculturale, un mix di Europa e Africa ne La Rambla, e di comunità islamiche appena te ne allontani. Una città che puoi scoprire seguendo il genio di Gaudì o di un giovane Picasso; lasciandoti guidare dall’amore per la musica e l’arte in una delle più belle sale da concerto al mondo, il Palau de la Música; avventurandoti per le strette stradine del Barrio Gòtico e scoprendo maestose chiese o incappando in artisti di strada; passeggiando a piedi fermandoti a gustare tapas  accompagnate da vino, cava o vermouth.

Ma il racconto di Marco Cum sulle cantine catalane ha fatto riemergere un ricordo latente: la visita in un’azienda vinicola in un piccolo villaggio del Penedès, con le cantine a dodici metri di profondità, dove ho scoperto lo Xarel-lo e il cava, l'avevo dimenticato.  Una piccola anticipazione  o un  segnale per approfondire la conoscenza della Catalogna, dove natura, cultura e buon cibo convivono.

L’evento fa parte della manifestazione organizzata dalla Delegazione del Governo della Catalogna in Italia “Catalunya, on el menjar és cultura”, Catalogna, dove mangiare è cultura. La cultura enogastronomica catalana e i prodotti enogastronomici della Catalogna, ben distinti da quelli in generale spagnoli, non sono abbastanza conosciuti e valorizzati in Italia ma, al contempo, destano molta curiosità ed interesse per l'alta qualità.

Hanno collaborato ad organizzarlo  l'Institut Ramon Llull, l’organismo che ha lo scopo di promuovere la cultura catalana a livello internazionale, e Prodeca, azienda pubblica del Governo della Catalogna che promuove il settore agroalimentare catalano.

La manifestazione è stata inaugurata da un primo incontro, riservato ai più piccoli in età scolare, con la scrittrice Núria Parera e con un laboratorio grafico, presso la libreria Ottimomassimo.

Luca Bellizzi, Delegato del Governo della Catalogna in Italia, presente insieme al suo staff, ha aperto l’evento riservato a cariche istituzionali, operatori del settore, stampa e Horeca, nella meravigliosa cornice dell'ORTO BOTANICO DI ROMA.

IL VIDEO DI PRESENTAZIONE DI “CATALUNYA, ON EL MENJAR ÉS CULTURA”:

https://www.youtube.com/watch?v=gBqxcEw-vAo

 

In questo viaggio virtuale Marco Cum, founder e titolare di RISERVA GRANDE ACADEMY, che da oltre dieci anni promuove la cultura del vino attraverso corsi amatoriali e professionali, ci ha guidato nella degustazione dei vini. Giovanna Perracchia,  ci ha raccontato la grande cultura gastronomica catalana che, dopo quasi 30 anni a Barcellona, è diventata parte integrante della sua vita. Ha arricchito il suo racconto descrivendo territori, tradizioni, costumi, luoghi e storia di questa regione del nord-est della Spagna, che si estende dai Pirenei al Mediterraneo e che vanta 50 ristoranti stellati, due Denominación de Origen Calificada, corrispondente alla nostra DOCG,  Priorat e  Rioja;  dodici zone DO, Denominación de Origen.

Abbiamo scoperto sei zone DO degustando sei vini catalani, 3 bianchi e 3 rossi, prodotti in purezza da vitigni autoctoni del territorio, in abbinamento ad alcuni prodotti gastronomici tipici.


DO Pla de Bages BERNAT blanc de Picapoll 2020 Oller del Mas
(50% Picapoll blanc e 50% Picapoll negre)

Tra le più piccole DO, si estende per circa 500 ettari su terreni alluvionali argillosi, sabbiosi e calcarei ad un'altitudine di 200-500 metri sul livello del mare. 

Bernat Vegano e biologico, fermenta in botti di rovere e acacia francese; giallo paglierino con riflessi dorati tendenti al verde; aromi di frutto della passione, pesca, pera e limone con note di crema inglese; in bocca torna il frutto della passione, bella acidità e freschezza.

Giovanna Perracchia consiglia di accompagnarlo all’"arroz caldoso", un riso brodoso condito nell'entroterra con carne e verdure o con pesce sulla costa. Viene preparato con il “sofregit “, un soffritto di aglio, cipolla e pomodoro, cotto a lungo. È una delle quattro salse base della cucina catalana insieme ad "aioli, picada e romesco”.

A Bages si eleva  Montserrat  con i suoi pinnacoli rocciosi, montagna  sacra per i catalani, su cui è stata edificata la Basilica di Montserrat che ospita la Moreneta”, la Madonna nera. 

Capoluogo della comarca di Bages è Manresa, sede della Basilica di Santa Maria de la Seu, nota per la grotta di Sant'Ignazio di Loyola che, si dice, vi abbia pregato e meditato per un anno.

 

DO Penedès  EL  FANIO 2020 Albet i Noya (Xarel•lo)

Il Penedès, situato fra le province di Barcellona e Tarragona si divide in tre comarche: Penedès Superior, vicino alle montagne, Penedès Inferior, che si estende su un'area situata lungo la costa e Penedès Medio, situato nelle pianure a Sud-Est. I vitigni autoctoni sono Xarel-lo, Macabeu e Parellada;  lo Xarel-lo è la varietà più coltivata, con un'area di produzione di 7.000 ettari. Ottima ventilazione e terreni calcarei ricchi di fossili, a cui si aggiungono una buona presenza di argilla e sabbie.

El Fanio, biologico e vegano, è vinificato in purezza con lieviti indigeni e viene dal vigneto più alto e più vecchio, 80 anni, ad alberello sulla Muntanyes d’Ordal; affina per otto mesi in uova di cemento e botti d’acacia. Naso nota vanigliata, legno ben gestito, agrumi e note di frutta fresca; in bocca torna la nota vanigliata. buona beva e bella acidità.

Vigne e cantine si trovano  tra borghi, masie e nuclei di origine medievale; la zona è anche famosa per la produzione di un'altra eccellenza: il cava. un vino spumante naturale.

Giovanna ci racconta dei castellers, espressione della cultura catalana, dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell'umanità. I castellers costruiscono torri umane che culminano con un bambino che, alzando il braccio, attesta che la struttura è stata correttamente completata.

Passa poi a raccontarci dei calçots,  cipollotti dal sapore dolce che  vengono mangiati senza posate, con grossi bavagli, intingendoli nel ”romesco”, salsa a base di pomodoro, nocciole, pane. Sono il cuore di un evento conviviale adorato da tutti i catalani: le calçotadas, veri e propri momenti di aggregazione culturale grazie al cibo.

Conclude parlandoci dei formaggi da abbinare al vino: il Serrat, uno dei formaggi più antichi, prodotto principalmente per conservare il latte e destinato al consumo familiare o venduto nei mercati locali. E’ un formaggio molto grasso, con crosta marroncina e sapore intenso e burroso, matura da un minimo di due mesi ad un massimo di due anni. Il suo nome deriva dal fatto che la sua massa è “serrada”, ovvero compatta, consistente e senza occhiature. Abbiamo degustato il Serrat  Serra del Tormo. Il Garrotxa, formaggio di latte di capra invecchiato 2-3 mesi; ha una crosta piacevole e vellutata, la pasta cremosa, fresca, sapida con un retrogusto di frutta secca e sottobosco; marca Bauma; il Tupì, nasce dal riutilizzo di formaggi che vengono tritati  e fatti fermentare  con base alcolica per prolungarne la vita. Questo marca Ancosa è fatto con brandy, olio e pepe; il Maquia, fatto con latte di capra crudo, con la buccia fiorita e il sapore fresco del latte. Quello del caseificio La Segalla di Albiol (Campo El Baix) è prodotto con latte  di capre Payoya, una razza indigena andalusa.


DO Terra Alta ILERCAVÒNIA 2021 Altavins Viticultors (100% Garnatxa Blanca)

Sud della Catalogna e lunga storia vinicola. Zona montuosa con cime fino a 962 metri, ma le viti vengono coltivate in gran parte negli altipiani e nelle valli.  I terreni sono argillosi, con buon contenuto calcareo e basso contenuto organico, con un buon drenaggio.

ILERCAVÒNIA Giallo dorato con riflessi verdognoli, aromi citrini, di ananas, mango, con note di mela e albicocca, nota cremosa sul finale. In bocca ha una nota salina quasi salmastra, lungo e persistente, il retronasale raccoglie aromi floreali e di menta fresca.

Giovanna Peracchia consiglia, in abbinamento a questo vino dall’acidità e freschezza così spiccata, il baccalà con Samfaina. Il baccalà è molto apprezzato e presente in tutti i mercati in tanti formati. La samfaina è una tipica ricetta catalana a base di verdure e aglio tagliati a pezzi e cotti per lungo tempo.

 


DO Conca de Barberà TREPAT 2019 Celler Carles Andreu (Trepat)

Sud della Catalogna. Protetta dalle montagne e con territorio in gran parte pianeggiante, le altitudini dei vigneti comprese tra i 250 e i 900 m. Terreno calcareo, povero di sostanza organica con alta percentuale di argilla, nella zona pedemontana è neutro e pietroso.  Il trepat è un vitigno autoctono di questa Do.

TREPAT Affinato sei mesi in botti di rovere. Naso intenso con aromi di frutta a bacca rossa e di cannella; morbido al palato, di medio corpo, speziato e fruttato. Finale elegante e lungo.

Fruttato, fresco, di grande bevibilità può essere  abbinato a una zuppa di pesce come il suquet de peix, una zuppa consistente che veniva fatta dai pescatori con il pesce invenduto.  Al classico soffritto veniva aggiunto il brodo di pesce poi le  patate e infine la picada, alimento tipico della cucina catalana, la cui preparazione prevede frutta secca,  mandorle o nocciole, pane fritto, aglio, prezzemolo e brodo di pesce o acqua per diluire. Si aggiunge  a tantissimi piatti per dare consistenza e sapore.

Famosi i monasteri cirstercensi, uno dei più celebri è quello di Poblet, che è stato tra i primi a produrre vino. Secondo la tradizione, è qui che San Jordi sconfisse il drago. I catalani celebrano la ricorrenza di Sant Jordi, loro patrono,  il 23 aprile. È una delle più belle feste della Catalogna.  in cui la tradizione vuole che gli uomini ricevano un libro e le donne una rosa. Da vedere sono anche le “cattedrali del vino”, spesso progettate da famosi architetti, come Pere Domenech. Furono costruite  dai  contadini catalani riuniti in cooperative dopo che la fillossera  distrusse i vigneti.

 

DO Montsant FURVUS 2020 Vinyes Domènech  (95% Garnatxa e 5% Merlot)

A sud della provincia di Tarragona, geograficamente forma un ferro di cavallo intorno a Priorat. 1.900 ettari di vigneti la cui altezza media è di 450 mslm. Terreni calcarei su una base di granito e ardesia. I vini che uniscono vitigni tradizionali a quelli internazionali.

Il Furvus, biodinamico, affina 6 mesi in legno di rovere francese. Fresco e minerale al naso, con aromi di fiori di rosa, note fruttate, pepe rosa, acqua di rose, delicato ed elegante; frutti rossi combinati con note di frutti di bosco e cremoso al palato, con una bella consistenza; tannini presenti ma morbidi ed eleganti.

Abbiniamo i salumi, tradizionali in Catalogna, nel nostro caso prodotti da Salgot: la Llonganissa, una IGP  prodotta soprattutto a Vic, cittadina vicina a Barcellona e zona di lavorazione di gran parte dei salumi catalani; il Fuet, la Somalla e la Secallona che si differenziano per il grado di stagionatura. 

DO Empordà VD'O 1.15  Vinyes d'Olivardots (100% Samsó/Carinyena)

Situata all'estremità nord-orientale della Catalogna, delimitata a nord della zona montuosa dei Pirenei e, ad est, dal Mar Mediterraneo. Presenta una grande eterogeneità di terreni, per lo più di impasto sabbioso e poveri di sostanza organica, adatti alla produzione di vini di alta qualità. I vigneti si trovano dal livello del mare fino a un massimo di 260 m; clima con forti escursioni termiche influenzate dai venti di tramontana e dal xaloc che soffia da sudest.

VD'O 1.15 Vino biodinamico, affinato per 16 mesi in barriques di rovere francese. Vino importante, ematico, con sentori di cuoio, humus, grafite  e cacao; corrispondenza gusto olfattiva ,In bocca elegante e complesso, con tannini rotondi e una buona acidità.

L’abbinamento consigliato da Giovanna è con il Fricandò,  piatto tipico molto amato dai catalani, a base di carne e funghi, dalla lunga cottura.


Dopo la degustazione dei vini abbiamo potuto assaggiare alcuni gustosi prodotti della gastronomia catalana: oltre ai salumi e ai formaggi descritti sopra, le marmellate del Museu de la confitura che hanno accompagnat i formaggi. Il Pà amb Tomàquet, uno dei piatti catalani più tipici, preparato con il Pan de Pages Catalano IGP del forno Cal Mosso,vincitore del premio al miglior Pan de Pagés del 2021e condito  con Olio bio  Olirium della zona dell'Empordá, blend di due varietá di olive, arbequina e argudell, vincitore della medaglia d'oro NYIOOC nel 2020; le Olivada ecologica marca Mar Tret e  le Acciughe sotto sale Anxoves de L'Escala.

Per concludere frutta secca e dolci:  le Nocciole IGP marca L' Avellanerae, le Noci marca Finca La Noguera; Mandorle coperte di cioccolata marca Bombons Blasi (una famiglia che da 5 generazioni, fin dal 1877 si  dedica all'elaborazione del cioccolato a Barcellona); il Torrone di Agramunt, marca Viçens,

I Carquinyolis, marca Escafet, biscotti secchi, simili ai nostri tozzetti, tra i più conosciuti in Catalogna

Neules Les delicies de Sant Tirs, cialde arrotolate cialde arrotolate che risalgono al XIII secolo, sono da sempre il tipico dolce natalizio.

L’evento si è concluso con uno spettacolo di Rumba Catalana con I Muchacho Y Los Sobrinos, un gruppo composto da amici d'infanzia, compagni e fratelli di Barcellona. Non rientrano nei canoni dei concerti tradizionali ma presentano le proprie composizioni mentre rivisitano i classici della rumba catalana

È importante sottolineare che l’organizzazione, curata da Saula Giusto di Romawinexperience, visto anche il luogo di bellezza e ricchezza naturale del luogo, ha proposto una manifestazione nel massimo rispetto dell’ambiente in cui si è svolta: gli arredi, banchi d’assaggio compresi, e le stoviglie usati per la degustazione erano nella maggior parte ecologici, compostabili e a zero impatto ambientale.

Per concludere devo dire che la Catalogna è meravigliosa e  tutta da conoscere e non resta che pianificare un altro viaggio, questa volta non solo virtuale.


Saula Giusto
Romawinexperience
Ufficio Stampa, Comunicazioni e Relazioni Pubbliche
email:info@romawinexperience.com; saulagiusto@gmail.com