venerdì 25 settembre 2026

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: “BENE IL DECRETO MASAF, ORA REGOLE CHIARE PER COINVOLGERE ANCHE LE ASSOCIAZIONI CHE RAPPRESENTANO LE CANTINE”



Il Movimento Turismo del Vino accoglie positivamente le nuove risorse per la promozione del turismo enologico, ma chiede regole chiare per l'accesso ai contributi, formazione degli operatori e una maggiore raccolta di dati sul settore.

Il nuovo decreto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) dedica nuove risorse alla promozione dell'enoturismo italiano. Una misura che il Movimento Turismo del Vino considera un riconoscimento del ruolo sempre più importante che il turismo del vino riveste per le cantine e per i territori vitivinicoli.

A commentare il provvedimento è la presidente del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini, che sottolinea però la necessità di definire con chiarezza le modalità di accesso alle nuove opportunità.

CONTRIBUTI FINO AL 50% PER PROMUOVERE IL TURISMO DEL VINO

A partire dalla campagna 2026/2027, il decreto prevede contributi fino al 50% dei costi ammissibili per attività legate alla promozione del turismo enologico.

Tra gli interventi finanziabili rientrano iniziative promozionali, visite a cantine e vigneti, eventi, fiere ed esposizioni. Per la prima campagna, il termine per presentare le domande è fissato al 15 dicembre 2026.

Un ruolo importante sarà affidato alle Regioni, chiamate a definire concretamente l'applicazione della misura nei diversi territori.

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO: SERVONO REGOLE CHIARE PER LE ASSOCIAZIONI

Uno dei punti su cui il Movimento Turismo del Vino chiede maggiore chiarezza riguarda i soggetti che potranno accedere ai finanziamenti.

Il decreto include infatti tra i possibili beneficiari anche le “organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola”. Una previsione che, secondo MTV, potrebbe coinvolgere anche le associazioni che rappresentano le cantine e che da anni lavorano sulla promozione dell'accoglienza enoturistica.

Il Movimento Turismo del Vino riunisce oltre 700 cantine italiane e opera da più di trent'anni nella promozione dei luoghi di produzione, dei territori e della cultura del vino.

L'avvocato Marco Giuri, esperto di diritto vitivinicolo, evidenzia che la previsione contenuta nel decreto è significativa, ma che l'accesso non può essere considerato automatico: saranno fondamentali i chiarimenti di AGEA e delle Regioni sui requisiti e sulle modalità di applicazione.

PIÙ DATI PER CONOSCERE DAVVERO L'ENOTURISMO

Un altro aspetto considerato strategico riguarda la raccolta dei dati.

Il decreto prevede strumenti digitali, attraverso il SIAN e secondo le modalità stabilite dal provvedimento, per registrare eventi, georeferenziare i vigneti visitabili, raccogliere informazioni statistiche e sostenere la promozione dei territori.

Per il Movimento Turismo del Vino si tratta di un'opportunità importante. Avere dati più strutturati significa infatti conoscere meglio i visitatori, capire come si muovono nei territori e quali esperienze cercano, creando così basi più solide per le future politiche di promozione dell'enoturismo.

LA FORMAZIONE RESTA UNA PRIORITÀ

Accanto alle risorse economiche e agli strumenti digitali, il Movimento Turismo del Vino richiama l'attenzione sulla formazione degli operatori della wine hospitality.

L'accoglienza in cantina è ormai parte integrante dell'esperienza turistica e richiede competenze specifiche. Per questo MTV propone di inserire, nelle successive disposizioni applicative, anche attività di formazione e aggiornamento professionale dedicate agli operatori.

L'obiettivo è accompagnare la crescita dell'enoturismo con una maggiore qualità dell'accoglienza e con professionalità sempre più preparate.

ENOTURISMO, UNA RISORSA PER CANTINE E TERRITORI

Il nuovo decreto rappresenta quindi un passo importante, ma la sua efficacia dipenderà anche da come le misure saranno applicate concretamente.

Per il Movimento Turismo del Vino, la sfida è fare in modo che le nuove risorse contribuiscano a costruire progetti capaci di mettere in rete cantine, produzioni, paesaggio e territori, rafforzando il ruolo dell'Italia come destinazione internazionale per il turismo del vino.

Una prospettiva che si inserisce nella storia del Movimento, nato nel 1993 e oggi impegnato nella promozione della cultura del vino attraverso l'esperienza diretta nei luoghi di produzione, anche con iniziative come Cantine Aperte e Calici di Stelle.

Il prossimo passaggio sarà dunque quello di tradurre le risorse previste dal decreto in strumenti concreti, con regole accessibili, competenze adeguate e una conoscenza più precisa di un settore che lega sempre più strettamente vino, turismo e valorizzazione dei territori.

Nessun commento:

Posta un commento