Il
14 e il 15 gennaio si è svolta La nona edizione di “NEBBIOLO NEL CUORE”, la due
giorni promossa da RISERVA GRANDE.
All’evento
enogastronomico “NEBBIOLO NEL CUORE”, che si è svolto a Roma al Gran Hotel Palatino, hanno partecipato 50 produttori di vini a base Nebbiolo, sono state degustate oltre 300
etichette, sono stati presenti oltre di milleciquecento visitatori, inclusi
circa 150 operatori stampa e Horeca. Un meritato successo di una bella
e ben organizzata manifestazione di
promozione della cultura del Nebbiolo e delle sue terre di elezione, a cui
enofili, wine-lovers ed operatori del settore appassionati del nobile vitigno,
non possono mancare.
Il
vitigno a bacca rossa tra i più noti e amati anche oltre i confini nazionali,
re di tanti variegati terroirs nordici del nostro paese, è stato presentato e degustato attraverso le sue
affascinanti e molteplici declinazioni ed espressioni: Roero, Barbaresco e Barolo, Gattinara e Ghemme, Boca e Lessona,
Bramaterra e Fara, Sizzano e Valli Ossolane, Colline Novaresi e Coste della
Sesia, Valle D’Aosta e Valtellina, Monferrato, Carema e Canavese e le altre
micro-realtà sparse sul nostro territorio.
Nebbiolo primo attore ma erano presenti anche altri vitigni degni di
grande attenzione, dagli Arneis, al
Dolcetto, al Barbera.
La
GUIDA di NEBBIOLO NEL CUORE.
Vademecum per l'appassionato, il degustatore, il viaggiatore
Una
novità assoluta di questa nona edizione è stata la presentazione, alla stampa e
ai produttori presenti il nuovo progetto
di Riserva Grande: La guida di Nebbiolo nel cuore. Un Vademecum per conoscere e
approfondire il Nebbiolo e le sue molteplici espressioni territoriali,
realizzato per mezzo di un’APP gratuita, facilmente scaricabile, interattiva e
in continua evoluzione. Strumento utile anche a coloro che vogliono scoprire i
territori del Nebbiolo, perché oltre a fornire indicazione per la visita alle
cantine, segnala anche le strutture ricettive quali B&B, alberghi, cascine,
ristoranti e punti di vendita di eccellenze enogastronomiche.
MASTERCLASS
A Nebbiolo nel cuore seguitissime
anche le tre Masterclass di
approfondimento dei mille “volti” territoriali, culturali e gustativi del
Nebbiolo: “L’Evoluzione del Nebbiolo. Grandi annate in degustazione”, “Le Zone
e i Terroirs del Roero” e “Il Piemonte a tavola e l’abbinamento cibo-vino”.
Ho
partecipato alla seconda, una
degustazione di dieci Roero docg provenienti dai vari territori, condotta da
Marco Cum, insieme ai produttori presenti. Un interessante approfondimento di
una denominazione, Roero rosso DOCG,
riconosciuta nel 2005, prodotta con uve Nebbiolo al 100% anche se il
disciplinare ammette l’utilizzo del 5% di uve rosse coltivate nella stessa
zona.
La DOCG ROERO
La
Docg Roero si articola in due vini: il Roero, vino rosso che declina le
infinite sfumature del Nebbiolo, e il Roero Arneis, vino bianco a base delle
omonime uve autoctone. Alcuni dati: 294 produttori, areale di 2019 ettari, 1170
vitati DOCG, di cui 970 DOCG Roero
Arneis e 200 DOCG Roero, con una età media delle vigne di 25 anni. La Docg
Roero è riservata alle seguenti tipologie e menzioni: Roero, Roero riserva,
Roero Arneis, Roero Arneis riserva, Roero Arneis spumante.
Il
Roero è un territorio che non teme il confronto
con il Barolo e il Barbaresco, i suoi famosi e importanti vicini; sono altre e
diverse espressioni del grande vitigno autoctono, il Nebbiolo, territori
diversi, espressioni diverse di uno
stesso vitigno.
Il
fiume Tanaro divide le Langhe, dal Roero, una separazione che si data tra
220.000 e 150.000 anni fa; prima, da 130 milioni di anni fino a due-tre milioni di anni fa, tutta la
zona faceva parte del fondale di un mare
interno, il Golfo Padano. un antico mare
dai fondali poco profondi, che lasciò consistenti depositi di sabbia, argilla e
sali minerali, oltre a ingenti depositi di fossili marini che possono essere
trovati tutt’ora in queste terre. Con l’emersione e il prosciugamento i
suoli, strutturati per strati di
sedimenti di varia origine litologica, trasportati dalle correnti marine che
erodevano le montagne circostanti, sono stati arricchiti dai sedimenti di origine fluviale e eolica. La deviazione del corso del Tanaro,
"cattura del Tanaro", per opera di erosione di un altro fiume causò
una serie di sconvolgimenti molto forti nelle vallate di scorrimento. Il percorso
del Tanaro si sposta sulla direttrice Alba-Asti, separando così, le Langhe,
sulla riva destra, dal Roero, sulla riva sinistra. Nelle dolci colline del
Roero continua l’erosione scavando forre
profonde e calanchi dalle singolari forme, dividendo i suoli continentali, a
base di ghiaie e argille fluviali, da quelli di origine marina. Il risultato sono le Rocche, guglie dalle
forme affascinanti e bellissime, anfiteatri naturali maestosi ed imponenti. Un
territorio molto vocato alla coltura della vite caratterizzato da un’ampia
biodiversità che vede la presenza di orti, boschi e frutteti.
I
suoli del Roero sono complessi e vari; quelli a nord ovest, con le Rocche, hanno una predominanza di arenarie, rocce
sedimentarie di origine marina e fluviale con percentuali alte di
calcare, argilla e sabbia, che conferiscono permeabilità e leggerezza. A sud
est, nelle zone più vicine al Tanaro,
prevalgono limo e argilla con calcare, derivante dalla sedimentazione
marina, ricco di materiale organico. Il Roero dunque ha vari tipi di suolo e
i vini riflettono questa diversità, vini
fruttati e floreali, profumati ma poco adatti all’invecchiamento, oppure vini
fragranti, fini, con struttura elegante, complessità e possibilità di
invecchiare.
L’Unesco
ha dichiarato il Roero, insieme ai territori Langhe e Monferrato, Patrimonio
dell’Umanità, come paesaggio culturale di eccezionale bellezza, caratterizzato
da una tradizione storica antica legata alla coltura della vite e a una vera e
propria “cultura del vino”, profondamente radicata nella comunità.
MASTERCLASS: Le
Zone e i Terroirs del Roero
Battaglino – Roero
Riserva Colla 2016
Riccardo
Battaglino (nonno di Fabrizio) ha fondato questa azienda, di piccole
dimensioni, nei primi anni ’60.
Fabrizio, prima di lui il papà Mario, hanno continuato la tradizione
familiare: 5 ettari sulle colline La Colla e Mombello, vitati a Nebbiolo,
Barbera e Arneis.
Colla,
MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) Una Riserva da singola vigna - come ogni
vino della cantina, secondo l’idea del produttore - a 350 m slm, con un terreno misto di sabbia e
argilla che dona eleganza e struttura.
Roero
Riserva Colla 2016 Affinato in
barrique, colore rosso granato, al naso
sentori di frutti rossi, tabacco, spezie, note di pepe; al palato caldo,
morbido e fresco, con acidità percettibile e tannini fini e ben integrati;
finale persistente.
Cascina Monpissan –
Roero Karma 2016
La
Cantina prende il nome da Monpissano, uno dei grandi Cru di Canale. 13 ettari
di vigne di proprietà condotte dalla terza e quarta generazione.
Le vigne sono situate a Canale, media collina,
340 m slm, ottima l’esposizione.
Roero
Karma 2016 Affinamento in tonneaux
di rovere. Rosso rubino brillante, al naso è intenso ed elegante, floreale e
suadente, con note balsamiche. Al palato delicato, giustamente tannico, di
grande bevibilità, equilibrato.
Carlo Casetta –
Roero DOCG 2020
Terza
generazione legata al vino. Siamo a
Montà d’Alba, sopra la falda delle Rocche, dove i suoli sono leggermente
più argillosi.
Una
linea nata nel 2020, prodotta con le migliori uve dell’azienda, vinificate
rispettando l’eccellenza del territorio ed esaltandone al massimo la qualità.
Roero
DOCG 2020 Affinamento di 12 mesi in barrique di 3° o 4° passaggio. Colore rosso
rubino intenso con riflessi granata, naso pulito, floreale, con note di rosa e viola, fruttato di
fragoline di bosco e speziato, profumi tipici del nebbiolo. In bocca frutta e
spezie, tannini presenti ma setosi e una buona persistenza.
Bric Castelvej –
Roero Panera Alta Riserva 2016
La
storia della cantina Bric Castelvej inizia nel 1956 con il fondatore Domenico
Gallino. Ora, Mario e Cristiano Repellino gestiscono i 13 ettari della tenuta
sulle colline vicino a Canale, con una ricerca attenta a consentire
l'espressione di un'ampia varietà di terroir, dai vigneti a sud est con
terreni sabbiosi, a quelli a sud ovest
del Roero DOCG Riserva Panera Alta, con terreni calcare argillosi e una bassa
percentuale di sabbia.
Roero
Panera Alta Riserva 2016. Sosta in
botti grandi di rovere, in parte nuove ed in parte già usate, successivamente
il vino riposa in Tonneau per circa 30 mesi. Dopo l’imbottigliamento sosta
circa 6 mesi di bottiglia.
Colore
rubino chiaro, un naso sontuoso, frutti rossi, spezie, caffè, cacao, note
balsamiche e boisè, che un po’ coprono i profumi tipici del nebbiolo; nel tempo
emergerà la nota fruttata. In bocca equilibrato, fresco e persistente.
Cascina Goregn –
Roero DOCG 2020
L'azienda
di Allerino Gaudenzio si trova a Castagnito, a pochi chilometri da Alba, sulla
sinistra del Tanaro, nel cuore del Roero. Terza generazione dei “Goregn” ,
ovvero dei forti, come veniva chiamato il nonno. Le vigne sono al “sorì",
cioè in luogo soleggiato, le viti allevate a guyot, la vendemmia è tardiva.
Roero
DOCG 2020 matura 12 mesi in acciaio e 16 mesi in tonneau
di rovere francese.
Rosso
rubino con riflesso granato, al naso domina il frutto, con viola e note
speziate. Al palato morbido, fresco e con tannini croccanti e vivaci;
espressione del Nebbiolo nel solco della classicità. Finale persistente
Filippo Gallino –
Roero Sorano Riserva 2015
La produzione di vino in famiglia risale a tempi
remoti, ma è Filippo Gallino, insieme al padre Felice a creare l’azienda, che ha
cominciato a produrre nel 1972 e che da 50 anni contribuisce alla crescita e al
futuro del Roero e alla rinascita dell'Arneis. 15 ettari, coltivati in modo
sostenibile, sono alla base della produzione di vini tradizionali ma
innovativi.
Roero
Sorano Riserva 2015. Maturazione in anticipo e vendemmia a mano a fine
settembre. Vinificato in serbatoi d’acciaio, matura 24 mesi tra barriques e
botti grandi, infine ulteriori 12 mesi in acciaio per l’affinamento.
Colore
rosso rubino con sfumature granate, al naso regala aromi fruttati e di viole,
note terrose e speziate, percezioni balsamiche. La beva è avvolgente e carnosa,
i tannini importanti e il finale lungo.
Mario Costa – Roero
Riserva Morinaldo 2017
Quarta
generazione, l’Azienda Agricola Mario Costa nasce nel 1952 grazie a Giuseppe
Costa; nel 1976 entra in azienda Mario, nel 2016 i fratelli Giuseppe e Luca
assumono la guida dell’azienda, che diventa Azienda Agricola Mario Costa. 20
ettari a Canale e Montà tra potenti rocche e dolci colline. La vigna di
Morinaldo, situata a Montà, 280 m s.l.m, è caratterizzata da terreni sciolti,
poco calcarei e ricchi di sabbia di origini lacustri fluviale.
Il
Roero Riserva Menzione Morinaldo 2017, annata calda in cui la vendemmia è stata
anticipata a metà settembre, viene affinato in botti di rovere nuove e poi in
bottiglia.
Rosso
rubino intenso, profumi di rosa canina, amarene, scorze di arancia candita,
aromi di spezie. Al palato elegante, fruttato, ricco di tannini e un finale
balsamico. Un vino importante dall’ottima beva.
Giacomo Barbero –
Riserva Valmaggiore 2017
L’azienda
Giacomo Barbero è una nuova realtà nel Roero anche se il cognome Barbero è
conosciuto e storicamente legato alla tradizione vitivinicola di queste terre. Situata
a Canale, la cantina nasce nel 2015, con la gestione di una primo vigneto di 3
ettari nel comune di Vezza d’Alba, in località Valmaggiore; da allora nuovi
terreni sono stati acquistati sempre nel Roero, e sono stati impiantati altri
vigneti.
Il
Roero Riserva 2017, menzione geografica aggiuntiva (MeGA) di Valmaggiore del
comune di Vezza d’Alba, dopo la fermentazione riposa in vasca d’acciaio qualche
mese per poi affinare 30 mesi in fusti di rovere di Slavonia da 2000 litri.
È
la prima annata, la seconda di sempre della cantina, della produzione di un
vino di grande piacevolezza. Rosso granato, ha un naso complesso, profumo di
viola e frutta matura, sentori di liquirizia, frutta secca, spezie dolci e
sottobosco. In bocca è caldo, giustamente tannico con un finale lungo e sapido.
Careglio – Roero
Riserva 2017
Pierangelo
Careglio iniziò a produrre uno dei primi Arneis nel 1986, passando, all’inizio
degli anni ’80, dalla produzione di frutta alla viticoltura. Suo figlio Andrea
ha da allora seguito le sue orme per produrre vino che mostri al meglio le
caratteristiche del territorio e dei vitigni e dal 2008 ha preso in mano le
redini dell’azienda. La tenuta è passata da 3 a 8 ettari di dimensioni negli
ultimi 15 anni e una nuova struttura vinicola ha aperto nel 2017.
Terreno
con sabbia in alta percentuale, poi limo, argilla e calcare. Vendemmia precoce
in un’annata calda e siccitosa.
Roero
D.O.C.G. 2017, macerazione lunga, affinamento in botticelle di legno di rovere
parzialmente tostato, infine una permanenza di sei mesi in bottiglia per un
vino importante nel solco della tradizione.
Colore
rosso rubino, tendente al granato, ha un naso intenso di frutti rossi, viola,
spezie, liquirizia. Al palato caldo, strutturato, avvolgente, tannini eleganti,
un retrogusto di sottobosco e un finale lungo.
Cascina Lanzarotti
– Roero Carlinot Riserva 2016
Entrata
di proprietà della famiglia Ferrero nel 1883, la storia della “Cascina
Lanzarotti” è molto più antica ma ha sempre mantenuto la sua origine contadina.
Si trova a Monteu Roero, in un rilievo
naturale immerso tra vigneti e frutteti. Nata come azienda agricola dedita
all’allevamento degli animali e alla produzione di frutta, ha abbandonato
l’allevamento per concentrarsi sulla
produzione del vino.
Roero
Carlinot Riserva 2016. Terreno argilloso, selezione accurata di uve di un’unica
vigna frutto di più diradamenti,
fermentazione in acciaio poi in botti grandi, barriques e tonneaux per 12/15
mesi, successivamente in acciaio per l’assemblaggio, infine sosta in bottiglia
fino a 30 mesi, per questo vino nel segno della classicità, dedicato al nonno.
Colore
rosso granata intenso, ciliegia e lampone, piccoli frutti rossi, liquirizia e
un accenno di speziatura e sottobosco. Al palato caldo, robusti i tannini ma
ben equilibrati e un finale lungo e persistente.
Riserva Grande
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