mercoledì 10 dicembre 2025

UNESCO: LA CUCINA ITALIANA È PATRIMONIO CULTURALE IMMATERIALE DELL’UMANITÀ

 Federdoc: “Un riconoscimento che valorizza l’identità nazionale e il ruolo delle Denominazioni d’Origine nella cultura italiana”

Federdoc accoglie con grande soddisfazione la decisione dell’UNESCO di iscrivere la Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. E’ un risultato di eccezionale rilievo per il nostro Paese, un riconoscimento che sottolinea la ricchezza di un sistema culturale unico al mondo, fondato su tradizioni, territori, saperi condivisi e una relazione millenaria con l’agricoltura.

Il prestigioso riconoscimento valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana e, vogliamo ricordare anche il contributo del vino a Denominazione d’Origine, parte integrante e inscindibile della nostra identità gastronomica. Le Indicazioni Geografiche custodiscono da decenni la memoria dei territori, il lavoro delle comunità locali e un patrimonio di competenze che rende la cucina italiana un unicum culturale.

Federdoc esprime il proprio apprezzamento per l’impegno profuso dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha sostenuto con determinazione la candidatura, contribuendo in modo decisivo al raggiungimento di questo risultato storico.

“La decisione dell’UNESCO – dichiara il Presidente di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi - sancisce ufficialmente ciò che l’Italia e il mondo riconoscono da sempre: la cucina italiana è un patrimonio culturale che racchiude storia, tradizione e identità. I vini a Denominazione d’Origine ne rappresentano una componente fondamentale, perché sono espressione autentica dei territori e della loro capacità di conservare e innovare. Desideriamo ringraziare il Ministro Lollobrigida per il sostegno e la visione che hanno accompagnato questo percorso, rafforzando il ruolo del nostro Paese nella tutela e valorizzazione delle sue eccellenze.”

Federdoc sottolinea che tale titolo comporta anche una responsabilità: proseguire con rinnovato impegno nella protezione e promozione delle Denominazioni d’Origine, presidio di qualità, tracciabilità, cultura e sostenibilità.

Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani

Via XX Settembre, 98/g - 00187  ROMA  Tel 06.44.25.05.89 - Fax 06.44.24.99.65

lunedì 8 dicembre 2025

LA SARDEGNA DI VINODABERE IV EDIZIONE 13/14 DICEMBRE A ROMA

La Sardegna di Vinodabere: più di 40 aziende ed oltre 200 vini a Roma il 13 e 14 dicembre per scoprire il fascino di un’isola che è un vero e proprio piccolo continente

Sabato 13 e domenica 14 dicembre 2025

Quarta edizione di

La Sardegna di Vinodabere

Evento esclusivo dedicato ai vini dell’isola

Hotel Belstay, Via Bogliasco, 27 – Roma

Comunicato Stampa. 

Per il quarto anno consecutivo torna La Sardegna di Vinodabere, evento nato per promuovere, e far scoprire il carattere, la varietà, le peculiarità e la complessità vitivinicola di una regione che è un vero e proprio piccolo continente.

PIÙ DI 40 AZIENDE CON PIÙ DI 200 VINI IN ASSAGGIO

Sabato 13 e domenica 14 dicembre, all’Hotel Belstay a Roma, sarà possibile incontrare ai banchi di assaggio numerosi produttori sardi (oltre 40 aziende), in rappresentanza delle tante aree (vere e proprie sub-regioni) dove si producono vini di qualità elevata. Tra più di 200 referenze tra bianchi, rosati, rossi, vini dolci e ossidativi, e perfino bollicine, ci si potrà orientare per apprezzare, come merita, la ricchezza enologica della Sardegna, conoscere i vignaioli che la animano e sperimentare nel calice lo stato dell’arte della viticoltura sarda, giunta ormai a livelli di indiscutibile eccellenza.

Un viaggio attraverso i sensi, dunque, tra le produzioni provenienti dai territori di Gallura, amoiada, Mandrolisai, Ogliastra, Oliena, Orgosolo, Oristanese, Romangia, Sulcis e Sud Sardegna., alcuni dei quali diventeranno i protagonisti della masterclass in programma sabato 13 dicembre.

Lo sponsor principale dell’evento è il Consorzio per laTutela del Formaggio Pecorino Romano (che ha sede in Sardegna, maestra assoluta di caseificazione di tutto il Centro tirrenico).

Lo sponsor tecnico è invece rappresentato dall’ AcquaSmeraldina .



PROGRAMMA

sabato 13 dicembre

dalle 11:30 alle 12:45:

Masterclass “La Sardegna dell’enologo Andrea Pala”, condotta dall’enologo Andrea Pala, dai critici enogastronomici Dario Cappelloni collaboratore di DoctorWineRaffaele Mosca (DecanterGamberoRossolucianopignataro.it ) e dal giornalista Maurizio Valeriani, direttore della testata Vinodabere.

Un viaggio sensoriale in tre areali della Sardegna: Gallura, Coros (in particolare Usini) e il Sud della Sardegna, in compagnia di uno degli enologi sardi più apprezzati in Italia.

Vini in degustazione:

·       Vermentino di Gallura Spumante 2023 – Culuccia

·       Vermentino Donna Ma’ 2024 – Culuccia

·       Vermentino di Gallura Tandu 2024 – Tenute Li Signori

·       Vermentino di Gallura Superiore Emmu 2024 – Tenute Li Signori

·       Vermentino di Gallura Junior 2024 – Campianatu

·       Vermentino di Gallura Superiore 2023 – Campianatu

·       Vermentino di Sardegna 2024 – Galavera

·       Cagnulari Beranu 2023 – Galavera

·       Vermentino di Sardegna Cardile 2024 – Nuraghe Antigori

·       Bovale 2024 – Nuraghe Antigori

Costo: 35 euro

Prenotazione qui:  link

dalle 14:00 alle 16:00

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro. 

L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link , oppure direttamente al desk dell’evento.

sabato 13 dicembre

dalle 16:00 alle 20:00

Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com

domenica 14 dicembre

Dalle 10:30 alle 18:30

Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro. L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui:  link , oppure direttamente al desk dell’evento.

Per conoscere le aziende ed i vini presenti nei banchi di assaggio e per ogni altra informazione sull’evento collegatevi qui.

Vinodabere (www.vinodabere.it) è una testata giornalistica on line che da anni promuove con i suoi articoli e con i suoi eventi la cultura enogastronomica, dando visibilità a realtà già note e storiche come a quelle nuove e da scoprire.

I territori, i vini e le specialità gastronomiche della Sardegna sono sempre stati, sin dalla sua nascita, al centro dell’attenzione della testata giornalistica Vinodabere e del suo direttore Maurizio Valeriani.

La Guida ai Migliori Vini della Sardegna (link), giunta alla ottava edizione, pubblicata on line ad agosto 2025, ha visto un numero di letture incredibile (oltre 500 mila).

sabato 6 dicembre 2025

BOLOGNA 2025 – DUE GIORNI TRA ARTE, SAPORI E TRADIZIONI

Bologna è una città che vive senza ostentare, e forse è proprio questo il suo segreto. I portici proteggono i passi, le piazze diventano salotti all’aperto, i musei e le botteghe raccontano un’identità forte e mai compiaciuta. Ogni volta che torno qui ho la sensazione di rientrare in un luogo familiare, ma con qualcosa di nuovo da scoprire.

Questa volta il motivo è speciale: il BlogTour BlogInBo Xmas,  organizzato da BolognaWelcome, l’ente turistico ufficiale della città, da ConfesercentiBologna e da Iniziative Turistiche. Due giorni intensi, in compagnia di Barbara, pieni di visite, incontri, storie e sapori che mi hanno fatto vivere Bologna con uno sguardo diverso, più vicino e più umano anche grazie alla nostra Guida Turisstica Valeria dell'Associazione Guide D'Arte  .

Se cerchi un weekend che unisca arte, tradizioni, cucina e quella capacità tutta bolognese di farti sentire subito “di casa”, questo itinerario può diventare la tua mappa ideale.

SOMMARIO

Arrivo a Bologna – Relais Bellaria

Nettuno e Piazza Maggiore

Cineteca di Bologna – Modernissimo

Graphic Japan all’Archeologico

Aperitivo da Bottega Botlé

Cena da Volando

Archiginnasio e Portici UNESCO

Palazzo Fava – Michelangelo e Bologna

Quadrilatero e Salsamentari

Gli Apostoli della Tagliatella

Pranzo al Laboratorio Simoni

San Giacomo Maggiore & Presepe dei Commercianti

Fiera di Santa Lucia

Cena al Corbezzoli

Conclusioni – Arrivederci Bologna

L’ARRIVO, IL SILENZIO DEL VERDE E LA PRIMA TAVOLA

Arrivo una mattina di fine novembre: aria fresca, luce morbida, colli che sembrano avvicinarsi piano. Il transfer mi porta al Relais Bellaria Hotel & Congressi
https://www.hotelrelaisbellaria.com/
immerso nel verde e a pochi minuti dal centro. Camere ampie, grandi vetrate, una piscina nel giardino e quel silenzio che fa rallentare il respiro.

La prima tappa gastronomica è già una promessa: al Ristorante Corbezzoli, lo chef Giuseppe Tarantino unisce radici mediterranee e tradizione emiliana con una mano elegante e sincera. Ne parlerò meglio alla fine, perché merita davvero.

Alle tre, puntuale, il transfer ci lascia nel cuore del centro. E Bologna, con quella luce morbida che rimbalza sui portici, comincia il suo racconto.



FONTANA DEL NETTUNO, PIAZZA MAGGIORE E IL BATTITO DEL CENTRO

La Fontana del Nettuno è la prima tappa. Ogni volta sembra più viva, come se il bronzo di Giambologna respirasse. Voluta da papa Pio IV, progettata come manifesto politico, è un’opera che parla ancora oggi: sirene, delfini, stemmi, simboli. E quel celebre “effetto ottico” del pollice che strappa sempre un sorriso.

         San Petronio                                                  Palazzo d'Accursio o Comunale

A pochi passi, Piazza Maggiore si apre come un teatro senza sipario:
San Petronio, imponente
– il Palazzo del Podestà con il suo Voltone “magico”
Palazzo Re Enzo, elegante e severo
Palazzo d’Accursio, oggi sede del Municipio, custode della sorprendente Sala Borsa, dove sotto il pavimento in vetro si vede la Bologna antica. https://www.bibliotecasalaborsa.it/

         Biblioteca Sala Borsa                                              Scavi Archeologici                    

Qui il tempo cambia passo.

CINETECA DI BOLOGNA: DUE MOSTRE, DUE MONDI


Pochi passi e siamo nella Galleria Modernissimo, anticamera del rinnovato Cinema Modernissimo, parte della Cineteca di Bologna, tra le più prestigiose d’Europa.
https://www.cinetecabologna.it/

Visitiamo due mostre diversissime e complementari.

Pasolini. Anatomia di un omicidio



Un percorso che stringe lo stomaco. Documenti, immagini, testimonianze che ricostruiscono gli ultimi giorni dello scrittore, assassinato il 2 novembre 1975. La narrazione smonta la versione che per anni ha distorto la verità e restituisce un Pasolini politico, lucido, profetico. Visitabile fino all’8 febbraio 2025.

Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere


Cambio totale di atmosfera: taccuini, fotografie, lettere, set e appunti che mostrano come il giovane “Georges Sim” sia diventato Simenon, il padre di Maigret. Un viaggio nel suo modo di osservare il mondo, visitabile fino all’8 febbraio 2025.

GRAPHIC JAPAN: UN VIAGGIO DENTRO QUATTRO SECOLI DI IMMAGINARIO



Entriamo al Museo Civico Archeologico per la mostra Graphic Japan. Da Hokusai al Manga.
https://www.museibologna.it
https://www.graphicjapan.it

È un’immersione totale: 250 opere opere tra stampe, libri, manifesti, katagami e oggetti d’arte.  Le sale sono organizzate in quattro sezioni — Natura, Volti e Maschere, Giapponismo, Calligrafia — e ogni sezione è una porta scorrevole sul dialogo continuo tra tradizione e modernità. La mostra racconta come il segno giapponese – dalle stampe ukiyo-e ai manga – sia riuscito a reinventarsi per secoli senza perdere un briciolo della sua anima.

APERITIVO GIOCOSO E CENA IN UNA GALLERIA D’ARTE

Bottega Botlé

Alle 18.30 siamo da Bottega Botlé, che mi ha davvero sorpreso.
Qui si degusta il vino giocando: la tecnologia Rewine guida gli assaggi attraverso un tablet che aiuta a riconoscere aromi e preferenze. C’è anche il “Gioco del Sommelier”, che trasforma l’esperienza in qualcosa di leggero e divertente. Vini italiani, prodotti della Food Valley, 200 etichette e una dispensa di eccellenze artigianali.

Volando



La cena è da Volando, in via Zamboni. Non un semplice ristorante, ma uno spazio dove arte, musica e cucina convivono. Si mangia circondati da opere acquistabili e, se vi va, potete perfino suonare il pianoforte in sala.
In tavola: la Bologna più autentica — tagliatelle, balanzoni, polpette al sugo, cotoletta alla bolognese. Piatti generosi, sinceri.

GIORNO 2: ARCHIGINNASIO E I PORTICI UNESCO

Archiginnasio


La seconda giornata inizia con la guida Valeria e lo splendido Archiginnasio, antica sede universitaria (1562–1563) e casa del famoso Teatro Anatomico. Cortili eleganti, corridoi affrescati, una bellezza che ancora oggi racconta secoli di sapere.


Poi una breve passeggiata sotto i Portici di Bologna, Patrimonio UNESCO: 62 km che fanno della città un luogo unico al mondo.

PALAZZO FAVA E IL GIOVANE BUONARROTI

Prima di entrare, guardo quei muri per un momento: il palazzo ha visto generazioni di artisti e racconti. È qui che i Carracci hanno iniziato a scrivere la loro rivoluzione pittorica.

A Palazzo Fava ci aspetta la mostra Michelangelo e Bologna, che ripercorre i due soggiorni del maestro in città: quello giovanile, che ne plasma lo stile con le statue per l’Arca di San Domenico, e quello maturo, segnato dalla grande statua bronzea per Giulio II, oggi perduta ma ancora ricca di storia. Accanto ai marmi e ai disegni di Michelangelo, incontrerai le opere dei maestri che animavano la Bologna dei Bentivoglio.

https://www.genusbononiae.it/palazzi/palazzo-fava/

Visitabile fino al 15 febbraio 2026.

QUADRILATERO, I SALSAMENTARI E GLI APOSTOLI DELLA TAGLIATELLA





Entriamo nel Quadrilatero, il mercato storico: vicoli stretti, botteghe di generazioni, salumi che profumano la strada.

La meta è la Società di Mutuo Soccorso tra Salsamentari di Bologna, nella nuova sede di Corte Galluzzi. Ad accoglierci c’è Davide Simoni, presidente della Società, che ci racconta storia e missione di questa realtà nata nel XIII secolo e rifondata nel 1876. Oggi tutela le eccellenze gastronomiche emiliano-romagnole e riconosce il prestigioso Tagliere dei Salsamentari De.Co., certificazione dei migliori locali per qualità e autenticità.

Presenti all’incontro anche due membri degli Apostoli della Tagliatella, confraternita che difende la tagliatella al ragù come fosse un tesoro nazionale. Con passione e ironia ci raccontano:
– la larghezza perfetta della tagliatella
– la sfoglia ideale
– il ruolo dell’associazione nelle cene e nei ristoranti, dove assaggiano, valutano e condividono i risultati con i gestori

Un incontro vero, caloroso, bolognese fino al midollo. Di quelli che ti restano addosso.

PRANZO DA SIMONI: TRADIZIONE DI FAMIGLIA



Pranziamo al Laboratorio Simoni, in via delle Drapperie. Dal 1960 questa famiglia custodisce la tradizione come un’eredità preziosa: pasta fresca, salumi artigianali, formaggi selezionati. La quarta generazione porta avanti il lavoro con entusiasmo, collaborando con il Consorzio della Mortadella e promuovendo iniziative nel Quadrilatero e nella Società dei Salsamentari. Un ponte tra storia e futuro.

SAN GIACOMO MAGGIORE E IL PRESEPE DEI COMMERCIANTI



Nel pomeriggio raggiungiamo la Chiesa di San Giacomo Maggiore in via Zamboni: la Cappella Bentivoglio, la Cappella Poggi, il piccolo gioiello di Santa Cecilia.

Assistiamo all’inaugurazione del Presepe dei Commercianti di Confesercenti Bologna, realizzato dalla bottega artigiana Nicola Baravelli. Una scena curatissima, fatta di legno e materiali naturali, con un dettaglio che mi ha commosso: le Due Torri, inserite nella scena senza i cantieri che oggi le circondano. Una Bologna ideale, poetica.

LA FIERA DI SANTA LUCIA: IL NATALE SOTTO I PORTICI UNESCO



E poi arriva lei: la Fiera di Santa Lucia, sotto i portici della Basilica di Santa Maria dei Servi il mercatino di Natale più antico della città e dell’Emilia-Romagna, fino al 26 dicembre. Luci calde, mandorle caramellate, dolci che profumano d’infanzia, artigiani come Nicola Baravelli che creano oggetti unici come i presepi, o Andrea Salvan, con le splendide decorazioni in vetro dipinte a mano: sua è la bancarella più antica del mercato di Santa Lucia. 

All’interno della Basilica consiglio di fermarsi davanti alla splendida Madonna in trono di Cimabue.

RELAIS BELLARIA HOTEL & CONGRESSI ****



È ora di rientrare in Hotel. Ho alloggiato in questi giorni al Relais Bellaria, un’oasi green a soli 5 km dal centro di Bologna: un hotel 4 stelle immerso in un grande parco che regala subito una sensazione di benessere. Le sue 108 camere, suddivise in Standard, Superior, Junior Suite e Suite Deluxe, sono pensate per accogliere ogni tipo di ospite, dal viaggiatore curioso a chi cerca un soggiorno più raffinato.

All’esterno, una piscina stagionale incastonata nel verde e le due vasche idromassaggio ricavate da botti di rovere invitano a rilassarti. L’hotel dispone anche di un parcheggio molto ampio e di diverse sale attrezzate per meeting, conferenze e persino matrimoni, rendendolo un luogo estremamente versatile.

CENA AL CORBEZZOLI E UN ARRIVEDERCI



La giornata si chiude al Ristorante Corbezzoli, all’interno del Relais Bellaria. Lo chef Giuseppe Tarantino porta in tavola l’incontro tra le sue radici campane e la tradizione emiliana. Due cucine diverse che Tarantino reinterpreta con un tocco contemporaneo.

I suoi piatti giocano con sapori decisi e colori luminosi, in menù che spaziano tra mare, terra e proposte vegetariane. Ci sono tre percorsi degustazione da sei portate — Tradizione, Mare e Vegetariano — ma si può anche scegliere liberamente alla carta.

Accanto alla cucina, una carta dei vini in costante evoluzione conta oltre 250 etichette, tra bollicine italiane, champagne, bianchi, rosati e rossi selezionati per eleganza e personalità. Un viaggio che inizia già dal primo calice. 👉 https://www.instagram.com/p/DR0BqyiiFIc/

Il ristorante è confermato nella Guida MICHELIN 2026 per il quarto anno consecutivo. Lasciate spazio per il dessert: fidatevi.

Arrivederci, Bologna

Tornando in camera penso a quanto Bologna sappia essere generosa. È una città che ti parla piano, ma ti entra dentro. Ti accoglie, ti sorprende, ti fa sentire parte della sua storia.

Non è una città da visitare: è una città da vivere.

E io, lo ammetto, ho già voglia di tornare.

 

venerdì 28 novembre 2025

ESSENZA DI RASCINO: LENTICCHIE DI RASCINO CON UOVO IN COCOTTE


La lenticchia di Rascino
, un legume piccolo e gustoso, è la protagonista del piatto “Essenza di Rascino”, preparato durante un cooking show del progetto Turismo e Cultura, promosso dalla Camera di Commercio di Rieti e Viterbo insieme all’Azienda Speciale Centro Italia. Sotto la guida dello chef Marco Mattetti, la ricetta prende forma come un racconto culinario: pochi elementi, lavorati con rispetto, per restituire nel piatto l’anima di un territorio.

La crema di lenticchie diventa vellutata e profonda, l’uovo in cocotte aggiunge morbidezza e verticalità, mentre pane croccante e pomodoro arrosto aggiungono un contrasto, croccantezza il primo, dolcezza il secondo. Non è una ricetta complessa, ma una composizione pensata per valorizzare la materia prima, lasciandola parlare senza artifici.

Ingredienti

200 lenticchie (di Rascino)

1 costa sedano

1/2 cipolla

1 carota

700 ml brodo vegetale

60 ml olio extravergine d’oliva

q.b. paprika affumicata

4 uova

100 pane (ai cereali)

8 pomodorini ciliegino

q.b. zucchero di canna

q.b. timo



Procedimento

Crema di lenticchie

In una pentola capiente fai appassire lentamente cipolla, sedano e carota tritati con un filo d’olio. Unisci le lenticchie, precedentemente sciacquate, e copri con il brodo vegetale. Lascia cuocere dolcemente per circa 30–35 minuti; negli ultimi istanti aggiungi l’aglio in camicia. Frulla il tutto fino a ottenere una crema liscia, poi filtrala per una consistenza più fine. Regola di sale e pepe e, se gradito, completa con un accenno di paprika affumicata.

Uovo “nuvola”

Separa con cura albumi e tuorli. Monta gli albumi a neve morbida con un pizzico di sale. Ungi leggermente le cocotte e distribuisci gli albumi formando una cavità centrale. Cuoci in forno a 180 °C per circa 5 minuti, quindi inserisci delicatamente il tuorlo al centro e rimetti in forno per altri 3–4 minuti, fino a ottenere un cuore ancora morbido.

Crumble di pane

Tosta il pane ai cereali in forno per pochi minuti, quindi sbriciolalo grossolanamente e condiscilo con olio e un pizzico di sale.

Pomodorini arrosto al timo

Taglia i pomodorini a metà e sistemali su una teglia. Condiscili con olio, sale, zucchero di canna e timo, quindi cuocili in forno a 180 °C per circa 25–30 minuti. Frullali e filtrali per ottenere una salsa densa e profumata.

Abbinamento

Ramatico” – Antonella Pacchiarotti

Per accompagnare “Essenza di Rascino” la scelta ricade su un vino che interpreta il territorio con sensibilità e originalità: il Ramatico di Antonella Pacchiarotti, un Aleatico vinificato in versione secca, fresca e gastronomica.

giovedì 20 novembre 2025

MERCATO FIVI IN CONTINUA CRESCITA: SI CHIUDE L’EDIZIONE 2025



COMUNICATO STAMPA

BOLOGNA È UNA REGOLA PER IL MERCATO DEI VINI DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI. SI CHIUDE L’EDIZIONE 2025 CON OLTRE 28.000 VISITATORI

La manifestazione di FIVI organizzata da BolognaFiere  migliora il dato dello scorso anno, superando quota 28.000 visitatori. Sempre più saldo il rapporto con la città, dove il Mercato è ormai un appuntamento atteso, grazie anche agli eventi “Fuori Mercato”.

È calato il sipario sulla 14a edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI (Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti). Che dopo tre giorni di festa nei 40mila metri quadrati messi a disposizione da BolognaFiere, si conferma il principale evento annuale dei vignaioli italiani.

LA PAROLA AI NUMERI

Protagonisti del Mercato, 1.000 vignaioli e vignaiole FIVI, che hanno animato i padiglioni 29 e 30 raccontando, offrendo all’assaggio e vendendo ai wine lover oltre 8.000 vini artigianali, di qualità e di territorio. Accanto alle cantine italiane, provenienti da tutte le regioni, l’area espositiva e di degustazione del Mercato ha potuto vantare la presenza dei vignaioli europei delle associazioni nazionali bulgara, ceca e slovena appartenenti a CEVI - Confédération Européenne des Vignerons Indépendants. Senza contare gli oli di 28 aziende associate alla FIOI (Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti).

1.500 i carrelli e i trolley a disposizione del pubblico per portare fino al parcheggio le bottiglie comprate; e nei padiglioni era attivo anche un pratico servizio di spedizioni a domicilio.

Quanto ai visitatori, dal 15 al 17 novembre l’affluenza è stata costante e significativa, anche nella giornata di lunedì, più spiccatamente rivolta agli operatori professionali (ristoratori, enotecari, trader esteri, etc.). Un andamento che ha portato il Mercato dei Vini a superare il risultato dell’edizione 2024, che già aveva registrato ben 28.000 ingressi.

RITA BABINI, VIGNAIOLA E PRESIDENTE DI FIVI

«C'era il sole sui volti delle Vignaiole e dei Vignaioli, degli olivicoltori, delle migliaia di persone che in questi giorni si sono incontrate al Mercato dei Vini – sottolinea Rita Babini, Vignaiola e Presidente di FIVI –. La magia si è avverata anche quest'anno: ancora una volta, sono stati tre giorni di festa che fanno guardare al futuro con ottimismo e speranza».

GIANPIERO CALZOLARI, PRESIDENTE DI BOLOGNAFIERE

«Il successo di questa edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti conferma ancora una volta la forza del modello FIVI e la capacità di BolognaFiere di valorizzarne l’identità commenta Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere. La crescita dei visitatori, la qualità del pubblico e il legame sempre più saldo con la città ci dicono che questo appuntamento è diventato molto importante per il territorio e per l’intero settore. L’energia dei vignaioli, la loro storia e la loro visione arrivano dritte al cuore dei consumatori e generano una community autentica, fatta di passione e competenza. Abbiamo fatto bene a investire in un evento che guarda avanti e che, anno dopo anno, rafforza il ruolo di Bologna come capitale della cultura enologica e dell’enoturismo in Italia».

A decretare il successo del Mercato dei Vini dei Vignaioli 2025 ha contributo il programma della manifestazione, sia nei padiglioni di BolognaFiere che ‘off’.

MASTERCLASS

Tutto esaurito per le masterclass, realizzate in collaborazione con ALMA - La scuola internazionale di cucina italiana, con FIOI e con PAU - Panificatori Agricoli Urbani.

I quattro appuntamenti promossi da FIVI hanno avuto come filo conduttore il tema Vino, vigne, Vignaioli: una storia di famiglia e hanno approfondito diverse punte di diamante dell’enologia italiana: dal Moscato di Canelli al Cirò, dal Teroldego rotaliano ai vitigni come il Grechetto, la Malvasia Puntinata, il Bombino e il Montepulciano, che affondano le proprie radici nei terreni vulcanici laziali.

Molto gettonato anche lo stand della Regione Emilia-Romagna, gestito dalla Direzione Agricoltura, che ha proposto un ciclo di degustazioni guidate dalla chef Carla Brigliadori per promuovere i prodotti DOP e IGP regionali in abbinamento con i vini del territorio, presentati dai vignaioli delle delegazioni FIVI dell’Emilia-Romagna. Al centro delle degustazioni: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP, il Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP, i Salumi Piacentini DOP, la Piadina Romagnola IGP, il Parmigiano Reggiano DOP, il Marrone di Castel del Rio IGP, il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP, lo Scalogno di Romagna IGP, lo Squacquerone di Romagna DOP, il Prosciutto di Parma DOP e l’Aglio di Voghiera DOP, nella versione nero fermentato.

Nel calendario delle attività dello stand RER, anche due focus sulla valorizzazione della filiera produttiva dell’aceto di qualità e sulle strategie innovative per affrontare nei vigneti gli effetti dei cambiamenti climatici, tra adattamento e mitigazione, partendo dal documentario Gradi realizzato da Will Media in collaborazione con FIVI.

Ottimi riscontri anche per gli eventi in calendario a Bologna e provincia in tanti locali che, nelle serate del Mercato dei Vini, si sono lasciati contagiare dal suo clima di festa e invadere pacificamente dai suoi vignaioli.

Grazie alle iniziative promosse da AMO - Associazione Mescitori Organizzati e nei punti di affezione FIVI, e alla “Notte bianca della ristorazione” ideata da Fipe-Confcommercio Ascom Bologna, oltre sessante enoteche, cantine, bistrot e wine bar hanno messo in mescita una selezione di vini dei vignaioli FIVI, mentre altrettante cucine sono rimaste eccezionalmente aperte fino a mezzanotte, per accogliere i produttori e i wine lover.

Una sorta di abbraccio collettivo che ha sancito definitivamente l’ingresso del Mercato di FIVI e BolognaFiere tra gli eventi più amati e attesi dai bolognesi.

Con il convegno Il vino di domani: le sfide della nuova PAC, tra gestione delle produzioni e gestione del rischio, la manifestazione è stata teatro di un’importante riflessione sulle prospettive del settore vitivinicolo in Europa alla luce della futura programmazione della Politica Agricola Comune. Dopo il videomessaggio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, e il saluto da Bruxelles della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, questo momento di confronto strategico ha coinvolto Stefano Bonaccini, membro della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Samuel Masse, Presidente CEVI, Ignacio Sánchez Recarte, Segretario Generale CEEV - Comitato europeo delle imprese del vino, Andrea Berti, Direttore Generale Asnacodi Italia, e Rita Babini, Presidente FIVI.

PREMIO “VIGNAIOLO COME NOI

Il Mercato dei Vini è stato, inoltre, l’occasione per rendere omaggio ai vincitori del Premio “Vignaiolo come noi”, assegnato quest’anno allo scrittore bolognese Enrico Brizzi, autore del best seller Jack frusciante è uscito dal gruppo, e del Premio “Leonildo Pieropan”, andato a Paolo De Marchi, vignaiolo in Piemonte e artefice della straordinaria storia di Isole e Olena. Il Premio “Vignaiolo come noi” viene attribuito ogni anno a un esponente del mondo della cultura, del giornalismo, dello sport, dell’economia o dello spettacolo che, pur non esercitando il mestiere del vignaiolo, interpreta il proprio lavoro mettendo al centro i valori della qualità, dell’originalità, della professionalità e l’amore per le cose fatte bene, con passione e cura artigiana, proprio come fanno i vignaioli indipendenti; il Premio “Leonildo Pieropan” è, invece, dedicato alla memoria di uno dei fondatori di FIVI.

ORGANIZZAZIONE

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti è un evento FIVI. È organizzato da BolognaFiere, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e di Confcommercio Ascom Bologna. Media Partner: QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

INFO

Ufficio Stampa BolognaFiere

Daniela Modonesi | 366 6659090 | daniela.modonesi@bolognafiere.it

 Ufficio Stampa FIVI

Axelle Brown Videau | 338 7848516 | axelle@origamiconsulting.it

Mirta Oregna | 338 7000168 | mirta_oregna@yahoo.it


martedì 18 novembre 2025

CRÈME CARAMEL DI MARRONI ANTRODOCANI CON PECORINO E GUANCIALE

Durante la seconda serata del Cooking Show “Turismo e Cultura”, lo chef — membro dell’APCI — ha condotto giornalisti e food blogger in un percorso sensoriale inaspettato, dimostrando come un dessert possa trasformarsi in una preparazione raffinata e fuori dagli schemi. I marroni diventano una base cremosa e profonda, il pecorino aggiunge carattere e tensione gustativa, mentre il guanciale, croccante e intenso, chiude il cerchio con una nota rustica e territoriale.

L’evento si inserisce nel progetto promosso dalla Camera di Commercio Rieti-Viterbo insieme all’Azienda Speciale Centro Italia, nell’ambito del marchio REA – Qualità Reatina, pensato per raccontare e tutelare le produzioni agroalimentari locali. Ogni elemento del piatto è una dichiarazione d’identità: materie prime autentiche, lavorazioni rispettose e una visione contemporanea della tradizione.

Il Crème Caramel di Marroni Antrodocani ideato dallo chef Marco Bartolomei, anima della cucina del ristorante Papilla di Rieti, nasce proprio dal dialogo tra dolcezza avvolgente, sapidità decisa e consistenze contrastanti.

Il risultato è una creazione elegante e sorprendente, che profuma d’autunno e conquista per l’equilibrio tra dolce e salato, morbido e croccante, memoria e innovazione.

Ingredienti

500 g marroni (Antrodocani)

2 tuorli

240 g panna fresca liquida

1 uovo (intero)

q.b. latte intero

q.b. sale

q.b. pepe nero

Per la crema di pecorino

120 g pecorino (amatriciano)

1/2 bicchiere latte intero

Per il crumble

200 g guanciale (amatriciano)

Procedimento

Inizia occupandoti dei marroni. Se utilizzi quelli freschi, pratica un’incisione sulla buccia e lessali per circa venti minuti. Una volta scolati, pelali accuratamente e riducili in purea con uno schiacciapatate o un passaverdure fino a ottenere una consistenza fine e uniforme.

Trasferisci la purea in una ciotola e uniscila alla panna, all’uovo intero, ai tuorli e a una piccola quantità di latte. Regola con sale e pepe, quindi lavora il composto con una frusta o un mixer a immersione fino a ottenere una crema liscia, priva di grumi.

Ungi leggermente gli stampini monoporzione e riempili per circa tre quarti. Sistemali in una padella dai bordi alti e aggiungi acqua calda fino a metà altezza degli stampi. Copri e cuoci a bagnomaria per circa dieci minuti, finché il composto risulta compatto ma ancora morbido al centro. In alternativa, puoi cuocerli in forno statico a 150 °C per 40–50 minuti, sempre a bagnomaria.

Nel frattempo prepara la crema di pecorino: sciogli il formaggio grattugiato in un pentolino con il latte, mantenendo la temperatura sotto i 62 °C per evitare la coagulazione. Se necessario, aiutati con un minipimer per ottenere una consistenza liscia e brillante.

Per il crumble, taglia il guanciale prima a listarelle e poi a piccoli cubetti. Rosolalo in padella finché diventa dorato e croccante, quindi scolalo su carta assorbente.

Al momento di servire, distribuisci sul fondo del piatto un velo di crema di pecorino, adagia sopra il crème caramel ancora caldo e completa con il guanciale croccante. A piacere, puoi decorare con qualche scaglia di marrone.

I consigli dello chef

Per una nota più intensa, arricchisci il guanciale con un pizzico di paprika affumicata.

Se desideri una texture estremamente setosa, passa la crema di marroni attraverso un colino fine prima della cottura.

Servi il piatto tiepido: è il momento ideale per apprezzare l’armonia dei profumi.

Abbinamento consigliato

Per accompagnare questo Crème Caramel di Marroni Antrodocani, che gioca sul confine tra dolce e salato, la scelta ideale è una bollicina di grande eleganza: il Metodo Classico Brut della Famiglia Cotarella. Ottenuto da uve Roscetto in purezza e affinato oltre 36 mesi sui lieviti, esprime finezza e identità territoriale.

venerdì 14 novembre 2025

GNOCCHETTI DI FAGIOLO GENTILE DI LABRO

Il Cooking Show “Turismo e Cultura” torna protagonista con una nuova edizione carica di energia, nata dalla collaborazione tra la Camera di Commercio Rieti-Viterbo e l’Azienda Speciale Centro Italia. Un percorso che intreccia saperi antichi, territorio e cucina consapevole, mettendo al centro il valore delle produzioni locali.

Tra i protagonisti di questo racconto c’è anche il marchio REA – Qualità Reatina, simbolo di una filiera che tutela e promuove le eccellenze agroalimentari del territorio: prodotti autentici, frutto di tradizioni tramandate e di un legame profondo con la terra.

Voglio ringraziare Paola Cuzzocrea, artefice di questa interessante iniziativa, e Cristiana Curri con cui cucinerò, per avermi dato l'opportunità di partecipare.

Ad aprire il viaggio gastronomico sono gli Gnocchetti di Fagiolo Gentile di Labro, presidio Slow Food, interpretati dallo chef Marco Mattetti, che ci accompagna in una ricetta capace di evocare i colori e i profumi dell’autunno. Un piatto essenziale ma ricco di carattere, dove la delicatezza dei fagioli incontra la dolcezza della zucca, la sapidità del guanciale e del pecorino, e le note fresche e aromatiche di rosmarino e agrumi. Un equilibrio studiato, che racconta la cucina di territorio con eleganza e rispetto.

Un’esperienza che ribadisce quanto cucinare con ingredienti locali significhi custodire storie, identità e passione, trasformando ogni piatto in un gesto di memoria e condivisione.



Ingredienti

200 g fagioli (Gentile di Labro)

150 patate bianche (del Cicolano)

100 farina 00

80 guanciale (di Amatrice)

400 zucca delica

q.b. olio extravergine d’oliva

q.b. pecorino (di Amatrice)

q.b. rosmarino

limone (zest )

q.b. sale

q.b. pepe nero

Preparazione

Lasciare i fagioli in ammollo in acqua fredda per almeno dodici ore. Una volta pronti, cuocerli in acqua salata fino a renderli teneri; procedere allo stesso modo con le patate.

Ridurre fagioli e patate in purea, quindi incorporarli alla farina lavorando l’impasto fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica, che non si attacchi alle mani. Formare dei filoncini, tagliarli a piccoli tocchetti e sistemarli su un vassoio leggermente infarinato per farli asciugare.

Nel frattempo cuocere la zucca, preferibilmente a vapore o in forno con un filo d’olio e un pizzico di sale. Una volta morbida, frullarla fino a ottenere una crema vellutata, aggiustando di sale e pepe.

Tagliare il guanciale a fettine sottili e farlo rosolare dolcemente in padella finché risulta dorato e croccante; trasferirlo poi su carta assorbente, conservando il grasso di cottura.

Per il condimento aromatico, sbollentare il rosmarino per pochi secondi, raffreddarlo immediatamente in acqua e ghiaccio, asciugarlo e frullarlo con olio extravergine e scorza di limone fino a ottenere una salsa verde intensa e profumata.

Cuocere gli gnocchetti in abbondante acqua salata; quando affiorano in superficie, scolarli e passarli rapidamente nella padella con il grasso del guanciale, così da insaporirli e renderli lucidi.

Distribuire sul fondo del piatto la crema di zucca ben calda, adagiare gli gnocchetti, completare con il guanciale croccante, qualche goccia del battuto al rosmarino e zest di limone, quindi rifinire con una generosa grattugiata di pecorino.

Abbinamento vino

Ad accompagnare gli Gnocchetti di Fagiolo Gentile di Labro, la scelta ricade su un Trebbiano Spoletino di Colle Ciocco, espressione raffinata del territorio umbro. Il suo colore giallo dorato anticipa un bouquet elegante di fiori bianchi, agrumi e frutta matura, con una piacevole vena minerale. In bocca è fresco, sapido e ben equilibrato, ideale per sostenere la dolcezza della zucca e la cremosità dei fagioli, armonizzando al tempo stesso la sapidità del guanciale e del pecorino.