Dalla sfoglia fatta a mano al ripieno di funghi e olive, fino alla crema di carciofi e all’olio extravergine di oliva Sabina DOP: il tortellone tricolore racconta l’identità gastronomica della Sabina attraverso ingredienti e tradizioni locali.
Quattro incontri online, tra ottobre e novembre 2026, sono dedicati alle ricette della Tuscia e del Reatino, realizzate da giornalisti ai fornelli sotto la guida di professionisti della cucina e trasmesse in diretta Facebook.
L’appuntamento del 27 ottobre ha avuto come protagonista il Tortellone tricolore della Sabina con crema di carciofi IGP e olio aromatizzato alla maggiorana, preparato dallo chef Patrizio Paolucci durante la diretta moderata dalla giornalista Paola Cuzzocrea. Dopo l’esordio dedicato alle meringhe con nocciole della Tuscia, il percorso gastronomico ha proposto una ricetta che unisce pasta fresca artigianale, prodotti tipici e i colori della bandiera italiana.
UNA SFOGLIA FATTA A MANO CHE
RACCONTA LA SABINA
La pasta fatta in casa è parte
integrante della tradizione gastronomica sabina. Nella cucina contadina si
preparava con ingredienti semplici, come farina di grano, acqua e, quando
disponibili, uova fresche. A caratterizzare i condimenti erano soprattutto
l’olio extravergine di oliva locale e le olive, ancora oggi tra i prodotti
simbolo del territorio.
Il tortellone tricolore
reinterpreta questo patrimonio attraverso una preparazione contemporanea di
pasta fresca all’uovo, realizzata nei tre colori della bandiera italiana:
bianco, rosso e verde.
Le sfoglie vengono preparate
separatamente, tagliate a strisce e accostate per ottenere un unico impasto
multicolore. Si procede quindi con la stesura al mattarello, il taglio dei
dischi e la chiusura manuale dei tortelloni, una lavorazione che richiede precisione
per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura.
Anche la scelta dei coloranti
naturali offre spazio alla sperimentazione: nella preparazione presentata
durante la diretta, il rosso è stato ottenuto con il concentrato di pomodoro,
mentre per il verde sono state utilizzate foglie di basilico al posto degli
spinaci.
Il ripieno di funghi e olive,
accompagnato dalla crema di carciofi, dal Pecorino Romano DOP e dall’olio
Sabina DOP, completa la ricetta con un equilibrio di sapori vegetali, note
sapide e profumi aromatici. Un incontro di ingredienti che richiama la tradizione
gastronomica del territorio reatino e sabino.
MALTAGLIATI E PASTA DI RECUPERO:
LA TRADIZIONE ANTISPRECO
LA STORIA DELLA PASTA RIPIENA
TRA GASTRONOMIA E LEGGENDA
La pasta ripiena ha una lunga
storia nella gastronomia italiana. La sfoglia diventa un involucro capace di
racchiudere ingredienti diversi, valorizzarne i sapori e trasformarli in
preparazioni individuali.
Gli studi sulla storia
dell'alimentazione, tra cui quelli dello storico Massimo Montanari, aiutano a
ricostruire l'evoluzione delle tecniche di lavorazione della pasta e il loro
ruolo nella cucina medievale e successiva.
Accanto alla storia documentata
sopravvivono racconti popolari e leggende. Una delle più note collega la forma
del tortellino all'ombelico di Venere. Secondo la tradizione, un oste avrebbe
ospitato la dea nella propria locanda e, spiandola dal buco della serratura,
sarebbe rimasto colpito dalla bellezza del suo ombelico. Tornato in cucina,
avrebbe cercato di riprodurne la forma piegando un quadrato di pasta attorno al
ripieno.
Una leggenda suggestiva che
appartiene all'immaginario della gastronomia italiana e accompagna la storia di
uno dei formati di pasta ripiena più conosciuti.
LA RICETTA: TORTELLONE TRICOLORE DELLA SABINA CON CREMA DI CARCIOFI IGP E OLIO ALLA MAGGIORANA
INGREDIENTI
300 g di farina 00 (divisa in 3
parti da100 g)
3 uova grandi;
10 g di polvere o concentrato di
pomodoro (per la pasta rossa)
10 g di polvere di basilico o
spinaci (per la pasta verde)
50 g di funghi misti essiccati
50 g di olive taggiasche della
Sabina
100 g di polpa di pomodoro
1 vasetto di crema di carciofi
romaneschi
1 spicchio d'aglio piccolo
Olio EVO della Sabina DOP
Sale e pepe q.b.
30 g di Pecorino Romano DOP
grattugiato finemente
Maggiorana fresca o essiccata.


PROCEDIMENTO
In un piccolo pentolino a fuoco bassissimo, scalda (massimo 90°) mezzo bicchiere di Olio EVO con i rametti di maggiorana per 5 minuti. Spegni e lascia in infusione. Prepara tre panetti separati ognuno composto da 100g di farina e un uovo. Aggiungi la polvere di pomodoro al panetto destinato alla sfoglia rossa e la polvere di basilico a quella verde. Impasta fino a ottenere panetti lisci, copri con pellicola e lascia riposare 30 minuti. Trita finemente i funghi e le olive. In una piccola padella, scalda l'olio con lo spicchio d'aglio, aggiungi i funghi e fai rosolare. Unisci il pomodoro e le olive, salando e pepando a piacere. Fai restringere il composto finché non risulta ben asciutto e denso. Rimuovi l'aglio e lascia raffreddare completamente. Scalda da crema di carciofi fino a ottenere una crema fluida e omogenea. Stendi le tre sfoglie e tagliale a strisce, sovrapponile spennellando i bordi con pochissima acqua per farle aderire, poi ripassale al matterello o nella macchinetta per compattarle in un'unica sfoglia a righe.
Con un taglia pasta o un bicchiere dalla circonferenza ampia ricava
dalla sfoglia dei cerchi di circa 10 cm. Disponi al centro un cucchiaio
generoso di ripieno, chiudi sigillando bene i bordi (facendo uscire l'aria) e
congiungi le due estremità per formare il tortellone. Cuoci in abbondante acqua
salata per circa 3-4 minuti. Versa sul fondo dei piatti uno specchio caldo di
crema di carciofi. Adagia delicatamente i tortelloni tricolore ben scolati
sulla crema. Spolvera con il Pecorino DOP e completa con un giro di Olio EVO
della Sabina DOP e usa la maggiorana e qualche fogliolina fresca per decorare.
GLI ALTRI APPUNTAMENTI DEL
PROGETTO
Il calendario degli incontri
dedicati alla cucina della Tuscia e del Reatino prosegue a novembre con altri
due appuntamenti:
- 5 novembre, alle 18.30:
Spaghetti alla fanfarra.
- 10 novembre, alle 18.30:
Ravioli aperti a “fezze” con ristretto di pecorino e polvere di guanciale.
Le dirette sono accessibili su
Zoom e sulle pagine Facebook della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo e
dell’azienda speciale Centro Italia, con ulteriori rilanci sugli altri canali
social camerali.
Il progetto dimostra come la
divulgazione digitale possa diventare uno strumento per trasmettere tecniche di
cucina, valorizzare le produzioni locali e avvicinare il pubblico alla cultura
gastronomica. Un modo per mantenere vive le ricette della tradizione e
raccontare, attraverso il cibo, l’identità del territorio.





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