martedì 27 gennaio 2026

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"Calabria: la storia nel calice"
porta a Roma quasi 100 etichette e oltre 250 operatori del settore, confermando l’interesse crescente per il vino calabrese.
 

Roma si conferma una delle piazze piΓΉ importanti per la promozione del vino calabrese. Lo ha dimostrato Calabria: la storia nel calice, l’evento ospitato a Palazzo Ripetta che ha riunito oltre 250 operatori del settore – tra ristoratori, enotecari, distributori e professionisti del food & beverage – per un viaggio nel cuore dell’enologia calabrese attraverso quasi 100 etichette in degustazione.

L’appuntamento apre il calendario 2025 della Regione Calabria dedicato alla valorizzazione delle eccellenze vitivinicole regionali, con Roma scelta come punto di partenza per un percorso che guarda al mercato nazionale e internazionale. Una scelta strategica: il pubblico romano e il trade locale mostrano da tempo un interesse solido e in crescita verso i vini della Calabria, oggi sempre piΓΉ riconosciuti per qualitΓ , identitΓ  e coerenza stilistica.



I vitigni calabresi protagonisti a Roma

Seconda in Italia per produzione di olio e agrumi, la Calabria Γ¨ anche la regione con il piΓΉ alto rapporto tra superficie vitata e coltivazione biologica. Vanta oltre 350 vitigni – uno dei patrimoni ampelografici piΓΉ ricchi al mondo – custoditi in una miriade di piccole aziende, con una superficie media di appena 0,7 ettari.

Gaglioppo, vitigno antichissimo detto anche cirotano, ama climi caldi e terreni salini o argillosi; dΓ  vini dai profumi di frutti rossi, viole, spezie e note tostate. Accanto a lui il Magliocco – nelle versioni dolce e canino – completa l’identitΓ  rossa calabrese con maturazioni tardive, tannini importanti e un profilo aromatico che va dalla frutta rossa alle note speziate e terziarie.

In degustazione, 96 etichette selezionate e coordinate da ARSAC hanno raccontato la varietΓ  dei territori vitivinicoli calabresi: dal CirΓ² al Cosentino, fino alla Locride. Al centro del percorso, i vitigni simbolo della regione come Gaglioppo e Magliocco, affiancati da una ricca proposta di bianchi identitari – Mantonico, Pecorello, Greco Bianco e Zibibbo – presentati in versioni ferme, spumantizzate e passite.

Gaglioppo, vitigno antichissimo detto anche cirotano, ama climi caldi e terreni salini o argillosi; dΓ  vini dai profumi di frutti rossi, viole, spezie e note tostate. Accanto a lui il Magliocco – nelle versioni dolce e canino – completa l’identitΓ  rossa calabrese con maturazioni tardive, tannini importanti e un profilo aromatico che va dalla frutta rossa alle note speziate e terziarie.

I grandi bianchi calabresi raccontano territori e storia: il Mantonico Bianco della costa ionica Γ¨ strutturato, caldo e minerale; il Pecorello, riscoperto negli ultimi anni, esprime freschezza ed equilibrio dalle colline interne; il Greco Bianco, erede della Magna Grecia, dΓ  vini mediterranei e il celebre Greco di Bianco DOC, ambrato, vellutato e intenso. Completano il quadro lo Zibibbo, aromatico e solare, e la rara Guarnaccia bianca di Saracena, elegante e profondamente territoriale.

Un racconto corale che ha attraversato l’intera regione, dall’entroterra alle aree costiere, restituendo l’immagine di una Calabria del vino dinamica, in evoluzione e sempre piΓΉ orientata al dialogo con il mercato.

Il ruolo del trade e la strategia della Regione Calabria

«L’incontro di Roma Γ¨ stato davvero importante», ha sottolineato Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria. «Ci ha permesso di rafforzare le relazioni con i professionisti che contribuiscono alla diffusione dei nostri vini nel principale mercato nazionale. Questo evento rappresenta un punto di partenza: stiamo giΓ  lavorando al calendario 2026, che ci vedrΓ  presenti nelle principali manifestazioni di settore in Italia e all’estero, per continuare a promuovere un’identitΓ  riconoscibile e distintiva, vero valore aggiunto dei vini calabresi».

Vino e gastronomia calabrese: un racconto integrato

A rendere l’esperienza ancora piΓΉ completa, una selezione di prodotti agroalimentari calabresi ha affiancato la degustazione dei vini: salumi tipici, formaggi stagionati in grotta, conserve di pesce, fichi locali, cedro e bergamotto. Un percorso pensato per offrire al trade una visione d’insieme del patrimonio enogastronomico regionale.

Gli abbinamenti sono stati curati da Federica Di Lieto, chef freelance calabrese, che ha valorizzato le etichette in degustazione attraverso una proposta gastronomica coerente e territoriale, capace di raccontare la Calabria nel piatto e nel calice.


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