lunedì 5 gennaio 2026

INSIDE GARGANO, IL PROMONTORIO RACCONTATO DALL’INTERNO

Basilica di San Michele Arcangelo


C’è un Gargano che tutti conoscono, fatto di mare e cartoline. E poi c’è quello che si scopre solo rallentando, entrando nei borghi, ascoltando le storie. Inside Gargano nasce proprio per questo: raccontare il promontorio dall’interno, partendo dalle comunità, dalle tradizioni ancora vive e da paesaggi che cambiano a ogni curva.

Il progetto coinvolge Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano, Ischitella, Carpino e Cagnano Varano, un’area di straordinario valore tra foreste, laghi, pietra e mare. Al centro c’è lo storytelling: un racconto corale sostenuto da un brand comune, strumenti digitali, videomapping, video promozionali e percorsi di formazione per gli operatori locali. Un modo nuovo di guardare al turismo, più consapevole e partecipato.

Ho preso parte al Press Tour Inside Gargano con questo spirito:  due giorni sul territorio, tra visite guidate, incontri istituzionali e momenti di scoperta, per raccontare il Gargano così come si vive, non solo come si mostra.

PRESS TOUR INSIDE GARGANO

GIORNO 1 

MONTE SANT’ANGELO E VICO DEL GARGANO: TRA CIELO, PIETRA E FORESTA

Castello Normanno-Svevo


MONTE SANT’ANGELO, SPIRITUALITÀ E PAESAGGIO UNESCO

La prima tappa è Monte Sant’Angelo, il centro abitato più alto del Gargano e della Puglia. Un luogo in cui spiritualità, storia e natura convivono da secoli. A guidarci nella visita è stato Michele Placentino, che ha accompagnato il gruppo tra i luoghi simbolo del borgo, restituendo il senso profondo di una città che vive di memoria e fede.

Il fulcro è la Basilica di San Michele Arcangelo, costruita nella grotta dell’apparizione e meta di pellegrinaggi da oltre mille anni. Dal 2011 è Patrimonio UNESCO, all’interno del sito seriale dei Longobardi. Durante la visita si è tenuto anche un momento di confronto istituzionale con Rosa Palumbo, presidente nazionale dell’Associazione Italia Longobardorum e vicesindaco di Monte Sant’Angelo.

«Inside Gargano è un’occasione per raccontare i nostri luoghi andando oltre la superficie – ha spiegato Palumbo – valorizzando non solo i monumenti, ma le persone che li tengono vivi ogni giorno».

Monte Sant’Angelo è legata anche a un gemellaggio storico con Mont Saint-Michel, a testimonianza di un culto micaelico che attraversa l’Europa. Accanto alla dimensione spirituale emerge quella naturalistica: le faggete vetuste della Foresta Umbra, riconosciute patrimonio UNESCO, rafforzano l’identità del territorio come scrigno di biodiversità. Un percorso che ha portato il borgo a essere Capitale della Cultura della Puglia 2024.

La visita si è conclusa tra il Rione Junno, il Castello Normanno-Svevo e un momento dedicato all’enogastronomia locale, con una sosta al ristorante Li Jalantuùmene dello chef Gegé Mangano, dove la tradizione dialoga con una cucina contemporanea.



VICO DEL GARGANO, TRA CULTURA, AGRUMI E VICOLI

Nel pomeriggio il tour ha raggiunto Vico del Gargano, inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Ad accoglierci il vicesindaco Porzia Pinto e il professor Peppino D’Avolio, consigliere comunale e profondo conoscitore della storia locale.

Attraverso il suo racconto emerge una Vico colta e illuminata, a partire dall’Accademia degli Eccitati, fondata nel 1759, luogo di confronto intellettuale da cui passano figure come Michelangelo Manicone, tra i primi studiosi del Gargano.

Il percorso ha toccato il Trappeto Maratea, antico frantoio ipogeo oggi spazio museale, e il centro storico, un dedalo di vicoli un tempo protetti dalle mura. Tra le tappe, il Palazzo della Bella e il Castello, oggi luogo di socialità.

Vico è anche la terra delle arance IGP, simbolo identitario celebrato durante la festa di San Valentino, patrono del borgo. Un legame tra prodotto agricolo e comunità che ancora oggi definisce l’identità del paese.

GIORNO 2

ISCHITELLA, CARPINO E CAGNANO VARANO: IL GARGANO TRA LAGO, MUSICA E MEMORIA

 Ischitella

ISCHITELLA, STORIA E SILENZI SUL LAGO

La seconda giornata si apre a Ischitella, borgo arroccato a 314 metri sul versante nord del Gargano. Il centro storico, noto come La Terra, conserva l’impianto medievale a spina di pesce, con vicoli stretti e scorci che si aprono sul Lago di Varano e sull’Adriatico.

Le prime fonti scritte risalgono al 1058, ma il borgo ha origini ancora più antiche. Dopo il terremoto del 1646 Ischitella rinasce, divisa tra Terra Vecchia e Rione Ponte. Simbolo di questa rinascita è il Palazzo Ventrella, costruito nel 1714 dal principe Francesco Emanuele Pinto sui resti dell’antico castello.

Accanto al palazzo sorge la Chiesa di Sant’Eustachio, cappella privata della famiglia principesca, costruita su una torre del castello. Qui è custodito l’antico Bambinello del Principe Pinto, realizzato a Napoli nel 1737, recentemente restaurato e restituito alla comunità.


CARPINO, TRADIZIONI CHE RESISTONO

La quarta tappa è Carpino, borgo adagiato tra la Foresta Umbra e il Lago di Varano. Conosciuto per l’olio extravergine di qualità e per la musica popolare, Carpino conserva un centro storico fatto di vicoli, scalinate e mugnal, i caratteristici balconi a ballatoio.

In Piazza del Popolo si affacciano la Chiesa di San Cirillo e la Chiesa Madre seicentesca. Ma uno dei momenti più significativi è stata la visita al Museo Il Telaio di Carpino, dove alcune anziane signore mantengono viva l’antica arte della tessitura, mostrando la lavorazione tradizionale di cotone e lana.

Carpino è anche la patria dei Cantori di Carpino e della tarantella garganica. Una tradizione musicale che non è folklore da cartolina, ma parte integrante della vita del paese, celebrata ogni estate con il Carpino Folk Festival.


CAGNANO VARANO, IL BORGO DEL LAGO

Ultima tappa del tour è Cagnano Varano, affacciata sul lago costiero più grande d’Italia. Il centro storico, Lu Cavùt, si sviluppa intorno al Palazzo Baronale e alla Chiesa Madre di Santa Maria della Pietà, tra vicoli stretti e abitazioni addossate le une alle altre.

Cagnano è conosciuta come la città della pesca. Nel lago di Varano si trova il più grande impianto di mitilicoltura d’Europa, noto per la produzione di cozze e ostriche. La laguna è avvolta da leggende, tra cui quella dell’antica città romana di Uria, che si dice giaccia sommersa sotto le acque.

«Inside Gargano è un modo nuovo di raccontare chi siamo – ha dichiarato Michele Coccia, assessore delegato all’Area Interna Gargano del Comune capofila Cagnano Varano – un progetto che unisce comunità e territori, permettendoci di guardare ai nostri paesi con occhi diversi e di costruire insieme una visione condivisa».

Il Press Tour si chiude così, tra acqua, pietra e silenzi. Un viaggio che restituisce l’immagine di un Gargano interno autentico, dove il turismo diventa strumento di conoscenza e relazione, non semplice consumo del paesaggio.

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