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| Basilica di San Michele Arcangelo |
C’è un Gargano che tutti conoscono, fatto di mare
e cartoline. E poi c’è quello che si scopre solo rallentando, entrando nei
borghi, ascoltando le storie. Inside Gargano nasce proprio per questo:
raccontare il promontorio dall’interno, partendo dalle comunità, dalle
tradizioni ancora vive e da paesaggi che cambiano a ogni curva.
Il progetto coinvolge Monte Sant’Angelo, Vico del
Gargano, Ischitella, Carpino e Cagnano Varano, un’area di straordinario valore
tra foreste, laghi, pietra e mare. Al centro c’è lo storytelling: un racconto
corale sostenuto da un brand comune, strumenti digitali, videomapping, video
promozionali e percorsi di formazione per gli operatori locali. Un modo nuovo
di guardare al turismo, più consapevole e partecipato.
Ho preso parte al Press Tour Inside Gargano con
questo spirito: due giorni sul
territorio, tra visite guidate, incontri istituzionali e momenti di scoperta,
per raccontare il Gargano così come si vive, non solo come si mostra.
PRESS TOUR INSIDE GARGANO
GIORNO 1
MONTE SANT’ANGELO E VICO DEL GARGANO: TRA CIELO, PIETRA E FORESTA
MONTE SANT’ANGELO, SPIRITUALITÀ E PAESAGGIO UNESCO
La prima tappa è Monte Sant’Angelo, il centro abitato più
alto del Gargano e della Puglia. Un luogo in cui spiritualità, storia e natura
convivono da secoli. A guidarci nella visita è stato Michele Placentino, che ha
accompagnato il gruppo tra i luoghi simbolo del borgo, restituendo il senso
profondo di una città che vive di memoria e fede.
Il fulcro è la Basilica di San Michele Arcangelo, costruita
nella grotta dell’apparizione e meta di pellegrinaggi da oltre mille anni. Dal
2011 è Patrimonio UNESCO, all’interno del sito seriale dei Longobardi. Durante
la visita si è tenuto anche un momento di confronto istituzionale con Rosa
Palumbo, presidente nazionale dell’Associazione Italia Longobardorum e
vicesindaco di Monte Sant’Angelo.
«Inside Gargano è un’occasione per raccontare i nostri
luoghi andando oltre la superficie – ha spiegato Palumbo – valorizzando non
solo i monumenti, ma le persone che li tengono vivi ogni giorno».
Monte Sant’Angelo è legata anche a un gemellaggio storico
con Mont Saint-Michel, a testimonianza di un culto micaelico che attraversa
l’Europa. Accanto alla dimensione spirituale emerge quella naturalistica: le
faggete vetuste della Foresta Umbra, riconosciute patrimonio UNESCO, rafforzano
l’identità del territorio come scrigno di biodiversità. Un percorso che ha
portato il borgo a essere Capitale della Cultura della Puglia 2024.
La visita si è conclusa tra il Rione Junno, il Castello
Normanno-Svevo e un momento dedicato all’enogastronomia locale, con una sosta
al ristorante Li Jalantuùmene dello chef Gegé Mangano, dove la tradizione
dialoga con una cucina contemporanea.
VICO DEL GARGANO, TRA CULTURA, AGRUMI E VICOLI
Nel pomeriggio il tour ha raggiunto Vico del Gargano,
inserito tra i Borghi più Belli d’Italia. Ad accoglierci il vicesindaco Porzia
Pinto e il professor Peppino D’Avolio, consigliere comunale e profondo
conoscitore della storia locale.
Attraverso il suo racconto emerge una Vico colta e
illuminata, a partire dall’Accademia degli Eccitati, fondata nel 1759, luogo di
confronto intellettuale da cui passano figure come Michelangelo Manicone, tra i
primi studiosi del Gargano.
Il percorso ha toccato il Trappeto Maratea, antico frantoio
ipogeo oggi spazio museale, e il centro storico, un dedalo di vicoli un tempo
protetti dalle mura. Tra le tappe, il Palazzo della Bella e il Castello, oggi
luogo di socialità.
Vico è anche la terra delle arance IGP, simbolo identitario celebrato durante la festa di San Valentino, patrono del borgo. Un legame tra prodotto agricolo e comunità che ancora oggi definisce l’identità del paese.
GIORNO 2
ISCHITELLA, CARPINO E CAGNANO VARANO: IL GARGANO TRA LAGO, MUSICA E MEMORIA

Ischitella
ISCHITELLA, STORIA E SILENZI SUL LAGO
La seconda giornata si apre a Ischitella, borgo arroccato a
314 metri sul versante nord del Gargano. Il centro storico, noto come La Terra,
conserva l’impianto medievale a spina di pesce, con vicoli stretti e scorci che
si aprono sul Lago di Varano e sull’Adriatico.
Le prime fonti scritte risalgono al 1058, ma il borgo ha
origini ancora più antiche. Dopo il terremoto del 1646 Ischitella rinasce,
divisa tra Terra Vecchia e Rione Ponte. Simbolo di questa rinascita è il
Palazzo Ventrella, costruito nel 1714 dal principe Francesco Emanuele Pinto sui
resti dell’antico castello.
Accanto al palazzo sorge la Chiesa di Sant’Eustachio,
cappella privata della famiglia principesca, costruita su una torre del
castello. Qui è custodito l’antico Bambinello del Principe Pinto, realizzato a
Napoli nel 1737, recentemente restaurato e restituito alla comunità.
CARPINO, TRADIZIONI CHE RESISTONO
La quarta tappa è Carpino, borgo adagiato tra la Foresta
Umbra e il Lago di Varano. Conosciuto per l’olio extravergine di qualità e per
la musica popolare, Carpino conserva un centro storico fatto di vicoli,
scalinate e mugnal, i caratteristici balconi a ballatoio.
In Piazza del Popolo si affacciano la Chiesa di San Cirillo
e la Chiesa Madre seicentesca. Ma uno dei momenti più significativi è stata la
visita al Museo Il Telaio di Carpino, dove alcune anziane signore mantengono
viva l’antica arte della tessitura, mostrando la lavorazione tradizionale di
cotone e lana.
Carpino è anche la patria dei Cantori di Carpino e della
tarantella garganica. Una tradizione musicale che non è folklore da cartolina,
ma parte integrante della vita del paese, celebrata ogni estate con il Carpino
Folk Festival.
CAGNANO VARANO, IL BORGO DEL LAGO
Ultima tappa del tour è Cagnano Varano, affacciata sul lago
costiero più grande d’Italia. Il centro storico, Lu Cavùt, si sviluppa intorno
al Palazzo Baronale e alla Chiesa Madre di Santa Maria della Pietà, tra vicoli
stretti e abitazioni addossate le une alle altre.
Cagnano è conosciuta come la città della pesca. Nel lago di
Varano si trova il più grande impianto di mitilicoltura d’Europa, noto per la
produzione di cozze e ostriche. La laguna è avvolta da leggende, tra cui quella
dell’antica città romana di Uria, che si dice giaccia sommersa sotto le acque.
«Inside Gargano è un modo nuovo di raccontare chi siamo – ha
dichiarato Michele Coccia, assessore delegato all’Area Interna Gargano del
Comune capofila Cagnano Varano – un progetto che unisce comunità e territori,
permettendoci di guardare ai nostri paesi con occhi diversi e di costruire
insieme una visione condivisa».
Il Press Tour si chiude così, tra acqua, pietra e silenzi.
Un viaggio che restituisce l’immagine di un Gargano interno autentico, dove il
turismo diventa strumento di conoscenza e relazione, non semplice consumo del
paesaggio.





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